Pubblicato il 08/11/19 da Samuel Castagnetti

Call of Duty: Modern Warfare

La fenice Urzeka
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Introduzione – Anche quest’anno

Dopo l’esperienza dell’anno scorso con Call of Duty: Black Ops 4 che, pur essendo un titolo solido non mi aveva affatto convinto, non ero particolarmente “gasato” nel dover recensire un Call of Duty anche quest’anno, ma viene ottobre e, come un falco pellegrino, il titolo Activision scende in picchiata. Sarà riuscito Call of Duty: Modern Warfare a ribaltare le mie sensazioni negative sulla serie, oppure le avrà riconfermate?

L’illuminazione di alcune missioni della campagna è davvero magistrale.

Storia – C’era una volta in Urzikstan

C’è sempre stata una parte della fanbase del titolo Infinity Ward che ha adorato la campagna di molti CoD del passato, l’anno scorso la serie si è presa una pausa e in parecchi non hanno gradito. Quella parte della fanbase quest’anno può essere contenta, molto contenta, perché la campagna singleplayer è tornata e lo ha fatto sfondando la porta d’ingresso! A prescindere dai molteplici volti noti che faranno la loro comparsa durante la storia, la narrativa imbastita dal team di sviluppo, a mio parere, è tornata vicino ai massimi storici della serie. In linea generale non rivoluziona nulla, i nemici sono più o meno già visti, con il giusto mix di mediorientali e russi per coprire tutte le demografiche degli antagonisti classici in un colpo solo, ma sono tutto sommato gestiti bene e con una buona alternanza.
La campagna offre, oltre alle solite sezioni tematiche (guidare i veicoli, sezione di sniping e simili), quello che è sostanzialmente lo showcase di una delle nuove modalità multigiocatore. In queste sezioni, che personalmente sono quelle che ho maggiormente apprezzato, si ripuliscono alcuni edifici dai nemici a luci spente e in maniera “silenziosa”. Le meccaniche e il feel sono resi molto bene e riproducono in maniera abbastanza fedele il materiale di riferimento, creando un’esperienza singleplayer che, non lo nascondo, mi sarebbe piaciuto avere per tutta la campagna, pur non disdegnando assolutamente le sparatorie classiche. Insomma, un pacchetto ben gestito, riuscito e di valore. La durata non è delle più longeve, infatti sono riuscito a completare la campagna in un pomeriggio, ma per un giocatore medio può verosimilmente variare dalle 5-6 ore fino alle 8-9, a voler essere di manica larga.

Voglia di libertà.

Gameplay – Crosskilling multiplayer

Varie novità per CoD sul lato multigiocatore, sia a livello di modalità che a livello di meccaniche. La prima, e più importante, è il cross play tra tutte le piattaforme, e sì, se siete sadici abbastanza da giocare su console contro giocatori PC, abilitando la relativa opzione, prenderete sberle grosse. Tolto l’ovvio svantaggio nel giocare con il controller, direi che è una feature che dovrebbero avere più giochi, offrendo finalmente la possibilità di giocare con amici che non possiedono il titolo sulle stesse piattaforme. A livello di meccaniche, direi che una delle più significative è dettata dal cambiamento del feedback fornito sulla mini mappa: in questo capitolo infatti le informazioni sono minori rispetto al solito, mostrando i nemici solo grazie a perk o a killstreak. Personalmente l’ho trovato un cambiamento accettabilissimo e relativamente impattante sull’esperienza di gameplay.
La customizzazione delle armi è davvero importante e impatta direttamente lo stile di gioco, molto riuscita, un punto di forza davvero notevole per Modern Warfare. Per ora tutto bene, ma da qui in poi iniziano i doloroni. Primo dolorone: server. Nuovo anno, nuovi server scadenti, sono stanco di dover scrivere nelle recensioni di CoD di gente che uccide persone da dietro i muri, ‘sto giro dal muro ‘sti poveracci non si sono nemmeno mai fatti vedere: piombo contro cemento= kill. I soldi li prendete dal gioco, lo sanno tutti, implementiamo dei server dedicati e un netcode decente?

Come al solito il multigiocatore è frenetico e pieno d’azione.

Dolorone numero due: playtesting. Poiché, anche in questo caso, sappiamo tutti che non guadagnate poco da CoD, perché non spendere qualche dollarone per fare del playtesting? Le mappe sono tra le peggiori mai giocate su uno shooter, se ne salva una, tutte le altre sono sull’orlo dell’ingiocabilità. Non dico che il sistema a tre lane che c’era in precedenza fosse migliore, ma se questo design è il risultato di quelle che pensate essere mappe asimmetriche, buona fortuna!
Perché dico playtesting? Eh, perché la gestione di molte cose, prima tra tutte gli spawn, è realizzata davvero con i piedi. Gli spawn cambiano a seconda dei punti conquistati, ma sembrano non avere nulla a che fare con la presenza di nemici nelle vicinanze. Questo porta facilmente all’avere l’intera squadra avversaria davanti appena spawnati. Ho vissuto non poche istanze in cui la mia squadra è stata chiusa nella sua area di spawn, e addio, si passa mezza partita ad essere spawnkillati.
A volte il gioco ti spawna dietro le linee nemiche, da solo, a volte spawni e subito dopo il gico ti spawna dietro un nemico, oltre a molti altri casi di cattiva gestione dei punti di rinascita. Tutto questo è per dire che, se avessero speso non dico mesi, ma un paio di giorni a playtestare il gioco, si sarebbero resi conto che l’esperienza utente media è quella del dolore.

Il ponte sull’Eufrate, more like sniper e spawnkill.

Questi problemi dispiacciono, perché il gunplay è assolutamente soddisfacente, come in pochi altri shooter. Le armi hanno un feedback davvero “scrocchiarello” e sono belle da usare, peccato venire uccisi dal netcode e dal map design, abbastanza vergognosi per un titolo del genere. L’ultimo mio neo riguarda una meccanica presente nel titolo da eoni e che da eoni trovo senza senso: le killstreak. Che senso ha dare a chi già sta dominando dei mezzi per dominare ancora di più? Sicuramente fa piacere vedere i propri sforzi ripagati, ma se mi devo mettere nei panni, e ci sono stato parecchie volte, di chi subisce le killstreak, vedere il nemico snowballare ancora di più è privo di senso e frustrante. Dovrebbe essere il contrario, alla squadra in evidente difficoltà devono essere messi a disposizione più mezzi per poter rispondere e rimettersi in partita. Poi oh, se vi ho toccato la meccanica che vi fa sentire il c***o grosso mi spiace, ma a livello di design rimane una cosa insensata.

Piccola postilla sulla modalità co-op: carina l’idea, ma davvero scadente rispetto al resto dei contenuti. Molto difficile, molto grezza, poco divertente.

Una bandana e poca volgia di fornire spiegazioni

Comparto Tecnico – 115 GB di attesa

Il comparto tecnico ha alti e bassi, gli alti ancora una volta rappresentati dalla campagna, che si presenta bellissima da vedere e con un sound design davvero d’impatto, i bassi concentrati nel reparto multigiocatore, che appare un po’ “meh”. La campagna ha “pompati” al suo interno minimo un’ottantina di quei 115 GB di download ( credo fossero 175 GB su disco), davvero resa bene sotto ogni aspetto. Il multiplayer, per quanto riguarda la mia esperienza, ha subito un piccolo calo a livello di qualità video, ma bene o male ci si è abituati, questo non toglie che non sia allo stesso livello della campagna, lo stesso dicasi per la modalità co-op.
In generale il gioco non sembra ottimizzato benissimo, il menu ad esempio richiede molte risorse, inspiegabilmente, almeno una persona che conosco, dotata di un buon hardware, non riesce a giocare perché il gioco continua a crashare per motivi inspiegabili. Inoltre, i 115 GB di download sono a mio parere eccessivi, se una persona non dispone di fibra impiegherà dai tre giorni a una settimana a scaricarlo, per trovarsi poi con un titolo ottimizzato relativamente per modo di dire.

Il sole tramonta e il piombo riempie l’aria della sera.

Conclusioni – War never changes

Tirando le somme, Call of Duty: Modern Warfare è un buon titolo, presenta una riuscitissima campagna singleplayer, un multigiocatore davvero avvincente, se non fosse per il netcode e le mappe, e una discutibile modalità co-op.

Perché sì:
Perché no:
  • Gunplay
  • Customizzazione della armi
  • Campagna singleplayer
  • Missioni stealth

 

  • Netcode
  • Ottimizzazione mediocre
  • Mappe multiplayer

Il naso di Farah

Rednek - Biografia

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C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.