Yakuza Kiwami

Un PC gamer torna a Kamurocho

Pubblicato il 27/02/19 da Carisma20
recensione
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Yakuza Kiwami

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Introduzione – Il drago di Dojima

Tornare a vestire i panni di Kiryu dopo le numerose ore spese sul prequel è stato un colpo al cuore. Viaggiare per la città e ritrovare i posti “conosciuti” esattamente dov’erano dona un senso di nostalgia (nonostante siano passati solo sei mesi dalla release di Yakuza 0, almeno su PC), tutto sembra familiare, i comandi, gli stili di combattimento, i teppistelli da calciorotare per strada e persino il sistema di progressione (per quanto sia stato leggermente rivisto qui).

Kiryu usa una heat action
Kiryu torna a pestare la gente che non sa farsi gli affari propri.

Trama – From now, I’m no more your bro

Incolpato di omicidio, Kiryu viene incarcerato per dieci anni e alla sua scarcerazione nulla è più lo stesso. La città risulta più moderna, le cabine telefoniche sono molto più rare, tutti hanno ormai un cellulare e il suo vecchio amico Nishikiyama è profondamente cambiato. Con l’assassinio del presidente dell’organizzazione, Masaru Sera, la sparizione di dieci miliardi di yen e il ritrovamento di una ragazzina apparentemente collegata agli avvenimenti, questo remake ci pone, ancora una volta, all’interno di una struttura narrativa profonda e avvincente.
Al gioco originale sono stati aggiunti vari dialoghi, cutscene e quant’altro, che vanno a fornire ulteriore spessore e motivazioni ai personaggi, tutto mantenendo una sorta di continuità con il capitolo precedente.

Majima e Kiryu faccia a faccia
Goro Majima rimane il personaggio migliore dell’intera saga.

Gameplay – L’ombra del drago

Dieci anni di reclusione hanno sopito il drago e Kiryu dovrà reinvestire su se stesso per tornare alla forma di un tempo. Ottenendo soldi, punti esperienza e punti completamento (CP), grazie ai combattimenti e alle varie attività in gioco, sarà possibile recuperare le abilità che resero il protagonista il Drago di Dojima.
Kiryu inizia il suo percorso con tutti e quattro gli stili conosciuti e padroneggiati nel prequel, che andremo a migliorare grazie a un sistema molto simile a quello di Yakuza 0. La spesa di punti esperienza ci permetterà di apprendere nuove mosse dei tre stili principali e di migliorare statistiche come vita e Heat mentre, grazie alla nuova meccanica “Majima everywhere“, con Majima deciso a essere il nostro stalker personale, riusciremo a riappropriarci dello stile che ha reso Kiryu una leggenda. Inutile dire che all’inizio lo stile del drago risulterà quello meno utilizzabile visti gli evidenti limiti ma, battendo spesso il suo rivale, che salterà fuori quando meno ce lo aspetteremo, otterremo miglioramenti nell’albero di abilità del suddetto stile.

Kiwami si differenzia poco dal capitolo precedente in questo senso e rimangono presenti le varie attività secondarie che caratterizzano la saga, Mini 4WD incluse. Purtroppo la struttura più vecchia in alcuni ambiti si fa sentire: per quanto le attività secondarie risultino estremamente curate, fornendo ben più di semplice intrattenimento secondario, alcune di esse hanno qualche problema. Il collector di peluche (o UFO catcher che dir si voglia) risulta estremamente più lento e macchinoso rispetto a quanto visto nel capitolo precedente, e il karaoke… il karaoke dello 0 è inarrivabile. Questo Kiwami ci prova ma non riesce a raggiungere l’epicità di pezzi quali 24 Hour Cinderella e Judgement.

Il sistema di crescita risulterà familiare a chi ha giocato Yakuza 0.

Comparto tecnico – Siamo sempre di fronte a un gioco SEGA

Yakuza Kiwami prende il primo, vecchio capitolo e lo riammoderna grazie a nuove texture, un framerate più stabile e nuove risoluzioni, nonché dialoghi e cutscene completamente inedite. Su PC il gioco fornisce l’esperienza migliore possibile, grazie a un framerate sbloccato e risoluzioni fino a 4K, il tutto condito da un ottimo doppiaggio nelle scene animate, alcuni dialoghi doppiati e la presenza dei sottotitoli, rigorosamente in inglese.

La periferica migliore per godersi il titolo rimane comunque il pad, come viene specificato dagli sviluppatori all’avvio, molto più comodo e immediato rispetto alla combo mouse/tastiera.

I veri Yakuza usano il pad
I veri Yakuza usano il pad… rigorosamente Xbox One.

Conclusioni – Majima is everywhere

Il rinnovato comparto tecnico non riesce a coprire completamente una struttura così datata, ma rende il tutto comunque molto godibile. La forte componente narrativa riuscirà a tenervi incollati al monitor fino ai titoli di coda e vale da sola il prezzo del biglietto, nonché rappresenta il motivo per cui siete qui se avete giocato Yakuza 0. Le missioni secondarie risultano meno varie, più brevi e in molti casi si risolveranno picchiando il povero malcapitato di turno.
È difficile evitare un paragone con il precedente capitolo, da cui indubbiamente questo Kiwami esce sconfitto per colpa di una minor varietà e di una longevità più contenuta.

Ne approfitto per linkarvi il nostro special sulla serie:

Perché sì:
Perché no:
  • Forte componente narrativa
  • Stili di combattimento
  • Heat Action

 

  • Il confronto con Yakuza 0 è inevitabile
  • La struttura datata si fa sentire
  • Quest secondarie poco varie

Baka Mitai

Majima Everywhere

Mini 4WD

Carisma20 - Biografia

Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.