Pubblicato il 12/01/23 da Barbarossa

PGA Tour 2K23 – Recensione

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PGA Tour 2K23 – Una buca difficile

Come ormai avrete anche modo di leggere dalla recensione del predecessore, PGA Tour 2K21, ormai da un paio d’anni pratico lo sport del golf, essendomi riuscito anche a togliere qualche piccola soddisfazione all’inizio del mio percorso competitivo. Non ho la minima presunzione di essere ancora in grado di giocare ad un livello decente, nonostante il Caporedattore di questo sito continui a parlarmi di Tana delle Tigri, dove in questo caso, si parla di Tiger Woods, ovviamente. Potete quindi immaginare quanto abbia dovuto tenere sotto scacco le mie aspettative quando sono cominciate ad uscire news dai canali ufficiali che parlavano di un nuovo ampio numero di percorsi ufficiali a disposizioni dei giocatori e il grandissimo ritorno del Re, Tiger Woods, appunto, all’interno di un franchise di videogiochi. PGA Tour 2K23, nonostante abbia tenuto l’hype sotto scacco e abbia fatto di tutto per non lasciarmi andare all’entusiasmo, è risultato comunque una buca difficile da gestire, con qualche bel colpo da tirare, ma anche altrettanti ostacoli che mi hanno fatto storcere il naso. Andiamo a scoprire i punti di forza e di debolezza di questo titolo made in HB Studios.

Ecco sua maestra la Tigre!

Gameplay e comparto tecnico – Pochi spunti interessanti, con qualche eccellenza

PGA Tour 2K23 parte subito fortissimo facendo capire da subito chi è la star di questa edizione: Tiger Woods. È letteralmente ovunque: con la Collector’s Edition si ha a disposizione pure il suo classico outfit con pantalone nero, polo rossa e cappellino nero.
Come potrete immaginare, però, di giocare nei panni di Tiger Woods non avevo particolarmente intenzione visto che nel titolo precedente ero riuscito a ricrearmi quasi completamente identico al netto di pochissime differenze: qui ho avuto subito la prima amara sorpresa. Dal punto di vista della personalizzazione e apparenza, l’editor di questo capitolo fa netti passi indietro rispetto a quelli del gioco precedente. Non sono riuscito a creare un avatar che nemmeno si avvicinasse lontanamente alle mie fattezze, cosa che mi ha un po’ deluso, come potrete immaginare.

Se dal punto di vista puramente estetico, l’editor mi ha lasciato con l’amaro in bocca, la personalizzazione del puro gameplay mi ha invece colpito in modo molto positivo. Durante la creazione del nostro golfista, infatti, potremo andare a scegliere uno degli Archetipi a disposizione e posso dirvi una cosa: non ci ho messo molto a ritrovarmici e scegliere subito quell’archetipo. Questi archetipi forniscono delle statistiche iniziali per i giocatori intorno alle quali dovrete essere in grado di costruire sia la vostra sacca che il vostro albero delle abilità.

Ebbene sì: PGA Tour 2K23 introduce un semplice ma efficace Skill System che potremo sviluppare pian piano che avanzeremo all’interno dei vari Tour a cui prenderemo parte, livellando. Insieme a questo nuovo sistema si aggiunge anche quello del fitting dei bastoni. Per chi non lo sapesse, il fitting è un processo dove il giocatore di golf porta tutta la sua sacca da un professionista che misurerà in maniera certosina tutti dati relativi al suo swing: velocità del passaggio del bastone, inclinazione del bastone al momento dell’impatto con la palla e così via. Questo per fare tutti aggiustamenti su tutti i bastoni in sacca per riuscire a giocare in maniera ancora più consistente e, diciamo, far calzare su di sé i singoli bastoni. In PGA Tour 2K23, il fitting è un sistema molto semplice di potenziamento dove potremo andare ad aggiungere impugnature, teste e shaft con particolari bonus ai nostri bastoni in sacca, aggiungendo quindi un layer di strategia in più al nostro gioco.
In aggiunta a questo, il titolo introduce anche le scatole di palline: ogni tipo di pallina avrà delle caratteristiche particolari con bonus e malus, sempre per aumentare la profondità del gameplay.

Uno yacht lato green? Perchè no!

Tornando allo swing, PGA Tour 2K23 introduce un nuovo sistema di swing, che si va ad aggiungere al classico swing fatto usando lo stick destro o sinisto del pad. Chiamato 3-click-swing è uno swing dal sapore decisamente arcade e retrò, che ovviamente la community di giocatori hardcore ha già sentenziato essere per coloro che non sono capaci di giocare al gioco, ma che io personalmente trovo molto gradito anche perché, per qualche strano motivo, giocando con le stesse impostazioni del gioco precedente e quindi con lo swing sullo stick, mi sono ritrovato a fare dei punteggi orribili quando prima, al contrario, me la giocavo per i primi posti. Ben venga, quindi, per me, un modo per rendere il gioco meno frustrante e più accessibile a tutti coloro che vogliono giocare a questo titolo.
Aggiunta di spicco è quella delle atlete del LPGA, ossia il circuito femminile del PGA, che vi permetterà di giocare come una delle professioniste del Circuito, anche loro con i loro punti di forza e debolezza. Di sicuro una ventata d’aria fresca al parco di atleti presenti nell’intero titolo.

L’Editor di Buche è ancora presente ed è rimasto pressoché identico a quello del gioco precedente: già in PGA Tour 2K21 rappresentava uno dei punti forti del gioco e quindi non ha fatto altro che confermarsi ulteriormente vincitore anche in questa iterazione.

Dal punto di vista grafico non ho visto miglioramenti percettibili rispetto al passato, anzi, notando qualche imprecisione e sbavature in più nella gestione delle luci e delle ombre, a volte creando glitch grafici piuttosto importanti durante qualche cutscene di qualche highlight.
Migliorato il reparto audio, con dei suono più vividi e croccanti, con un po’ di differenziazione in più tra una marca e l’altra di bastoni, cosa che mi ha fatto molto piacere.
In generale, quindi, ho trovato pochi spunti interessanti, con qualche eccellenza in ambito di system design (vedi Skill Tree e Archetipi del golfista) e il soddisfacente Editor di Buche, come vi spiegavo poc’anzi.

PGA Tour 2K23 – Risultato finale sul par

In definitiva, PGA Tour 2K23 non rappresenta un vero proprio e passo avanti rispetto al suo predecessore. Certo, con qualche licenza forte (Tiger Woods, nuovi campi) è un titolo che consiglio sia agli appassionati che a coloro che si vogliono cimentare in un gioco di golf, anche per via della sua accessibilità migliorata da un sistema di swing più arcade, ma il risultato finale rimane solo sul par, senza spingersi a trovare un birdie.

See you, Game Cowboys!

  • Swing più accessibile
  • Licenze forti
  • System design ben pensato

 

  • Grafica non al top
  • Editor di golfista scarno
  • qualche bug di troppo

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.