Che cos’hanno in comune un tattico a turni, un roguelike e un Rhythm-game? Da oggi, a quanto pare, Wardrum!
Il titolo sviluppato da Mopeful Games e pubblicato da Team17 è uscito lo scorso 7 Maggio ed è una commistione di generi probabilmente senza precedenti, che spicca dalla scena indie sotto tanti punti di vista. Tuttavia, non è privo di difetti.
Wardrum – Una storia di ritmo
La narrativa di Wardrum è relativamente scarna, come d’altronde ci si può aspettare da un roguelike. I protagonisti sono guerrieri di una tribù che venerano la Dea del Ritmo, una divinità che basa il proprio culto sulla musica.
L’avventura dei nostri eroi inizia con il tentativo di richiedere supporto ad una tribù alleata, nel tentativo di tamponare l’invasione di creature contaminate da misteriosi cristalli. Presto, però, il tutto dilagherà in una missione “per conto di Dio” con l’obiettivo di fermare una minaccia molto più grande di quanto i membri del party avrebbero mai potuto preventivare.

Nonostante la narrativa non sia certamente il focus del gioco, il poco risalto che viene dato alla storia e ai personaggi dimostra la cura che gli sviluppatori hanno voluto imprimere nel world-building e sui personaggi, che per quanto stereotipati risultano comunque simpatici e divertenti.
Feel the rhythm!
Passiamo al gameplay: questo incredibile mix di generi mi ha fatto illuminare gli occhi sin da quando l’ho visto per la prima volta. Mi piacciono i tattici a turni come Fire Emblem? Sì, certo! E i Roguelite con mappe stile Slay The Spire, skill tree e oggetti equipaggiabili? Assolutamente! E i rhythm-game / quick time events? Uno dei miei guilty pleasures!
Quindi sì, quando ho scoperto Wardrum ero convinto che mi sarebbe piaciuto! E in linea di massima è stato effettivamente così: ognuna di queste parti, presa singolarmente, funziona davvero bene. Di nuovo, si vede la cura e l’amore che il team ha impiegato nel creare questo titolo, ed è anche evidente la loro bravura. Le mie prime ore di gioco sono trascorse costantemente con la voglia di continuare, vedere cos’altro il titolo avesse da offrire e divertendomi parecchio!

Il vero problema è che purtroppo il gioco ha faticato pesantemente a mantenere il mio interesse sul lungo periodo.
La progressione di gioco è estremamente lenta, complice anche il sistema di combattimento che richiede svariati secondi per ogni azione di ogni personaggio: anche solo con 5 personaggi e 5 nemici, ogni combattimento richiederà anche una decina di minuti prima di essere completato (considerando anche la necessità di evitare la morte dei personaggi che si tradurrebbe in un perma-death o, a seguito di potenziamenti di meta-progressione, in un debuff particolarmente duro per alcuni combattimenti).
Inevitabilmente, se la progressione è così lenta, anche la meta-progressione subisce lo stesso trattamento.
Ogni volta che il giocatore sconfigge nemici ottiene una valuta che gli consente, al termine di ogni run, di potenziare il suo party o altre caratteristiche d’aiuto. Questi potenziamenti possono sembrare utili all’inizio, ma per la maggior parte del tempo non sono stati così significativi da rendere nettamente più forti i personaggi o più veloci le run.
Ci si aggiunga anche il fatto che i boss di ogni zona, dopo essere stati sconfitti un paio di volte, vengono potenziati per motivi di trama (e, presumo, scelte di bilanciamento?) rallentando ulteriormente la progressione generale del titolo, e la frittata è fatta.
Insomma, per quanto le singole parti funzionino bene, non posso fare a meno di dire che il mio divertimento e la mia voglia di continuare il gioco sono giunti al termine ben prima della conclusione del titolo. Ci tengo a sottolineare però che questa è un’opinione STRETTAMENTE personale: per le persone a cui piace immergersi in un gioco per ore e ore e goderselo, spolparselo e studiarselo approfonditamente questa potrebbe non essere una problematica di troppo conto. Per me, purtroppo, è stato il lato peggiore del gioco.
Un po’ di confusione.
Tornando invece a ciò che mi è piaciuto di Wardrum, abbiamo la parte grafica!
Anche qui troviamo una strana commistione di generi, con un 2D su più livelli misto 3D che ricorda giochi come Octopath Traveler, collegato però a un sistema di camera tridimensionale che spesso si slancia in movimenti di camera peculiari ma che contribuiscono a rendere l’idea della profondità del mondo di gioco.
In generale la qualità artistica è apprezzabile e ben fatta su tutta la linea, tranne per una piccola problematica: la comprensibilità.
In alcune situazioni, la telecamera isometrica e il color coding contribuiscono a creare un po’ di caos durante i combattimenti: le celle blu su cui possono muoversi i personaggi, le celle rosse su cui possono essere eseguiti gli attacchi e le celle viola che indicano le zone su cui possono muoversi i nemici si sovrappongono spesso, creando una confusione abbastanza intensa. Non aiutano poi, in specifiche situazioni, i vari indicatori dei colpi (anche quelli rossi) e il post-processing per rendere l’idea delle tempeste di sabbia (anche quelle rosse)…

Un’altra piccola tirata d’orecchie va fatta alla soundtrack. Il gioco si basa molto sul ritmo in quattro quarti che denota il tempismo necessario per eseguire le azioni tramite i QTE, e questo ritmo è presente pressoché in ogni momento del gioco.
In un gioco che si basa sul ritmo e sulla musica, però, mi sarei aspettato una OST più di nota. Praticamente nessuna di esse mi è rimasta particolarmente impressa, e farei fatica anche solo a canticchiare una delle canzoni.
Sbagliando s’impara
Wardrum è un titolo interessante, innovativo e che sicuramente ha qualcosa da dire con una commistione di generi sperimentale e assolutamente funzionale. Purtroppo, un bilanciamento non troppo favorevole e una carenza di polishing dal punto di vista grafico e sonoro non lo fanno rientrare fra le opere che ho apprezzato di più quest’anno, ma sono comunque molto contento di vedere che gli sviluppatori indie come Mopeful Games continuano ad esplorare nuove idee innovative e particolari.
Non mi sento di recriminare nulla al team di sviluppo, nonostante le problematiche riscontrate, e per chi non ha paura di una progressione un po’ più lenta rispetto al normale rimane comunque un gioco consigliato!
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