Pubblicato il 16/12/19 da Barbarossa

Session

Chi ha paura di Tony Hawk?
Developer: /
Publisher: /
Piattaforma: , /
Genere: /
PEGI:

Introduzione – Un triplo carpiato a cavallo del 21 secolo

Dai, siamo onesti: chi ha avuto la fortuna di possedere in qualche modo una PlayStation a cavallo tra gli anni ’90 e il caro 2000 ha quantomeno sentito parlare di uno dei giochi che hanno definito il genere dei giochi di skateboard.

Sì, sto parlando proprio di Tony Hawk Pro Skater.

Non ce n’è per nessuno: quando si parla di giochi di skate il primo pensiero è costantemente rivolto ad esso. Forse perché è stato il primo, forse per i primi due titoli della serie che hanno dato ai videogiocatori tutto quello che potevano offrire per le limitazioni tecnologiche dell’epoca.

Fatto sta che anche io fui ispirato talmente tanto da quel gioco che mi comprai una tavola da due spicci, perché quello che vedevo a schermo e riuscivo a fare facendo volare le mie dita sul pad era troppo figo per non provare a rifarlo nella vita vera.

Due caviglie slogate dopo…

Anche EA ha avuto il suo successo con Skate, ma è dal 2010 che non vedevamo un gioco di skateboarding degno di nota. Ecco perché i ragazzi di crea-Ture Studios, a fine 2017, lanciano un Kickstarter per finanziare il loro ambizioso progetto: Session.
Ce n’era bisogno?“, vi starete chiedendo. Dopo due anni di attesa, nel 2019, con un early access su Steam vi rispondo: “Abbiamo anche aspettato fin troppo!

Session recensione
L’ambiente è molto groovy

Gameplay e comparto tecnico – Un simulativo ancora un po’ grezzo ai bordi

Come già premettevo prima, essendo un gioco ancora in early access, Session ha ancora parecchie sbavature negli aspetti secondari del gioco. Sicuramente le animazioni sono ancora da affinare e certi comportamenti dello skater in casi limite chiedono ai loro creatori una mano di polishing, ma il core del gioco c’è ed è una bomba.

Session si presenta come un simulativo a tutti gli effetti. Richiede, infatti, per essere giocato al meglio, di sapere cosa vuol dire fare skate: le due levette analogiche del pad corrisponderanno sempre al vostro piede destro e piede sinistro univocamente.
Questa scelta ben specifica di design, applicata al gioco, vi farà compiere dei trick ben specifici se avete in mente come si devono muovere i piedi nella vita vera. Tutti i flick e le mezzelune che compierete vi daranno accesso ad acrobazie specifiche. Il sistema sembra complesso, è vero: gli stessi autori del gioco lo scrivono in diverse porzioni del gioco. L’importante è fare come nella vita vera: se si cade si cerca di capirne il motivo, ci si rialza e si riprova. Ci ho messo una buona ora per capire esattamente le tempistiche corrette di un semplice kickflip.

Il pregio di Session, però, è che una volta entrato nell’ordine di idee di come un trick deve essere eseguito, non esiste cosa più naturale che la sua esecuzione. Potete anche sbizzarrirvi nelle opzioni per rendere il gioco ancora più simulativo e togliere degli aiuti che vengono abilitati di default al gioco, giusto per non renderlo eccessivamente frustrante. Impostare queste opzioni vi permetterà di dare ai vostri trick un tocco più personale, andando anche a decidere il momento in cui “chiudere” un trick rimettendo i piedi sullo skate.
Il gioco offre anche delle opzioni di personalizzazione del proprio skater e del proprio skate, quindi avrete sicuramente di che sbizzarrirvi tra una sessione e l’altra.

Dal punto di vista tecnico, invece, graficamente il gioco non ha nulla da invidiare ad un tripla A. Sviluppato con Unreal, Session infatti offre un’ambientazione curata e molto ampia dove potersi lanciare in acrobazie di tutti i tipi. L’audio può sicuramente essere migliorato, ma è sempre l’ultima cosa che viene sistemata in fase di sviluppo, ahimè.

Session recensione
Grindare è estremamente soddisfacente!

Clip Editor – Puoi farmela un po’ più blu?

Nonostante sia solo un early access, Session offre un completo e appagante sistema di registrazione di clip della vostra sessione, appunto.

Durante il vostro free roaming all’interno del livello, infatti, sarete sempre registrati e, in un qualsiasi momento, potrete facilmente passare alla modalità Clip Editor. Avrete possibilità di spostare la camera, applicare effetti di fisheye, zoom, slomo… insomma, avrete a disposizione un vero e proprio editor in tutto e per tutto per registrare ed editare i vostri clip. Il tool non è particolarmente complesso da utilizzare e quindi potrete lanciarvi subito in opere di editing perché, dai, diciamolo… che senso ha fare il trick più figo del multiverso se non puoi farlo vedere agli amici?

Come dimostrazione di quello che sto dicendo, qui potrete vedere uno dei video che ho fatto mentre facendo fischiare le ruote del mio skate.

Session recensione
Lo slomo migliora tutto!

Conclusioni – Vorrei poter annunciare il ritorno del figliol prodigo

In definitiva, Session ha decisamente tutti i numeri per poter diventare la nuova Mecca dei giochi di skate. Il gameplay è solido e divertente, superato il primo scoglio di apprendimento (comunque decisamente non così ripido come ci si aspetta), e per essere un early access ha già un quantitativo di contenuti che, sia grazie al supporto degli sviluppatori che dei modder, sono sicuro non avrà nulla da invidiare ai giganti del passato.

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Mancava un gioco di skate
  • Simulativo ma divertente

 

  • Ancora del lavoro da fare

 

Sullo skateboard!

Sim affrontabile

Polish

Barbarossa - Biografia

Avatar
Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.

Commenta questo articolo!