Pubblicato il 26/02/20 da Michael Maneia

Hardcore Mecha

Believe in the me that believes in you!
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Introduzione – Il giusto tributo

Sono anni che aspetto un gioco decente con i Mecha, e, quando dico anni, non scherzo. Ci era quasi riuscito Gundam Breaker 3: ottenuto con un bel po’ di grattacapi dal PSN di Singapore per giocarlo in una lingua comprensibile; alla lunga, purtroppo, mi ha stufato con le sue missioni copiate con la carta carbone.

Hardcore Mecha, invece e per assurdo, trattandosi di un prodotto originale e indipendente sviluppato dalla minuscola RocketPunch Games, ha colto nel segno. Gli sviluppatori hanno confezionato un gioco carico di Amore (con la A maiuscola) per il genere.

Le inquadratore dalla cabina di pilotaggio sono un classico
Le inquadrature dalla cabina di pilotaggio sono un classico.

Mecha Design e Grafica – Dal Tokusatsu a Hardcore Mecha

Andare a toccare tutti i vari sottogeneri del genere mecha non è semplice, ma pare che Hardcore Mecha ci riesca, sia grazie al mecha design azzeccato, sia con la sua trama. Il design dei robottoni (qui in realtà robottini, visto lo stile al limite del Super Deformed utilizzato) ricordano grandi glorie del passato: si passa da Getter Robot, fino a Gundam strizzando l’occhio sia alla Federazione (il Thunderbolt guidato dal protagonista ricorda un 00-Raiser) sia a Zeon (è impossibile non pensare agli Zaku vedendo i robot nemici generici e c’è pure un Mecha che ricorda un Quebeley).

Le cutscene sono cariche cariche di tamarria pura
Le cutscene sono cariche cariche di tamarria pura.

Non mancano design più imponenti e meno ispirati, ma in generale la cura dei vari mecha c’è ed è evidente, così come la grafica 2D, in generale, risulta ben curata. Menzione speciale la meritano le cutscene, animate utilizzando gli sprite del gioco alternati a “inquadrature” meno deformate per trasmettere quella dose di tamarraggine in più.

A questo aggiungiamo anche una colonna sonora che ricorda, senza nasconderlo troppo, le tracce composte da Hiroyuki Sawano per molti capisaldi del genere e… il pranzo è servito.

Trama – Intrighi politici

Come si diceva prima, anche la trama contribuisce alla celebrazione del genere. Tutto parte con quella che sembra l’invasione da parte del Kaiju di turno, l’eroe a bordo del suo mecha corre per la città pronto a prendere a cazzotti il mostro per concludere poi il tutto con un colpo di spada ben assestato, come da copione Tokusatsu standard.
Peccato che non sia quello il robot che andremo a guidare, e che i nostri nemici saranno ben più simili a noi: il tutorial altro non è che una trasmissione televisiva, uno show per ragazzini del tardo pomeriggio, trasmesso da uno schermo rotto in una zona di guerra.

GIGA DRILL BREEEEEAKER
GIGA DRILL BREEEEEAKER!

Eccoci quindi vestire i panni di Tarethur O’Connell, giovane mercenario della Hardcore Defense Corp. assunto per rintracciare “A“, ragazza rapita da un gruppo terroristico. Da questa premessa vi sembrerà un generic political drama, ma riserva alcune sorprese e la storia scorre liscia per la decina di ore richieste per completare la campagna. Inoltre  le cutscene sopracitate sono una gioia per gli occhi e non annoiano mai.

Gameplay – PEW PEW PEW

Tutto bellissimo, siamo tutti contenti che il genere venga rappresentato bene, ma… il gameplay? Hardcore Mecha intrattiene anche pad alla mano?

La risposta è semplice: . Ho giocato questo side scrolling shooter con piacere, quasi quanto giocavo con piacere a Metal Slug in sala giochi da ragazzino. Il gioco è frenetico, vario, con un level design ben studiato e missioni interessanti. Inoltre, non sempre saremo a bordo del nostro mecha, ma dovremo anche affrontare missioni a piedi, con una maggior enfasi sul lato platform e stealth del gioco.

Le missioni stealth sono un ottimo diversivo dalle sezioni a bordo del nostro robot
Le missioni stealth sono un ottimo diversivo dalle sezioni a bordo del nostro robot.

Come già accennato, la campagna non dura tantissimo, ma una volta completata avremo accesso alla modalità simulazione: una lotta all’ultima ondata di nemici nella quale potremo personalizzare il nostro robot di volta in volta con nuovi gadget e mod.

È presente anche una modalità multiplayer sia locale che online, purtroppo però i server risultano vuoti. Resta comunque una pecca evidente del gioco la mancanza di una modalità co-op (locale o online), quando nel gioco principale ci capiterà spesso di essere affiancati sul campo da altri mecha amici controllati dalla CPU. Spero che RocketPunch stia pensando a un update o a un sequel con questa modalità.

Conclusioni – ROW ROW Fight the Powa!

Hardcore Mecha si è rivelato una gradita sorpresa: grazie al gameplay fluido e divertente, un ottimo level design, stile grafico e mecha design azzeccati e trama godibile si è conquistato un piccolo spazio nel mio freddo cuoricino.

Vola in alto, RocketPunch Games, attendo con impazienza un sequel e i prossimi progetti, meriti a pieno la mia attenzione!

Perché sì:
Perché no:
  • Rispetto per il genere
  • Colonna sonora perfetta
  • Mecha design ottimo
  • La modalità Simulazione crea dipendenza

 

  • Mancanza del coop
  • Server online deserti

 

Thunderbolt

Faye

Ultimate Moves

Vulphaes

PEW PEW

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.

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