DUSKFADE – Dal 2000 con furore
Ci sono giochi che sembrano arrivare direttamente da un’altra epoca. Duskfade, sviluppato dagli spagnoli di Weird Beluga e pubblicato da Fireshine Games, è un omaggio dichiarato ai platform 3D dei primi anni 2000, ma prova a costruire attorno a quella nostalgia un’avventura tutta sua. Inizialmente paragonato da molti come “una brutta copia di Kingdom Hearts indie”, con quest’ultimo ha poco dividere e su questo ve lo garantisco. Per quanto l’atmosfera fiabesca possa ricordare questo titolo più blasonato, Duskfade è un titolo molto più semplice, diretto e comunque divertente con una propria identità e che in un qualche modo nel suo piccolo, riesce a toccare corde delicate dei cuori (per rimanere in tema) e che di fatto nasconde il dolore dietro il colore.
DUSKFADE – IL DOLORE DIETRO IL COLORE
Zirian, il protagonista della nostra storia, torna a casa di suo nonno ormai defunto e si ritrova coinvolto in un misterioso cataclisma: un’esplosione fa comparire una gigantesca torre al posto della loro casa e sua sorella Allira scompare.

Da qui parte un viaggio attraverso Vallacrima, il mondo di gioco, scoprendo una lore semplice ma scritta bene tra coloro che vengono chiamati Orologiai, esseri simpatici e curiosi chiamati Nuvoliani, anomalie temporali e i misteriosi Echi trovati in giro, che permettono di ricostruire il passato mediante testimonianze ormai dimenticate. Ma dietro alla ricerca della sorella si nasconde una storia molto più personale, profonda e soprattutto dolorosa, raccontata in modo sincero, delicato, colorato ma che comunque riesce a coinvolgerti.
DUSKFADE – GRAFICA, AMBIENTAZIONE E SONORO
L’Unreal Engine 5 viene utilizzato per costruire una Vallacrima coloratissima e fiabesca, dove l’estetica “clockpunk” degli Orologiai convive con foreste, vulcani, deserti, città e antiche rovine.

La direzione artistica punta più sulla atmosfera fiabesca che sul realismo e funziona particolarmente bene nel dare a ogni area una propria identità. A questo si aggiunge la colonna sonora di Rafa del Olmo che accompagna efficacemente esplorazione, combattimenti e momenti narrativi.
Il risultato è un’atmosfera che può inizialmente ricordare Kingdom Hearts, soprattutto a Ticchettopoli che ricorda la “Città di Mezzo”, ma personalmente non ho ritrovato quella sensazione di “copia” che mi aspettavo e che in molti erroneamente, sottolineavano. Anzi tutt’altro.
Il gioco ha una propria identità sia a livello di gameplay sia a livello di ambientazione. Ho trovato per esempio divertente leggere dialoghi ove si poteva leggere imprecazioni censurate con termini legati al tempo come “che quarzo dici?”. Ci sta e da comunque un’identità propria la gioco. Anche il doppiaggio, per quanto non sia eccelso comunque contribuisce ad avere un gioco coinvolgente.
Qualche limite tecnico rimane: le cutscene non sono sempre fluide e ho incontrato anche un crash durante l’esplorazione oltre ad alcuni punti dove il protagonista sembra incastrarsi nei muri.

DUSKFADE – GAMEPLAY E SVILUPPO
Il vero punto di forza è l’esplorazione. Duskfade non offre una mappa tradizionale o una minimappa (scelta che personalmente ho assolutamente approvato) e invita a orientarsi osservando l’ambiente e suonando delle campane direzionali che riportano la visuale nella direzione corretta.
La struttura è lineare, scoprendo zone nuove progredendo con la storia, ma ogni nuova abilità apre possibilità nelle aree già visitate, trasformando il backtracking in parte integrante della progressione.
Anche l’interfaccia di gioco è assolutamente integrata nell’atmosfera di gioco, con quadrante dell’orologio con le lancette, per gli HP, ed ingranaggio per la scelta dei 4 gadget di gioco, che permettono di aumentare le mosse speciali di gioco.

Rampino e Meridiana come vedrete, non sono semplici strumenti: possono essere utilizzati sia nel combattimento sia nel platforming e modificano concretamente il modo in cui attraversiamo Vallacrima. E questo servirà per trovare i vari collezionabili di gioco ed oggetti necessari per sbloccare sia skin per Zirian che per Lancetta, la fedele arma di Zirian.
Le Schegge Stellari e le Rotelle Potenziamento alimentano inoltre l’albero delle abilità del personaggio (non eclatante ma in linea con la semplicità del gioco), che verranno sbloccate progressivamente nel gioco. Gli Echi, le 48 carte collezionabili, e altri segreti danno ulteriori motivi per esplorare e per ritornare indietro nei mondi già visitati, per quanto alla lunga possa comunque risultare frustrante non essendoci la mappa, come abbiamo già detto. Va detto però che è possibile sapere sempre quanti collezionabili sono rimasti in una determinata zona, selezionando il “Teletrasporto” che funge di fatto da viaggio veloce tra le aree.
Nonostante inizialmente i nemici, chiamati “Chine“, siano abbastanza semplici da abbattere, la loro numerosità nelle fasi avanzate di gioco, può rendere un pò ostico lo scontro. Nota importante è quella della diversità dei loro modelli a seconda del mondo.

I boss sono un’altra nota positiva: ognuno introduce meccaniche specifiche e alcuni alternano combattimento diretto a vere sezioni platform.
Peccato invece per controlli non sempre precisi, un problema che si avverte soprattutto nei combattimenti più impegnativi con i boss e sezioni più spinte di platform.
Una volta terminata la storia, se siete stati diligenti sul prendere i collezionabili del gioco, si sblocca anche il “Colosseo”, modalità separata accessibile dal menù principale e pensata come contenuto extra post-game.
DUSKFADE – SENSAZIONI PERSONALI
Duskfade mi ha sorpreso davvero. Dietro colori sgargianti, ambientazioni fiabesche, battute leggere e personaggi spesso buffi si nasconde un gioco costruito attorno a un tema tutt’altro che leggero: il lutto.

Il desiderio ed il dolore di Allira, la perdita di Tristan e il viaggio di Zirian raccontano la difficoltà di accettare ciò che non possiamo cambiare. Il gioco non cerca una soluzione fantastica alla perdita: il suo messaggio è proprio l’opposto. Il dolore resta, ma con il tempo può affievolirsi se impariamo a guardare avanti e a rimanere accanto alle persone che amiamo. Ed è proprio questa contrapposizione tra la leggerezza della forma e la profondità del tema ad avermi lasciato qualcosa. Qualcosa che in realtà non mi aspettavo da un titolo così all’apparenza leggero, sono onesto.
DUSKFADE – CONCLUSIONI
Duskfade non è un platform perfetto: qualche imprecisione nei controlli e alcuni problemi tecnici ne limitano l’esperienza. Ma è un’avventura sincera, colorata e soprattutto capace di utilizzare la nostalgia come punto di partenza senza fermarsi lì.
Dietro i suoi orologi e i suoi colori c’è una storia sorprendentemente umana, che parla del tempo non come qualcosa da riavvolgere, ma come qualcosa che dobbiamo imparare a vivere. Una lezione importante in un mondo come il nostro, dove diamo sempre meno valore al tempo ed a quello dedicato alle persone davvero importanti.
Un dolore dietro il colore, che deve essere metabolizzato per poter andare avanti nonostante tutto quello che potrebbe accaderci.
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