Pubblicato il 31/03/20 da Cathoderay

Shinsekai: Into the Depths

We lost the Sea
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Avete presente la piattaforma di Apple Arcade? Ecco, io avevo rimosso completamente tutto, però durante il Mini Direct di Nintendo è stato annunciato il porting su Switch di Shinsekai: Into the Depths, particolare metroidvania con contaminazioni da survival e con un gameplay più riflessivo dei suoi contendenti; un titolo insomma profondo, non soltanto per la sua ambientazione abissale ma per una serie di meccaniche più complesse di quello che si vede sulla superficie.

Ogni passo è pesante e va misurato.

Gameplay

Shinsekai: Into the Depths introduce il giocatore all’ambiente sottomarino senza troppi fronzoli: il protagonista nel suo scafandro è impegnato in alcune attività nel suo rifugio, che da lì a poco verrà invaso da un’ondata di ghiaccio; questo costringerà il protagonista a scappare per salvarsi. Da qui il primo impatto con il gioco è straniante, i comandi vi fanno sentire la pesantezza dell’incedere sott’acqua, i salti vanno calcolati perché consumano aria nelle bombole, che si svuotano poco a poco, a ogni passo, e le informazioni che vediamo sono criptiche ed essenziali: tutto è fatto per generare nel giocatore quel senso di straniamento che ci accompagnerà per l’intero gioco.

Fin da subito però Shinsekai: Into the Depths va nella direzione giusta, coinvolgendoci nelle sue meccaniche che danno priorità alla componente esplorativa, spingendoci a trovare strumenti e materiali per potenziare il nostro scafandro, per scendere sempre più in basso, nelle sette ore che compongono questa avventura sottomarina di Capcom, con una componente di crafting importante che fa la differenza tra la vita e la morte, data l’estrema fragilità del protagonista e delle sue bombole; ogni salto e ogni combattimento devono essere ragionati se vogliamo arrivare alla fine indenni, e possibilmente con ancora una buona scorta d’aria.

I fondali sono particolarmente evocativi…

Comparto tecnico

La grafica sicuramente non è il punto di forza del gioco, essendo un porting per dispositivi mobile, ma lo stile e  le musiche compensano abbondantemente questa mancanza, grazie ai fondali marini evocativi e agli effetti sonori che restituiscono perfettamente un ambiente così particolare. Infatti vi consiglio, se potete, di giocare a Shinsekai: Into the Depths con un paio di cuffie: in questo modo potrete perdervi nel mare modellato da Capcom nel migliore dei modi.

La parte di crafting è importantissima!

Conclusioni

Shinsekai: Into the Depths è un gioco divertente, che cerca di svecchiare il genere con un’ambientazione nuova e unica. Certo, Capcom avrebbe potuto realizzare qualcosa di più di un mero porting dal cellulare, ma considerando la penuria di giochi originali della casa giapponese negli ultimi anni, è quasi oro colato.

Perché sì:
Perché no:
  • Ambientazione particolare
  • Sonoro perfetto
  • Ip nuova

 

  • In alcuni punti ripetitivo

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Pare che io sia l'entropia videoludica.

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