Apex Legends

Il battle royale che non ti aspetti

Pubblicato il 04/03/19 da Filippo D'Alessandro
recensione
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Apex Legends

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Introduzione – Il solito battle royale?

È un freddo sabato di fine gennaio, durante le solite chiacchierate con gli amici si inizia a parlare di cosa potremmo mai giocare tutti quanti assieme online, tra le tante proposte e il casino che, come potete immaginare, un dibattito del genere crea, un amico decide di spararla grossa: “Titanfall 2 diventerà free to play tra qualche giorno, potremmo giocare a quello“. Dopo aver sentito questa affermazione decido di levare le tende e tornare a casa, rimurginandoci un po’ su.

Flashforward di un paio di giorni, alla sera del 5 febbraio, il leak del quale parlava il mio amico si è rivelato parzialmente vero, su Twitch Respawn Entertainment sta mostrando il suo nuovo gioco, un battle royale con una spolveratina di hero shooter ambientato nello stesso universo narrativo di Titanfall, intitolato Apex Legends.
Non sono mai stato un fan dei battle royale, genere che ha avuto un enorme successo nel mercato videoludico odierno, nel quale molti sviluppatori hanno provato la loro formula di battle royale ma solo in pochissimi sono riusciti a capitalizzare, vedi Fortnite e PlayerUnknown’s Battlegrounds, ma stranamente questo Apex Legends mi ha colpito in positivo e ho deciso di dargli una chance, tanto è gratis, al massimo lo disinstallo. Quelle furono le mie ultime parole, prima di venire completamente risucchiato dal gioco.

Nulla di nuovo nella UI di Apex Legends.

Trama – Ci spariamo per divertimento

Prima di scendere nei dettagli del gameplay dobbiamo parlare della trama di Apex Legends, anche se non c’è moltissimo da dire, però una ragione per spararsi ci deve sempre essere, non vi pare? Come già detto in precedenza siamo nell’universo narrativo di Titanfall, ma questa volta, ahimé, non ci sono i robottoni che tanto ci piacciono.
Le due fazioni dei precedenti capitoli, la IMC e la Milizia, hanno abbandonato la regione teatro degli scontri, la Frontiera e, visto che la guerra lascia sempre tutti felici e contenti, le persone che vivevano in quella regione sono ora costrette a dare il meglio di sé per sopravvivere. È così che a qualcuno viene la brillante idea di creare gli Apex Games, una simpatica competizione all’ultimo sangue per ottenere soldi, fama e gloria. Ed è qui che entrano in gioco i personaggi giocabili, o meglio le Leggende, questo il nome affibbiatogli dagli sviluppatori.

Il cast di Apex Legends è abbastanza variegato

Gameplay – Veloce e immediato

Avviata una partita veniamo messi di fronte alla schermata di selezione Leggende, nella quale a turno la squadra seleziona il proprio personaggio, ovviamente non è possibile avere due leggende identiche nella stessa squadra. Al momento ci sono solo otto Leggende (due da sbloccare) e ognuna di esse ha un kit di abilità che la differenziano dalle altre: per esempio abbiamo Lifeline, il medico da guerra, che può richiamare il suo fido drone per curare gli alleati, Pathfinder che usa un rampino per muoversi più velocemente da un punto all’altro oppure il soldato Bangalore che come abilità ultimate può chiamare un attacco di artiglieria. Starà a voi trovare quello più adatto alla vostra tipologia di gioco o quello che meglio si sposa con le altre abilità delle Leggende scelte dai vostri compagni.
È importante sottolineare che tutte le Leggende condividono gli stessi punti ferita e la stessa velocità di movimento. Fatta la nostra scelta viene mostrato il team campione, ovvero che ha vinto la partita precedente, sul quale grava una taglia di 500XP, mostrata sui banner in giro per la mappa. Parlando di numeri, ogni stanza è popolata da 20 squadre, ognuna delle quali è composta da 3 giocatori, per un totale di 60 giocatori a partita. Il nostro compito, come in ogni battle royale, sarà quello di rimanere l’ultimo team in piedi.

I campioni appaiono sui banner in giro per la mappa.

Ma cosa differenzia il titolo di Respawn Entertainment dalla concorrenza? Per prima cosa Apex Legends ha un sistema di ping molto comodo, che con la semplice pressione di un tasto ci permette di segnalare ai nostri compagni di squadra armi, munizioni,  la presenza di nemici e di punti di interesse, così da fargli capire al meglio le nostre intenzioni. Questo sistema è cosi ben implementato che si riesce a comunicare benissimo anche senza l’uso di un microfono, superando così lo scoglio della barriera linguistica. Un altro pregio di Apex Legends è rappresentato dal sistema di loot molto immediato, grazie al quale si riesce a capire in un attimo l’upgrade dell’equipaggiamento e delle armi, così da risultare incisivi già nelle prime partite.

Se le cose non dovessero andare come previsto possiamo lanciarci in una nuova partita in una manciata di secondi, l’attesa prima di ricominciare a giocare è pressoché nulla. Velocità che caratterizza anche il gameplay: se la costruzione è la caratteristica che distingue Fortnite dagl altri battle royale, in Apex Legends abbiamo la possibilità di scalare rapidamente gli ostacoli e la scivolata, che fa guadagnare velocità, caratteristiche già viste in Titanfall (sfortunatamente non c’è il wall-running). Questi elementi rendono gli scontri a fuoco molto frenetici e saperli sfruttare rappresenta la carta vincente per uscire vittoriosi, anche in situazioni ostiche contro team meglio equipaggiati.
Se non dovesse accadere in Apex Legends è presente il respawn (nomen omen): se uno dei nostri compagni di squadra riesce a recuperare non so cosa dal nostro corpo, forse del DNA o magari un buono pasto, non ne ho idea, può dirigersi a un punto di respawn e offrirci una seconda possibilità; ovviamente torneremo in partita senza equipaggiamento.

Visto che Apex Legends è un free to play dovrei anche descrivere i contenuti dello shop in-game, che per fortuna offre solo oggetti estetici, con i quali personalizzare le Leggende e, se volete tentare la fortuna, trovate anche le odiate lootbox. Potreste anche decidere di usare i vostri risparmi per acquistare i personaggi non ancora sbloccati, ma con un po’ di pazienza li otterrete attraverso l’utilizzo dei token Leggenda, una valuta che si ottiene attraverso il level up.

Lo shop offre oggetti puramente estetici.

Comparto tecnico – Tutto nella norma

Il motore che muove Apex Legends è una versione modificata del caro e vecchio Source Engine, motore che, come probabilmente saprete, ha i suoi anni sulle spalle. Ciò nonostante Apex Legends riesce a difendersi egregiamente, anche non offrendo una grafica troppo all’avanguardia. Ho effettuato la mia prova su un PC con NVIDIA 1050 TI, Ryzen 1800X e 16 GB di RAM, a una risoluzione di 1920×1080 Apex Legends girava comodamente sui 60FPS, con tutti i dettagli quasi al massimo, fatta eccezione per alcuni effetti.

Non ho riscontrato alcun crash durante le mie 75 ore di gioco (troppe, lo so), anche se alcuni miei compagni di avventure ne hanno avuti un po’, dovuti all’utilizzo di schede video AMD, ma Respawn Entertainment è gia all’opera per risolvere il problema.

Ecco i contenuti in arrivo per il primo anno.

Conclusioni – The road ahead

Apex Legends è il gioco del momento e potrei passare ancora del tempo a dirvi tutto e nulla, ma credo sia importante sottolineare che lo shooter sviluppato da Vince Zampella e soci non rivoluziona il genere dei battle royale, SEMPLICEMENTE lo migliora, aggiungendo una serie di accortezze che lo rendono più godibile e molto meno frustante della concorrenza. Credo che il merito del successo vada anche alla campagna di marketing, non esistente, che ha dato priorità  ai fatti, ovvero un gameplay veloce e una buona ottimizzazione, che altri giochi con budget maggiori possono solo immaginare.

Ora è tutto nelle mani di Respawn Entertainment, che ha già rilasciato una roadmap bella sostanziosa con tutti i contenuti previsti per il 2019: la sostanza non sembra mancare, tra nuove leggende, armi, oggetti e cosmetici.

Ora rimane solo una domanda, quanto durerà il dominio di Apex Legends?

Perché sì:
Perché no:
  • Il sistema di ping
  • Il battle royale più immediato sul mercato
  • Le Leggende lo rendono vario

 

  • Saltuari crash su schede video AMD
  • Non è Titanfall 3

 

Ho già detto il sistema di ping?

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Furippo - Biografia

Filippo D'Alessandro
Una persona semplice con delle passioni semplici, l'alcol, le donne e, la più importante di tutti, i videogiochi.