Pubblicato il 19/02/26 da AciZack

PRAGMATA DEMO PS5 – LO SCI-FI DI CAPCOM

Pragmata DEMO è La sorpresa sci-fi di Capcom che non mi aspettavo
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Ci sono giochi che aspetti. E poi ci sono giochi in cui, onestamente, non sai più bene cosa aspettarti. Pragmata rientrava esattamente in questa seconda categoria. Pragmata è stato annunciato anni fa, sparito dai radar, riapparso con un’estetica affascinante ma ancora nebulosa… e poi finalmente è arrivata la possibilità concreta di provarlo con mano grazie alla demo su PS5. Una demo breve — circa 30 minuti — ma sorprendentemente densa.

E soprattutto sufficiente per capire una cosa: in Pragmata c’è molto più di quanto sembri.

Ho giocato la demo interamente in diretta, completando tutto ciò che era disponibile, inclusi i contenuti finali sbloccati della demo (dei quali non mi è ancora chiaro l’utilizzo nel gioco completo).

E quello che ne è uscito è un primo contatto decisamente più positivo del previsto.

Pragmata Demo – Trama: un mistero sci-fi già intrigante

Secondo le informazioni ufficiali di Capcom, Pragmata è ambientato in un futuro prossimo in cui l’umanità ha costruito una base lunare avanzata per l’estrazione di una sostanza rivoluzionaria chiamata lunite.

Il protagonista, Hugh Williams, è un astronauta che si ritrova coinvolto in un incidente catastrofico all’interno della struttura. Durante l’esplorazione incontra Diana, una misteriosa bambina androide dotata di capacità tecnologiche avanzate. I due finiscono per collaborare nel tentativo di sopravvivere e scoprire cosa sia realmente accaduto nella base.

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I protagonisti, insieme in un punto imprecisato della Demo!

La demo, va detto, racconta pochissimo in modo esplicito. Ma semina abbastanza elementi per creare subito curiosità: la natura di Diana, il crollo della stazione, i sistemi fuori controllo, l’isolamento totale.

È una narrazione molto “giapponese” nel modo in cui lascia intuire più che spiegare. E questo, personalmente, lo trovo perfetto per un’esperienza sci-fi. Teniamo conto anche della breve durata della demo che comunque, è mirata più ad una prima esperienza di gameplay che altro.

Pragmata Demo – Grafica e ambientazione: il RE Engine tira fuori i muscoli

Io ho giocato la demo in modalità alte prestazioni su PS5 e con la modalità frame rate stabili e quindi non in modalità grafica. Eppure, quello che si vede già qui è impressionante. Il RE Engine dimostra ancora una volta perché Capcom, negli ultimi anni, abbia raggiunto un livello tecnico mostruoso.

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L’immagine non rende minimamente giustizia di quanto è impressionante il dettaglio!

La demo mantiene un frame rate stabilissimo con animazioni pulitissime, illuminazione realistica e dettagli ambientali elevati! Il tutto con una fluidità davvero rara per un titolo così ricco di elementi a schermo. L’ambientazione che si esplora è quasi interamente l’interno della base lunare. Quindi corridoi, laboratori, aree danneggiate. Eppure la sensazione è subito chiara: questa struttura è enorme. Non sembra il classico livello lineare da demo. Sembra piuttosto una piccola porzione di qualcosa di molto più grande.

C’è anche un’area chiamata “Rifugio”, che apparentemente fungerà da hub — con crafting armi, upgrade hacking e interazioni con Diana — ma nella demo non è accessibile. E questo è forse il più grande indizio sulla scala reale del gioco.

Pragmata Demo – Gameplay: la sorpresa più grande della demo

Devo essere onesto. Prima di provarlo, avevo dei dubbi. Il sistema a doppio personaggio Hugh + Diana, con hacking in tempo reale durante gli scontri, mi sembrava potenzialmente macchinoso. Invece è l’opposto. È tutto estremamente fluido.

L’abilità di hacking di Diana si sposa benissimo con l’azione di Hugh!

Il cuore del gameplay è la cooperazione tra Hugh che combatte , mira, e si muove mentre Diana  si occupa di debilitare con l’hacking i nemici. Durante le battaglie, mentre si mira con Hugh, si attiva il sistema di hacking di Diana. Tramite i quattro pulsanti frontali del pad (triangolo, cerchio, quadrato ed x) sull’apposita finestra, dovrete creare un percorso raggiungendo il nodo vulnerabile verde del nemico. Facendo questo si rompe la difesa e Hugh può infliggere danni gravissimi. Sulla carta sembra complicato. Pad alla mano, invece, è sorprendentemente naturale. Perché? Perché il gioco ti costringe a mantenere attenzione su due livelli: come prima cosa costruire rapidamente il percorso di hacking e nel frattempo rimanere consapevole dei pericoli attorno. E questo crea tensione reale negli scontri oltre che un calarsi davvero nei panni del protagonista.

Non è mai “sparo e basta”. C’è sempre pressione cognitiva. Ed è una cosa che raramente si vede negli shooter in terza persona.

L’abilità di hacking di Diana però, non si limita solo a danneggiare i nemici ma sarà fondamentale anche per l’esplorazione! 

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L’utilità dell’hacking di Diana andrà sicuramente oltre al semplice debuff ed aprire porte…

Infatti grazie a lei è possibile sbloccare passaggi e porte altrimenti chiuse! Sicuramente ci saranno ulteriori utilizzi ed abilità che potrà imparare ma già dalla demo, possiamo assolutamente comprendere la profondità di utilizzo dell’hacking.

Pragmata Demo – Il sistema di mira, le armi, la tuta di Hugh

Il sistema di mira di Hugh è molto tradizionale. E questo è un bene. Perché con un sistema già innovativo come l’hacking, avere uno shooting solido e familiare era fondamentale. E funziona perché ha un aggancio preciso, un feedback dei colpi pulito, un impatto visivo convincente ed una hit detection affidabile.

È semplicemente soddisfacente.

Nella demo si possono usare alcune armi: una base, con ricarica automatica nel tempo (unità primaria), una puramente di attacco che infligge ingenti danni (fucile molecolare) ed una di supporto che immobilizza i nemici (sfera di stasi). Quindi possiamo cambiare fino a quattro armi equipaggiate.

Questo suggerisce chiaramente un sistema di build e personalizzazione nel gioco completo.

Non abbiamo visto crafting o upgrade, ma la struttura c’è.

Altro elemento riuscito è la tuta del protagonista. Non è solo estetica o difensiva. È un vero strumento di gameplay. Permette: schivate avanzate, mobilità verticale con salti abbastanza elevati, esplorazione e planate con jetpack. E cambia davvero il ritmo del movimento. Soprattutto negli scontri, la combinazione: schivata + hacking + mira, crea combattimenti molto dinamici.

La boss fight finale: qui si vede il potenziale vero

Il momento migliore della demo è senza dubbio la boss fight conclusiva.

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Il boss in tutto il suo splendore. Grado di sfida giusto e soddisfazione massima nel vincere!

Qui emergono nuove meccaniche non viste prima:

  • il Protocollo Overdrive (Diana): permette di rendere vulnerabili i nemici, immobilizzarli ed amplificare i danni. Praticamente una sorta di hack avanzato che cambia completamente il ritmo dello scontro.
  • il Colpo Critico (Hugh): quando il nemico entra in stato di vulnerabilità, è possibile eseguire un attacco ravvicinato devastante. Ricorda chiaramente la logica degli attacchi critici nei soulslike: prima rompi la difesa, poi punisci.

La boss fight è importante perché dimostra che: il sistema Hugh con Diana scala bene, le meccaniche evolvono il combat ed il combattimento non si esaurisce in fretta ed è piuttosto soddisfacente. Ed è esattamente ciò che una demo dovrebbe fare.

Sviluppo e progressione: ancora tutto da scoprire

Qui la demo mostra pochissimo, anzi nulla.

Abbiamo visto che ci sarà la possibilità di sbloccare alcuni “Potenziamenti di Hacking” che se selezionati nel percorso di Hacking, possono contribuire, ad esempio, ad effetti aggiuntivi di debuff.

Sappiamo che esisterà il Rifugio, dove si potranno: creare armi, migliorare hacking e interagire con Diana, ma non essendo accessibile, è impossibile giudicare il sistema di progressione o le interazioni disponibili. Questo è probabilmente l’elemento più grande, rimasto ancora incognito, del gioco.

Sensazioni complessive della demo

La cosa più sorprendente di Pragmata è che non sembra una semplice idea sperimentale. Sembra già un sistema solido. E questo, per una demo, è rarissimo. Di solito le demo mostrano: meccaniche isolate, vertical slice, segmenti guidati. Qui invece si percepiscono già loop di combattimento, mobilità, cooperazione personaggi, crescita possibile. E questo cambia tutto.

Peccato solo per una mancanza effettiva di lore, data la breve durata della demo, però sappiamo che esisteranno i classici documenti collezionabili che permetteranno di approfondire quello che è accaduto nella stazione spaziale.

Mi auguro che si riesca anche ad approfondire bene il legame tra Diana e Hugh in maniera importante.

Conclusioni: una demo breve ma molto promettente

Questa demo dura meno di mezz’ora, e chiaramente non permette di giudicare l’intero gioco. Non abbiamo visto: progressione reale, varietà ambientale, sviluppo completo, narrativa profonda.

Ma quello che mostra è sufficiente per capire una cosa: Pragmata ha una base di gameplay estremamente solida, Il sistema Hugh + Diana funziona davvero, Il combat è fluido,
L’hacking è integrato, La mobilità è dinamica, Il feeling è già rifinito e soprattutto — cosa non scontata — è divertente da giocare. Non solo interessante, divertente. Se il gioco completo riuscirà a espandere il sistema di progressione, sfruttare l’ambientazione lunare, sviluppare il rapporto tra Hugh e Diana, mantenere questo livello di fluidità, Capcom potrebbe avere tra le mani una delle sorprese sci-fi più interessanti degli ultimi anni.

Per ora, la demo è solo un assaggio. Ma è uno di quegli assaggi che ti fanno pensare: “Ok, qui sotto c’è qualcosa di serio.” E sinceramente, dopo anni di silenzio, era esattamente quello che serviva!

AciZack - Biografia

Ciao a tutti, sono Daniele, per gli amici AciZack! Classe 1988, nerd di lungo corso con una passione viscerale per JRPG, Action RPG e tutto ciò che il videogioco sa offrire di più memorabile! Digital Creator nel tempo libero e firma di PixelFlood; e amate i giochi che lasciano il segno, siete nel posto giusto!

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