Pubblicato il 27/07/22 da Ciro Muso Acanfora

AI: The Somnium Files – nirvanA Initiative – Recensione

Spike Chunsoft in tutto il suo splendore
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Per quanto relativamente poco conosciuta, Spike Chunsoft è una software house con un’incredibile storia di successi alle spalle: da Danganronpa a The Nonary Games, passando per Dragon Quest e Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi. La loro opera più recente, seguito diretto di AI: Somnium Files, è AI: Somnium Files – nirvanA Initiative, uscito su PS4, Xbox One, PC e Nintendo Switch il 24 giugno, e devo dire che è stato un gioco che mi ha lasciato molto perplesso per buona parte dell’avventura. Il che, per chi conosce le ultime opere più famose di questo sviluppatore, è un enorme valore aggiunto.

AI: Somnium Files – nirvanA Initiative e l’intreccio narrativo

Gli avvenimenti del gioco hanno inizio pochi mesi dopo la conclusione di AI: Somnium Files. Il titolo ci presenta un nuovo protagonista, Ryuki, e la sua assistente AI Tama, insieme ai personaggi che abbiamo già imparato a conoscere con il capitolo precedente (il gioco chiederà al giocatore se ha già conoscenza dei fatti accaduti, in modo da evitare spoiler nel caso di risposta negativa). Non passa molto però prima che i nostri amici si ritrovino immischiati in un nuovo misterioso omicidio: un cadavere tagliato perfettamente a metà compare pressoché dal nulla con un messaggio che rimanda a un misterioso video. Da qui partiranno le indagini che andranno a coinvolgere Ryuki e, sei anni più tardi, la stessa Mizuki, ormai quasi diciottenne, in una serie di omicidi misteriosi ma sempre uguali che porteranno i protagonisti a scontrarsi con una misteriosa setta religiosa.

Al contrario del suo predecessore, la narrativa di AI: Somnium Files – nirvanA Initiative sarà relativamente più lineare, con dei branching “what if” che non hanno ripercussioni sulla storia vera e propria ma che saranno necessari per proseguire all’interno dei branching principali.

Chiunque dopo la spiegazione finale. (censura necessaria per evitare grossi spoiler)

Il vero fascino di questo gioco, proprio come avviene nel capitolo precedente, è il vivere l’intera avventura con enormi punti di domanda sulla testa, correlati sia agli accadimenti che ai comportamenti un po’ strani di alcuni personaggi, per poi vedere come tutto viene spiegato magistralmente nel finale, dando senso e coerenza a tutto ciò che sembrava impossibile da spiegare.

Diversamente dal primo capitolo, ho notato alcune sbavature all’interno della logica, o quantomeno domande che rimangono tuttora senza una risposta chiaramente definita, ma c’è da apprezzare la presenza di un piccolo post-game che permette al giocatore di vivere un altro scenario “what-if” che, in seguito, consente ai fan di vecchia data di Spike Chunsoft di rivivere un Somnium molto… familiare.

Veri Detective

In termini di gameplay, il secondo capitolo di questa serie è decisamente più solido. I Somnium, le fasi in cui andremo a esplorare le memorie dei personaggi, sono sicuramente più coerenti, e richiedono scelte più sensate rispetto al primo gioco, anche se presentano comunque delle problematiche: un puzzle, per esempio, richiederà di conoscere i titoli di arie di musica classica (o di utilizzare Shazam, quantomeno), mentre un altro Somnium all’inizio del gioco impone di eseguire tutte le azioni alla perfezione, oppure il giocatore non avrà abbastanza tempo alla fine per la lunga “camminata” necessaria a raggiungere l’ultimo elemento con cui interagire. Parlando di puzzle, in linea di massima li ho trovati più complessi rispetto ai precedenti, il che potrebbe essere un lato positivo per i giocatori più accaniti ma anche un lato negativo per i più casual.

Fortunatamente, di tanto in tanto, sarà possibile avere un aiuto esterno (più o meno diretto) per comprendere meglio come approcciarsi ad alcuni enigmi.

Un netto miglioramento per nirvanA Initiative è l’aggiunta delle fasi di indagine: durante i casi che andremo ad affrontare, i nostri protagonisti potranno esplorare la scena del crimine servendosi delle loro AI per visualizzare i dettagli dell’area circostante anche tramite raggi X e visione termica. Questo aggiunge una profondità molto superiore alle indagini rispetto al primo capitolo, mentre le generiche indicazioni presenti a schermo aiutano i giocatori a non perdersi nelle situazioni più complesse.

AI: Somnium Files – nirvanA Initiative nel complesso

Passando al lato grafico, personalmente non ho notato grossi miglioramenti rispetto ad AI: Somnium Files, in quanto sia i modelli 3D che le animazioni, seppur funzionali e adeguate al titolo, non sono eccezionali. Va aggiunto inoltre che alcune transizioni di cambio camera sono abbastanza bruttine, in quanto inquadrano il nulla nella speranza di non far notare al giocatore alcune mancanze. Mancanze che, a essere onesto, ho riscontrato anche nella coerenza di molte battute e giochi di parole all’interno del gioco: probabilmente nella versione giapponese avevano molto più senso, ma avendo giocato in inglese ho faticato a capire non poche frasi (per non dire che, spesso e volentieri, non ci sono proprio riuscito).

All’interno del gioco sono presenti anche citazioni a titoli di vecchia data di Spike Chunsoft!

Per quanto riguarda il punto di vista tecnico, mi sento di far notare un paio di caricamenti particolarmente lunghi (almeno sulla versione PS4, giocata da me su PS5), che mostrano una schermata nera anche fino a una decina di secondi. Oltre a questo, un altro difetto che era presente anche nel predecessore è la necessità di interagire più volte nella stessa maniera con determinati oggetti: il gioco potrebbe tranquillamente proseguire il dialogo e indicare le informazioni importanti tutte di seguito, anziché confondere il giocatore richiedendo la stessa identica azione più volte di fila.

Ottima performance invece per il reparto audio, nulla da eccepire. Trovo ancora peculiare la fissazione del team di sviluppo per le canzoni e i balletti da idol, ma credo che in fondo mi vada comunque bene così.

Spike Chunsoft colpisce ancora!

AI: Somnium Files – nirvanA Initiative è sicuramente un fantastico erede del primo capitolo della sua dinastia. Nonostante alcune imperfezioni ancora da aggiustare, è chiaro l’intento (e la riuscita) di migliorare il gameplay e rendere la trama imprevedibile come piace fare a Spike Chunsoft. La presenza di due protagonisti, oltre che alle AI che li affiancano, aiuta a variegare l’esperienza di gioco grazie alle loro personalità diverse e peculiari, e la possibilità di evitare gli spoiler per il capitolo precedente rende il titolo perfetto per chiunque voglia avere un assaggio dell’incredibile abilità del team di sviluppo nel produrre tortuose e complesse trame. Sicuramente un gioco da provare!

  • Trama e plot twist sbalorditivi.
  • Personaggi peculiari e divertenti.
  • L'aggiunta delle fasi investigative rende più interessante il gioco.

 

  • Reparto artistico ancora migliorabile.
  • Piccole sbavature tecniche.
  • Logiche complicate in alcuni puzzle.

Muso - Biografia

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