Pubblicato il 10/09/21 da Barbarossa

The Eternal Castle Remastered

Il Remaster che non ti aspetti.
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The Eternal Castle Remastered – Il gioco che non c’è

Bello il 1987. Avevo un anno, non sapevo che di lì a poco avrei iniziato a battere sulla tastiera del 286 di papà, scoprendo i piaceri del floppone da 5 pollici e, soprattutto, Prince of Persia. A quanto pare, però, il 1987 sarebbe stato anche l’uscita di The Eternal Castle, il gioco che non c’è. Questo perchè gli sviluppatori, il trio magico costituito da Leonard Menchiari, Daniele Vicinanzo e Giulio Perrone, sono stati così furbi da instillare nella rete piccole prove dell’esistenza di questo fantomatico The Eternal Castle, solo per dare un pretesto di esistere al titolo in questione, The Eternal Castle Remastered. Di sicuro ci sarà stato anche lo zampino di Playsaurus, loro publisher. Non una riedizione dei giorni nostri, quindi, ma bensì questo gioco è un tributo a quell’epoca magica alla fine degli anno ’80 e inizio degli anni ’90 dove i personaggi delle nostre avventure videoludiche cominciavano ad ottenere spessore (in tutti i sensi).

Eccole qui, le colorazioni sul magenta così lisergiche.

Gameplay e comparto tecnico – Tributo alla nostalgia

The Eternal Castle Remastered rimane un gioco 2D action platformer che si ispira tantissimo, come dicevo prima, a titoli come Prince of Persia e da cui attinge a piene mani. Già dopo pochissimi istanti di gioco in me si è risvegliato come un senso di “ritorno a casa” quando ho visto la sprite 2D del protagonista (o della protagonista – sarete voi a scegliere) correre e saltare con le stesse movenze del Principe più famoso della storia dei videogiochi. Quella sensazione di peso e di slancio che all’epoca venne vista come un salto tecnologico importantissimo la si ritrova paro paro in questo gioco.

Ma non è solo questo, quello che offre The Eternal Castle Remastered. Dal punto di vista della direzione artistica, questo titolo è pienamente in linea con tutto quello che rappresenta. La bellissima palette di colori come il magenta in contrasto con il ciano, il nero e il bianco dà una profondità incredibile a tutta l’avventura e i suoi livelli, lasciando spazio per la creazione di ambienti che virano da case abbandonate a cimiteri inquietanti, abitati da mostri. Tutto nel gioco sembra essere un vero tributo alla nostalgia di quell’epoca, di quei titoli.
Anche le meccaniche sono quelle a cui eravamo abituati: risoluzione puzzle ambientali, un po’ di platforming, un po’ di combattimento… tutto esaltato dai colori ben definiti ma mischiati magistralmente per creare a volte anche un po’ di confusione, come a volerci tenere sul bordo della sedia, come è spesso capitato anche a me mentre giocavo quando ero più piccolo.

La palette virerà anche su altri colori, per un effetto ancora più potente

Ovviamente (non lo sto quasi manco a dire), il gioco non ha un tutorial e questa scelta è un’arma a doppio taglio. Se da un lato, è vero, l’esperienza di scoprire le cose man mano che si gioca fa parte del “pacchetto nostalgia“, allo stesso tempo si rischia di perdersi un po’ della profondità che gli sviluppatori hanno dato al gioco, specialmente dal punto di vista del combattimento, ad una prima occhiata molto semplice ma che, pian piano che si prosegue, evolve e cresce con il giocatore durante la scoperta dei 5 livelli che lo porteranno al prologo della sua storia.

The Eternal Castle Remastered – Per veri nostalgici (e non solo)

In definitiva, The Eternal Castle Remastered è quel titolo che sa spingere i tasti giusti per tutti colori che hanno giocato i titoli di cui esso stesso è tributo. Rimane un gioco per veri nostalgici (e non solo): anche solo per la direzione artistica che ha e l’idea di marketing che ha dietro, The Eternal Castle Remastered è veramente un titolo da mettere in lista e goderselo tutto d’un fiato.

See you, Game Cowboys!

  • Visuali incredibili
  • Effetto nostalgia centratissimo
  • Grandissima colonna sonora

 

  • Comandi del 1987
  • Un po' ostico per chi non ha mai giocato i giochi di cui è tributo

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.