Pubblicato il 01/08/22 da Sakurin

Stray, la recensione della piccola perla di BlueTwelve

Stray, un gioco miaoraviglioso che profuma di passato e futuro nostalgico
Developer: /
Publisher: /
Piattaforma: , /
PEGI:

Avete mai sognato di essere un gatto e di passare la vostra vita a mangiare, dormire, miagolare e farvi le unghie sul divano di casa? Se la risposta è si probabilmente avrete già provato Stray, il nuovo gioco prodotto da BlueTwelve Studio ed edito da Annapurna Interactive.

Non è certo il primo gioco che vi mette nei panni di un gatto, nel corso degli anni abbiamo visto molteplici tentativi che partivano da questa idea. Si sa che il gatto è un animale molto amato e in tanti almeno una volta hanno fantasticato su come ci si debba sentire nei panni di un felino.

Stray, però, porta questo semplice concetto ad una punta più alta, accompagnando il giocatore a vivere un’avventura che sa di futuristica nostalgia…

Siete un gatto…Cosa c’è di meglio che fare la nanna?

TRAMA

Il gioco vi porta in un non precisato futuro, mettendovi nei panni di un bel micio dal manto rosso tigrato che un bel giorno mentre se ne andava saltando tra tubi, barilotti e alberi, sbagliando un salto si ritrova a precipitare nei bassifondi di una città sotterranea che ha davvero tanto da raccontare e stupire.
Il piccolo felino, ovviamente privo di nome in quanto Randagio, comincerà quindi ad aggirarsi in quella che viene definita la Città Morta, un che sembra privo di umani, e scoprendo pian piano ciò di cui parlano gli strani abitanti robotici. La prima fase di gioco è puramente esplorativa, portandoci ben presto a fare la conoscenza con B-12, un drone che sembra aver dimenticato i suoi ricordi. Deciso a ritrovarli, stringe una sorta di alleanza con noi, facendoci da traduttore per permetterci di capire l’incomprensibile linguaggio degli abitanti del luogo. Veniamo dunque a scoprire che la città è stata sigillata tantissimi anni fa a causa di un cataclisma, e al di fuori di essa vivono gli Zurk, dei pericolosi esseri votati all’attacco e alla distruzione di ciò con cui vanno a contatto. Per colpa di queste creature infatti è impossibile per gli abitanti lasciare la città: sebben molti ci abbiano rinunciato, un gruppo di temerari sogna di rivedere l’Oltre, ossia la superficie da cui proveniamo noi giocatori dalla zampe feline. Sarà quindi nostro compito aiutare B-12 a recuperare i ricordi perduti esplorando le varie aree di questo mondo sommerso e scoprire la verità di quanto accaduto, così da aiutare questi misteriosi abitanti, e svelare i segreti della città, salvandola dall’oblio delle profondità e della dimenticanza.

B-12 sarà la vostra guida e vi aiuterà a capire e svelare i segreti della storia

 

GAMEPLAY

All’inizio il titolo vi permette di prendere confidenza con i comandi base del gioco, per darvi modo fin da subito di affrontare l’ambiente che vi circonda dal punto di vista di un gatto. Sebbene i comandi siano pochi e molto intuitivi, la tipologia e la variabilità delle iterazioni che potete avere durante la vostra avventura sono davvero molteplici, e molto curate.
Per vivere bene la vostra esperienza da felini, potrete saltare sui mobili, arrampicarvi sui tetti…Ma anche far inciampare i passanti, strusciarsi affettuosamente agli abitanti indigeni, far cadere gli oggetti e persino rimanere incastrati con la testa nei sacchetti. Precisa e diversa la reazione degli NPC alle nostre iterazioni e, al netto di qualche bug, la cura nei dettagli dell’ambiente circostante.
Noterete ben presto che il gioco è quasi totalmente incentrato sulla narrazione, e il gioco permette un livello di esplorazione anche in verticale molto soddisfacente, grazie anche ai comandi semplici e intuitivi. Non mancheranno dei momenti ricchi di azione e inseguimento, sempre però alla portata di tutti per non inficiare la vera essenza di questo titolo: l’esplorazione.
Il gioco ci pone comunque delle sfide interessanti: il nostro alter ego a quattro zampe infatti dovrà risolvere piccoli enigmi ambientali, cercare collezionabili, trovare codici segreti e destreggiarsi tra le informazioni da raccogliere come un piccolo detective pelosetto.
Apprezzabile per la tipologia di gioco, l’assenza totale di mappe e indicatori GPS, con la precisa intenzione di stimolare il giocatore a trovare la strada giusta e valutare il percorso usando la testa.

La mancanza di mappe vi porterà ad apprezzare ancora di più gli scenari

COMPARTO TECNICO

Giocando a Stray balza subito all’occhio la cura con cui sono stati realizzati gli assets di movimento e e le animazioni del gatto, frutto di un minuzioso lavoro che lo studio ha fatto su dei veri felini con l’intenzione (ben riuscita) di riprodurre atteggiamenti e movenze credibili in tutte le fasi del gioco.
Nonostante si tratti di un indie, a livello tecnico ha poco da invidiare a titoli più blasonati. Sono notabili solo alcuni rallentamenti in delle fasi molto concitate a base di Zurk, ma nulla che possa mai minare l’esperienza di gioco in sè.
Senza dubbio, il merito di Stray risiede nell’ottima direzione artistica che accompagna tutte le fasi di gioco e che ci mette di fronte a veri e propri quadri in movimento, con un realismo che affascina e a volte sorprende. Nulla viene lasciato al caso, e le tavole cromatiche scelte sono sempre perfettamente adeguate agli scenari, al punto da dare la sensazione di un mondo “vivo” e un atmosfera credibile per tutta la durata del gioco.
Il talento estetico degli sviluppatori ha permesso di mascherare quasi completamente le imperfezioni e le criticità tecniche che il nostro occhio semplicemente decide di non guardare, catturato invece da un’intrigante atmosfera cyberpunk e neofuturistica che, grazie anche a dei riferimenti alla grande cultura pop sci-fi, lascia anche un certo senso nostalgico.
Una menzione importante va data anche all’adattamento in lingua italiana. I dialoghi, i riferimenti alla cultura pop e nerd e la scelta precisa di citare situazioni dal mondo reale danno ancora più spessore e credibilità al contesto del gioco e rendono l’immersione nella sua narrativa coinvolgente e spesso molto divertente.
Anche la colonna sonora ben si amalgama con le atmosfere del gioco, con delle sonorità che variano molto da situazione a situazione, ma sempre di accompagnamento e mai sovrastanti.

CONCLUSIONE

Stray si presenta come una piccola perla che qualsiasi amante dei gatti non potrà che adorare dal primo all’ultimo momento. Non vi resta che perdervi tra le viuzze di queste intriganti ambienti permeati da quella nostalgica sensazione di un passato futuro anni 90, un Blade Runner a misura di gatto!

  • Ambientazioni bellissime
  • Grande cura nell'adattamento italiano
  • Siete un GATTO!

 

  • Qualche bug di blocco su PS4
  • collisioni e gravità degli oggetti non sempre accurate

Sakurin - Biografia

Laureata in Lingue Orientali e da sempre appassionata di tutto ciò che è Giappone. Nerd da una vita e gamer da ancora prima! Preferisce i jrpg, ma non disdegna giochi d'azione e picchiaduro.