Pubblicato il 08/12/20 da Andrea Borzì

Hyrule Warriors: L’era della calamità

100 anni fa ad Hyrule c'erano una principessa, un guerriero e un antico male...
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Hyrule Warriors: L’era della calamità è un titolo che ha sollevato, nel bene e nel male, non poche domande fin dall’annuncio qualche mese fa di Nintendo, sia nella scelta di proporre un prequel “diretto” al tanto amato “Breath of the Wild“, sia nella scelta di un Musou come genere per farlo. Nintendo ha comunque voluto assicurarsi una certa continuità all’interno del mondo della saga, seppur cambiando qualche dettaglio, e per farlo si è premurata di affiancare Eiji Aonuma, produttore di BOTW, al team di Omega Force, per supervisionare il lavoro svolto.

Un conflitto predestinato

Hyrule Warriors: l’era della calamità ci catapulta in media res fin dal primo istante, con un video introduttivo che mostra la principessa Zelda intenta a combattere la calamità Ganon appena risvegliata. Durante lo scontro, da una cassa, sbuca un piccolo guardiano bianco, che subito dopo viene rispedito indietro nel tempo, all’inizio della battaglia, dalla stessa principessa, mediante l’apertura di un portale Spazio-temporale. Giunti oltre il portale, faremo subito conoscenza dei nostri primi protagonisti ovvero Link e Impa, con cui verremo “introdotti” alle meccaniche di gioco. Da questo momento in poi seguiremo le vicende della principessa atta a trovare una soluzione per fermare la calamità, partendo dall’arruolare i 4 campioni, personaggi ovviamente giocabili nel titolo e che non saranno gli ultimi ad aggiungersi al party.

il piccolo guardinao bianco di Hyrule warriors

Già dal primo momento è possibile notare come la storia che viene narrata in BOTW sia stata modificata, non solo con l’aggiunta di questo piccolo guardiano spedito indietro nel tempo per fermare la calamità ed aiutare i nostri eroi, ma anche per la presenza delle interminabili battaglie che dovremo affrontare. La trama si sviluppa scenetta dopo scenetta, senza mai soffermarsi, se non nel minimo indispensabile, nello spiegare chi siano effettivamente i personaggi o cosa stiano facendo, lasciando al giocatore il compito di collegare tutti i tasselli, cosa non facile, dal momento che il gioco strizza l’occhio spesso, se non eccessivamente, a BOTW, dando per scontato che tutti i giocatori abbiano giocato il titolo precedente, rendendolo, così, poco intuitivo.

Colpisci, colpisci, colpisci…

Prima di parlare dell’effettivo gameplay di Hyrule Warriors: L’era della calamità, bisogna sapere cos’è un Musou, ovvero un action game di stampo giapponese in cui il giocatore sarà chiamato a combattere orde infinite di nemici.

Fatta questa premessa, il titolo presenta delle meccaniche molto semplici, avremo infatti due tipologie di attacchi (uno leggero e uno pesante), un tasto per le schivate, uno per le abilità specifiche dei protagonisti, e due per aprire i menu di selezione della tavoletta sheika e degli oggetti utilizzabili, come il cibo per ricaricare la vita o le bacchette che permettono di generare danni ad area elementali. Il party presenta un numero ampio di personaggi giocabili, ognuno con moveset personalizzato ampliabile nel corso del gioco, mediante delle iconcine che saranno attivabili sulla mappa di gioco che incrementeranno il numero di combo base e i risultati degli attacchi pesanti, oltre che cuori e potenziamenti dei personaggi. Sebbene non tutti brillino per caratterizzazione o facilità di utilizzo, sarà semplice trovare dei personaggi che vadano a genio ad ogni tipo di giocatore, specie per gli appassionati di BOTW, visto che tutte le combo riprendono a piene mani le meccaniche del titolo tanto amato per switch, soprattutto nelle innumerevoli combo di Link, che non solo varieranno in base all’arma selezionata (spada e scudo, lancia o spadone pesante), ma riprenderanno meccaniche come il paravela e la scivolata su scudo, utilizzabili per causare ingenti danni ai nemici. Proprio su Link mi soffermerei sulla scelta di fargli utilizzare armi diverse, che per quanto risultino in moveset divertenti da utilizzare (e non nascondo che è ovviamente il personaggio più op del party), diviene del tutto inutile nel momento in cui si ottiene la Master Sword, che per canonicità e utilità risulta l’arma più apprezzabile (visto inoltre che, come in BOTW, a vita piena Link sarà in grado di lanciare fendenti di vento utilizzando l’arma).

Per quanto riguarda le mappe di gioco, posso dire che sono ben strutturate e spesso nascondono segreti svelabili mediante l’utilizzo della tavoletta sheika; tuttavia esse non sono altro che dei lunghi corridoi collegati tra di loro, che non lasciano al giocatore grande spazio per esplorazione di alcun tipo.

Le due note veramente dolenti giungono infine su ciò che riguarda l’uso dei Colossi Sacri, brevi parti di gameplay poco incisive e svogliate, che appaiono fatte solo per appagare il desiderio dei giocatori di BOTW di poterli finalmente guidare (infatti, al di fuori del primo utilizzo durante l’avventura, tutte le missioni secondarie sono un ripetersi della prima volta, senza aggiunta di alcun elemento), e sulla ripetitività del gameplay che sia per quanto riguarda la storia principale, sia per le missioni secondarie vi richiederà di svolgere sempre la stessa azione ancora e ancora e ancora, rendendo molto pesanti le sessioni prolungate (specie considerando la pochezza nella varietà di nemici di questi due ultimi titoli di Zelda) se non siete fan del genere. A questo ultimo punto, di sicuro non va a favore il grindind constante e necessario per sbloccare le abilità e le combo dei personaggi (che diverrebbero pedanti e limitate senza i potenziamenti) e le varie strutture atte a semplificare la vita del giocatore.

Inoltre l’hardware della switch non aiuta di certo nell’esecuzione del gioco che in modalità Tv sarà spesso messa in difficoltà nel momento in cui vi saranno troppi elementi su schermo tra nemici, mosse ed esplosioni, e che non trova pace nemmeno in modalità handheld, dove, sebbene il calo di Fps risulti meno frequente rispetto alla modalità Tv, a causa dello schermo veramente piccolo per la tipologia di gioco sarà veramente facile ritrovarsi in situazione difficili, in cui non si riescono a notare attacchi o oggetti in arrivo.

Grafica e Musica

Per quanto riguarda la grafica, Hyrule Warriors, l’era della calamità prende a piene mani dal predecessore, facendo uso delle stesse palette di colori pastello, che per ovvi motivi hanno ricevuto un downgrade grafico con modelli che sicuramente risultano abbastanza dettagliati e piacevoli alla vista, ma con texture nell’overworld spesso sfocate, che risaltano subito all’occhio di chi le guarda.

Per quanto riguarda il comparto musicale, anche in questo caso il titolo riprende dal predecessore, con brani o mix proveniente da BOTW, e con un tema piacevole ma incalzante che accompagna bene le situazioni presentate durante la trama, nonché le tante, troppe, innumerevoli battaglie del gioco.

Conclusioni

Hyrule Warrios, L’era della calamità risulta essere un buon titolo, nonché un ottimo passa-tempo, ma dedicato eccessivamente ai fan di BOTW. Infatti chiunque abbia giocato il titolo precedente sarà felice di rigiocare nei panni di Link e sperimentare con mano le capacità di tutto il party (in particolar modo dei tanto amati Campioni), ma tutti coloro che che si approcciano al mondo della saga tramite questo gioco, si ritroveranno una trama semplice, con tante mancanze e che strizza troppo spesso l’occhio a dettagli e situazioni che non potranno comprendere fino in fondo e di cui sentiranno la mancanza di una chiave di lettura. Purtuttavia rimane un titolo divertente, in grado di regalare ore di svago ai fan del genere, ma anche a chi non ama particolarmente i Musou (se giocati in brevi sessioni). I personaggi variegati e le diverse combo porteranno i giocatori a rinnovare costantemente le loro tattiche, generando una certa varietà che li porterà comunque ad andare avanti e a scoprire le diverse possibilità e abilità che tutti i personaggi hanno da offrire.

  • Ottimo Passa-tempo
  • Valido Titolo per gli amanti di BOTW
  • Ottima Colonna Sonora
  • Varietà di Personaggi e Combo

 

  • Musou
  • Ripetitivo e a tratti noioso
  • Trama carente nella caratterizzazione di personaggi o dettagli
  • Nessuna varietà nelle attività da svolgere

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...