
Questo capitolo è dedicato a tutti coloro che non conoscono a fondo i giochi di ruolo, ma sono comunque interessati alla prospettiva di provarne uno nel futuro prossimo, oppure per coloro che magari giocano già di ruolo, ma non hanno mai approcciato un titolo d20 system. Nel caso foste già giocatori (o ancor meglio Dungeon Master) di D&D 3.5 e/o Pathfinder, non troverete nulla che già non sappiate in questo capitolo. Fatte le dovute premesse, cominciamo.
Starfinder si basa sui tre elementi portanti del gioco di ruolo: esplorazione, combattimento e interazione sociale. In genere, questi tre aspetti vengono risolti sia dalla componente recitativa, consistente l’interpretazione che il giocatore dà al proprio personaggio (detta comunemente “ruolata”), sia da un set di regole, di complessità più o meno accentuata a seconda del GdR, le quali governano abilità, statistiche e competenze di un dato personaggio.
Nel d20 system, la maggior parte delle azioni che è possibile compiere viene risolta con il tiro di un dado a 20 facce (detto informalmente, appunto, d20), il quale rappresenta la variabile, il fato, la fortuna (o la scalogna) che condizionerà la prova che state affrontando, oltre ad aggiungere un elemento fondamentale: l’incertezza del risultato, la quale contribuirà a rendere l’atmosfera nel tavolo di gioco il più emozionale possibile, sfruttando l’effetto “gioco d’azzardo”.
Ovviamente il lancio del d20 non è l’unico fattore che influisce la riuscita o il fallimento di un determinato atto; infatti ogni personaggio possiede dei modificatori, spesso dipendenti dalle iconiche caratteristiche di base introdotte per la prima volta da D&D (Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza, Saggezza, Carisma). Tali modificatori potranno essere aggiunti al risultato del dado, rappresentando così propensioni innate e talenti naturali del vostro personaggio, ma anche lo studio, l’allenamento e la dedizione che essi hanno dedicato a particolari ambiti o aspetti.
Ora che avete assorbito questi concetti basilari, avete compreso l’intero funzionamento di Starfinder e qualsiasi altro gioco d20 system. Infatti, il 90% delle regole gira attorno al concetto base di lancio di d20 e aggiunta di modificatore. La supposta complessità di Starfinder è insita nella quantità di opzioni possibili, ergo è una questione puramente mnemonica: memorizzare le innumerevoli abilità di classe, caratteristiche razziali, talenti, incantesimi e armi disponibili del gioco richiederà del tempo speso nello studio vero e proprio del manuale.

Nel facilitarvi il compito, vi consiglio quello che è un eccellente punto di partenza: la scheda del personaggio, la quale rappresenta una sintesi di tutto ciò che, “regolisticamente” parlando, il vostro alter ego è in grado di fare. Vi ho già nominato le sei caratteristiche fondamentali e di come influenzino tutte le altre abilità che possedete nel vostro arsenale, ma, ancora una volta, voglio puntualizzare il già nominato elemento fondamentale estrapolabile da tali valori: il modificatore.
Il modificatore di caratteristica indica quanto si è superiori (o inferiori) alla media in un determinato ambito, relativamente al punteggio base di 10, il quale rappresenta un modificatore nullo. Ogni due punti investiti in una caratteristica aumentano il modificatore di uno, e così via. In caso di punteggi inferiori al 10, la regola rimane invariata, con l’unica differenza che il modificatore di un punteggio pari a 9 è già -1.
Da questo punto in poi, applicherete ripetutamente i modificatori di caratteristica a tutti gli altri valori presenti sulla scheda: avete un modificatore di Forza elevato? Ciò rappresenterà quanto peso potrete trasportare sulle vostre spalle e in quale misura saprete utilizzare efficientemente le armi corpo a corpo, influendo nel tiro per colpire e di danno con quest’ultime. Un punteggio di Destrezza superiore alla norma indicherà invece la vostra agilità nello schivare colpi ed eventuali attacchi ad area e, di conseguenza, il relativo modificatore verrà aggiunto alla Classe Armatura (la quale rappresenta quanto è difficile mandare a segno un attacco su di voi con armi a fuoco diretto) e ad alcuni Tiri Salvezza (che comprendono tutte le difese del personaggio contro i vari attacchi che non colpiscono il vostro corpo in maniera diretta, come ad esempio stanchezza, esplosioni o magie di controllo mentale). Magari il vostro personaggio è molto intelligente, e perciò avrà un numero superiore di Skill Rank da assegnare per ogni livello che possiede, permettendo così di avere a disposizione modificatori più elevati e garantendogli un vantaggio quando tenta di hackerare un terminale attraverso l’abilità Computer, oppure riparare un’arma attraverso un tiro di Engineering, e così via.

Avete capito l’antifona, vero? Tutto è riconducibile a pochi e semplici valori, ma nonostante ciò questo sistema di gioco riesce a dar vita a personaggi, situazioni e combattimenti articolati e complessi: questa è la forza del d20 system. Quindi non fatevi spaventare dalla supposta complessità del gioco (il Core Rulebook può intimorire, con le sue 521 pagine…): se siete amanti dei GdR in versione videoludica ma vi siete sempre sentiti costretti dai limiti posti dagli sviluppatori di questi titoli, il gioco di ruolo da tavolo è quello che fa per voi.
E se siete anche appassionati di sci-fi, non posso far altro che consigliarvi di aprire il vostro browser, visitare lo Starfinder System Reference Document e dare un’occhiata più approfondita a questo gioco. Se ciò che leggerete sarà musica per le vostre orecchie, acquistate il manuale, non ve ne pentirete. D’altronde, il d20 system è il sistema di gioco di ruolo più popolare al mondo per un motivo: funziona.