Pubblicato il 03/01/22 da Barbarossa

Battlefield 2042

Recensione - Sarà la volta buona?
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Battlefield 2042 – La paura del vuoto

Credo proprio che sia stata la paura del vuoto la primissima sensazione che ho avuto scorrazzando senza meta all’interno di uno dei giganteschi spazi aperti durante la missione in cui Battlefield 2042 ha deciso di inserirmi, ossia il tutorial. Giganteschi spazi sabbiosi, bellissimi, con addirittura tempeste di sabbia in atto attraverso le quali cercare di nascondermi alla ricerca di una flebile copertura dietro degli edifici stuccati di bianco, proprio da tradizione desertica. Tutto questo, nel vago tentativo di avvicinarmi a degli incredibili grattacieli di vetro, dall’architettura incredibilmente affascinante, mentre intorno esplode il chaos.
Non ho fatto tempo a capire nemmeno i comandi di gioco che sono morto 4 volte: la prima volta falcidiato da un carroarmato che non so da dove arrivasse, la seconda volta è stato il turno di un cecchino appostato dietro una duna dall’altra parte della mappa, poi è arrivato l’elicottero e i suoi missili terra aria, che mi hanno fatto incontrare il creatore e, infine, sono stato investito da un hovercraft.

Beh, che dire… di sicuro in Battlefield 2042 non si muore mai due volte nello stesso modo!

Sabbia, polvere, metallo e piombo… un sacco di piombo!

Gameplay e comparto tecnico – Personalizzazione al primo posto, poi il resto

Ritorna in pompa magna una delle IP più pompate di sempre made in DICE e Ripple Effect Studios. Battlefield 2042 ci sbatte in faccia tutta la sua superiorità tecnica dandoci la possibilità di giocare fino a 128 giocatori in mappa contemporaneamente. “Barba, ma 128 è un casino! Deve essere incredibile!” vi sento già dire. Purtroppo, però, non è sempre vero. Battlefield 2042 costruisce su tutto quello che è stato fatto in passato ma decide anche di reinventare un po’ la ruota, uno dei rischi più grossi per un franchise così iterativo proprio come lo è Battlefield. Partendo dal level design, infatti, dare la possibilità di dare a 128 giocatori di spostarsi, interagire e creare momenti interessanti di gameplay è molto complesso. Le mappe di Battlefield 2042 però risultano con troppi spazi aperti, dando così poca profondità tattica e strategica ai giocatori che, a parer mio, si limitano a cercare di mettere le mani sul primo mezzo disponibile per cercare di raggiungere in tempi umani e, soprattutto, vivi, la nuova zona da controllare.

Fanno anche il loro ritorno le classi, uno dei tratti peculiari di questo franchise. È stata proprio questa parte del gioco che ad essere stata un po’ reinventata portandola, però, ad essere poco incisiva nell’economia generale del titolo, facendogli perdere un po’ la sua anima che lo distingueva molto dagli altri competitor sul mercato. Battlefield 2042 decide di dare una profonda scossa al sistema di classi in gioco: continua ad offrire quelle a cui siamo abituati (Assalto, Supporto, Ingegnere, Ricognitore), ma non assegna più una connotazione stretta come accadeva in passato. Le singole classi, infatti, avranno ancora un’abilità unica che le contraddistingue, ma potranno anche equipaggiare oggetti o armi che di solito eravamo stati abituati a vedere su altri specialisti. È stato così che è nata la mia Medico Maria Falck, teutonica signora dai capelli bianchi, armata della sua fedelissima pistolina con cui può curare gli alleati, ma anche di un comodissimo lanciamissili anticarro perchè, si sa, la sicurezza non è mai troppa.
Se da un lato questo approccio offre la possibilità ai giocatori di crearsi praticamente i propri archetipi di gioco, dall’altro toglie un riferimento un po’ a tutti, dando parecchio senso di incertezza durante gli scontri.

In Battlefield 2042 la coordinazione con i compagni è fondamentale!

Non fa ritorno, invece, la modalità Single Player. Non ci sarà, infatti, una Campagna di qualsiasi sorta. Tutta l’esperienza di Battlefield 2042 sarà online. A cercare di soppiantare la modalità offline, però, ce ne sarà una online (strano, eh?). La modalità Portal, infatti, vi permetterà di giocare a modalità prese direttamente da Battlefield 3 o Bad Company 2, attivandovi quella bella sensazione di nostalgia mista a un po’ più di sicurezza, visto che il numero di giocatori e le mappe sono ben più contenute e gestibili. Portal vi darà, però, anche la possibilità di creare partite personalizzate, dandovi tantissime possibilità di modifiche, per creare quello che stavate cercando.

Battlefield 2042 è quindi un gioco di personalizzazione al primo posto, poi il resto. Dal punto di vista grafico e di art direction, Battlefield 2042 non sbaglia di un centimetro. Effetti sonori e visivi sono incredibilmente azzeccati e conferiscono al gioco molta autenticità. Qualche bug di troppo si fa sentire, è vero, ma anche solo il fatto di poter concorrere in 128 persone sulle stessa mappa, è di sicuro qualcosa di notevole ed impressionante.

Battlefield 2042 – Mediocre in molto, eccellente in (quasi) niente

In definitiva, Battlefield 2042 è un gioco con moltissimo potenziale, anche sfruttabile grazie alle infinite possibilità di personalizzazione che partono dalle classi fino alle modalità di gioco, con un impianto grafico di massimo livello ma che, purtroppo, perde parecchia della sua anima per via di scelte di design che lo fanno risulta un po’ mediocre in molto, ma eccellente in (quasi) niente. Dico quasi perchè comunque Battlefield 2042 ha dei picchi d’eccellenza nel reparto grafico e tecnico. Sono sufficienti per farne un gioco degno di essere giocato? Probabile: di sicuro molto di più per nuovi giocatori che per gli amanti della serie.

See you, Game Cowboys!

  • Grafica incredibile
  • Ampissima personalizzazione
  • Modalità Portal

 

  • Un po' troppi bug
  • level design troppo vuoto
  • sistema di classi poco incisivo

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.