Pubblicato il 22/12/21 da Andrea Borzì

Pokémon Perla Splendente e Diamante Lucente – Recensione

A distanza di 15 anni dalla pubblicazione su Nintendo Ds, arrivano la coppia di giochi Pokemon Diamante Lucente e Perla Splendente, remake dei titoli di lancio della quarta generazione
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In linea con la manovra di realizzazione di remake cominciata con Rosso fuoco e Verde foglia, a distanza di 15 anni dalla pubblicazione su Nintendo Ds, arrivano la coppia di giochi Pokemon Diamante Lucente e Perla Splendente, remake dei titoli di lancio della quarta generazione, per la prima volta sviluppati da un’azienda di terze parti (ILCA, Inc.) e non dalla casa madre, per Nintendo Switch.

Ma davvero li devo catturare tutti?

Da 25 anni a questa parte la trama di Pokémon è rimasta pressoché invariata: un giovane allenatore, ricevuto il Pokédex, si incammina in un viaggio destinato a completare l’enciclopedia dei Pokémon, a conquistare tutte le medaglie e diventare il nuovo campione della Lega. Contemporaneamente (il nostro protagonista dodicenne) si ritroverà a sventare i piani di una terribile organizzazione che vuole “plasmare” (capita la battuta? I cattivi sono del Team Plasma) il mondo secondo la propria visione (salvo diventare i bulli del quartiere in settima generazione, e dei “simp” in ottava).

In quest’ottica, a differenza di quanto siamo stati abituati negli ultimi remake, si è deciso di optare questa volta per una realizzazione 1 a 1 (salvo alcune differenze di cui parleremo nel comparto tecnico), senza modifiche alla trama, senza aggiunta di incontri o eventi extra (come l’episodio Delta di Alpha Zaffiro e Omega Rubino) ad aggiungere “ciccia” agli eventi, scelta che sicuramente ha fatto storcere il naso non soltanto a me, ma agli innumerevoli fan, considerato anche l’amore per il “mondo distorto” apparso in Platino. Gli unici accenni li ritroviamo in post game, con eventi semplici e scarnificati, che racchiudono la cattura dei leggendari all’interno di un unico parco.

Pokémon Perla Splendente e Diamante Lucente – Brutto colpo, ma su di te!

Per quanto riguarda il gameplay di Pokemon Diamante Splendente e Perla Lucente, come per la trama è rimasto invariato da 25 anni, certo con modifiche e migliorie, ma pur sempre un rpg a turni, con un party di sei creature, con un cap di livello a 100. E poco è cambiato rispetto alla controparte di 15 anni fa.

Il mondo di gioco è, come detto pocanzi, uno a uno, mostrando la profonda consapevolezza nel level design che già The Pokemon Company possedeva al tempo, tuttavia mostra anche la sua età, con soluzioni di cunicoli stretti e una mappa chiaramente segmentata in riquadri che mal si sposano con l’aggiunta di un movimento libero del personaggio (oltre a sfociare in imbarazzanti cutscene copia carbone in cui i personaggi continuano a muoversi esclusivamente in verticale e orizzontale). L’aggiunta delle MN libere tramite il PokéKron è un grande vantaggio per i giocatori, ma nullifica il design dei percorsi atti a premiare i giocatori che al tempo portavano con sei il cosidetto “MN Slave” (pokemon adibito esclusivamente all’uno di MN). Ancora, la presenza forzata del condividi esperienza, che per quanto io trovi un ottima aggiunta, fa storcere il naso ai puristi, e chiarisce come questo titolo voglia concentrarsi maggiormente sull’avventura e meno sull’aspetto competitivo.

Detto ciò vi sono anche molti aspetti apprezzabili in questi remake: prima di tutto il desiderio di rendere omaggio ai giocatori incrementando la difficolta di capipalestra e superquattro, che, sebbene non si arrivi ad apprezzarlo con i primi, sui secondi è certamente palpabile, rendendo la sfida (per chi non si è andato a cerare le formazioni di suddetti allenatori) interessante e per nulla semplice. Aggiungo anche che sebbene avessi il condividi esperienza perennemente attivo, ciò mi ha portato ad arrivare al giusto livello, se non sottolivellato, per affrontare la lega.

Altra aggiunta particolarmente apprezzata è l’evoluzione dei sotteranei di Sinnoh, ora Grandi Sotteranei, che amplia la mappa a 5 dungeon tematici oltre a fornire delle nuove aree in cui è possibile catturare pokemon peculiari e non reperibili nella regione (cosa che ovvia ad uno dei grandi difetti del gioco originale: la mancanza di pokemon di tipo fuoco). L’unico difetto che posso approntare ai Grandi Sotteranei è forse il mostrare il grande divario tra i titoli moderni del brand e quelli del passato, mediante un level design più ampio e studiato per i nuovi movimenti, specialmente nelle nuove aree in cui è possibile vedere i pokemon girovagare, dando la possibilità all’allenatore di scegliere quale Pokemon voler affrontare e quale schivare.

Infine il PokéKron stesso, un tempo collocato nello schermo inferiore del Ds, ora richiamabile con un tasto nell’angolo in alto a destra dello schermo. Tuttavia ammetto avrei preferito una soluzione grafica migliore, che si amalgamasse meglio sullo schermo e che non mi costringesse a nasconderlo per quasi tutto il tempo.

Ma è Chibi!

Parlando della grafica di questo titolo, non nasconderò il mio scetticismo iniziale quando ho visto il modo in cui sarebbero stati realizzati questi remake. Gioco in mano mi sono ricreduto, non sotto la scelta dei modelli, che in molti casi non trovo particolarmente brillanti, ma nella sua interezza, che, console in mano, fa la sua figura (specialmente in modalità Handled). Certo, qualche problema si riscontra sempre, come ad esempio i Pokémon compagni, riproposti in scala che appaiono ridicolmente piccoli o si incastrano nei punti più disparati. La grafica nelle battaglie al contrario è sorprendente, con modelli ben realizzati sia dei Pokemon che degli allenatori (che non rimangono più statici nello sfondo). I fondali stessi, ben dettagliati, amalgamano al meglio l’esperienza di lotta del gioco.

Sul comparto musicale ho poco da dire, ottimi rifacimenti delle tracce iconiche del gioco, rifatte per adattarsi alla nuova console di Nintendo e che rendono immersiva l’esperienza di gioco.

Conclusione

Pokémon Diamante Lucente e Perla spendenti sono dei buon remake di ottimi giochi del 2006, che danno la possibilità di vivere l’esperienza dei titoli di quarta generazione ai nuovi giocatori e di riviverla ai giocatori navigati. Io stesso ho apprezzato il titolo, ma conscio dell’effetto nostalgia. Se dovessi sollevare un dubbio, mi chiedo se i nuovi giocatori, abituati a giochi e ritmi molto diversi nel mondo Pokémon (specialmente l’assillante numero di allenatori nei percorsi che renderanno pochi passi camminate di ore) possano apprezzare a pieno un titolo che porta sulle sue spalle il peso di questi 15 anni.

  • Buon remake
  • Grafica Convincente
  • Titolo Divertente

 

  • Nessun cambiamento significativo al titolo
  • Si avverte l'erà originaria del gioco
  • costo un poco eccessivo

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...