Pubblicato il 12/02/26 da AciZack

Code Vein II – Ne Vale La Pena?

Quando la notizia di un sequel sorprende ma... Non convince.
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L’anno scorso, alla presentazione del nuovo capitolo di Code Vein, Code Vein II, sono rimasto sinceramente sorpreso. Avevo sempre pensato che il finale aperto — uno dei finali possibili — del primo gioco fosse più che sufficiente. Code Vein funzionava anche così: imperfetto, malinconico, ma coerente nel lasciare al giocatore uno spiraglio, senza la necessità di spiegare tutto. E invece, come un fulmine a ciel sereno, Code Vein 2 è stato annunciato da Bandai Namco Studios durante il Summer Game Fest 2025, per poi uscire il 20 gennaio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.

La domanda, anzi le domande che sorgono sono le seguenti:

Questo secondo capitolo ha davvero senso?
E soprattutto: vale la pena investirci (almeno) 40/50 ore di gioco?

Proverò a rispondere nel modo più diretto possibile, senza giri di parole.

Il mondo che abbiamo lasciato – Breve riassunto di Code Vein

Per capire Code Vein II bisogna tornare indietro. Non tanto agli eventi, quanto al significato di Code Vein.

Il primo capitolo era ambientato in un mondo già sconfitto, segnato dalla Grande Rovina. Una civiltà post-apocalittica abitata dai Redivivi, esseri immortali creati per salvare l’umanità e finiti invece prigionieri di un sistema crudele. Per continuare a esistere dovevano nutrirsi di sangue, perdendo progressivamente i propri ricordi e, con essi, la propria identità. Chi falliva in questo equilibrio diventava un Corrotto, un mostro privo di coscienza. Al centro di tutto c’era la Regina Cruz Silva, un tentativo estremo di controllare il disastro trasformato in una catastrofe definitiva. Per fermarla, il mondo aveva scelto il sacrificio come unica risposta possibile, frammentando il suo potere negli Eredi e congelando la realtà all’interno del Carcere della Foschia.

Un equilibrio forzato. Statico. Disumano.

Code Vein non raccontava una lotta per vincere, ma una lotta per non peggiorare ulteriormente le cose. E nel suo finale migliore poneva una domanda molto chiara:

Se per mantenere il mondo è necessario continuare a sacrificare qualcuno… forse quel mondo non merita di essere salvato così com’è.

Il punto di rottura e l’incipit di Code Vein II

Nel finale più completo del primo capitolo, il ciclo della Regina viene finalmente spezzato.
Io, un essere artificiale creato per raccogliere e contenere i Ricordi della Regina, assume su di sé quel peso e si sacrifica, generando una nuova sorgente: la Goccia d’Ambra.

Questa nuova fonte, nata dal sacrificio di Io e dal legame con il protagonista attraverso i Ricordi condivisi, è in grado di placare la sete dei Redivivi rimasti, ponendo fine al ciclo di sacrifici imposto dagli Eredi. Grazie a questo evento, i Redivivi non sono più costretti a restare confinati nel Carcere della Foschia.Un anno dopo, sfruttando il potere della Goccia d’Ambra, il protagonista decide di oltrepassare la Foschia insieme ai suoi compagni. Il mondo esterno torna a essere una possibilità concreta, non più un mito.

Quel momento non era una vera conclusione. Era un inizio fragile, carico di conseguenze. Code Vein II costruisce il suo incipit proprio su questa nuova possibilità: non da un “lieto fine”, ma da ciò che accade dopo aver distrutto un sistema basato sul contenimento e sul sacrificio.

Il secondo capitolo introduce nuove meccaniche narrative legate ai viaggi nel tempo, a una gestione multi-mappa strutturata in chiave open world e a missioni che si sviluppano tra linee temporali differenti, alternando passato e presente.
Una scelta che permette al giocatore di percepire il peso delle proprie decisioni e delle interferenze con il passato, ma che, onestamente, risulta già vista e alla lunga piuttosto scontata. Funziona, ma non sorprende.

Anche l’editor dei personaggi rimane valido e ricco di opzioni. Vi terrà comunque occupati a lungo nella creazione del vostro alter ego, ma non rappresenta un vero passo avanti rispetto al primo capitolo.

editor Code Vein II
Editor del mio PG della mia run. Vi ricorda qualcuno?

È solido, ma conservativo, e chi sperava in un’evoluzione più marcata potrebbe restare deluso.

Code Vein II – Grafica e ambientazione

Il comparto grafico di Code Vein 2 è discreto, ma non eccelle.

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Screen dal gioco durante una cut-scene

La direzione artistica resta coerente con l’estetica anime della serie, ma sul piano tecnico il gioco mostra diversi limiti:

  • cali di framerate anche evidenti. Ho provato il gioco sia in performance che alta qualità e devo dire che poco cambia ed i problemi visivi sono tanti (oltre a vari bug).

  • scenari poco definiti, e con evidenti difficoltà di rendering;

  • modelli dei personaggi non sempre rifiniti.

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In particolare, durante una bossfight bug rilevato: il boss non si muoveva più xD!

Visivamente il mondo è interessante, ampio grazie all’introduzione dell’open world, ma non impressiona, soprattutto se confrontato con altri action RPG. È un comparto che fa il suo dovere, senza mai brillare davvero purtroppo. Anche a livello di telecamera e visione abbiamo vari problemi che possono portare ad una frustrazione specialmente nelle fasi più concitate di gioco e durante boss fight.

Code Vein II – Struttura open world ed esplorazione

Una delle novità più rilevanti di Code Vein 2, come già anticipato, è l’adozione di una struttura open world.
Il mondo di gioco è ora molto più ampio, esplorabile liberamente, con grandi aree aperte, dungeon estesi e numerose attività opzionali.

Cde Vein II Mappa
La mappa come vedete, non risulta neanche troppo piccola.

Questa scelta garantisce senza dubbio maggiore longevità e una sensazione di libertà e esplorazione più marcata rispetto al passato. A rendere gli spostamenti meno tediosi inoltre, contribuisce l’introduzione di una moto evocabile quasi da subito, una soluzione intelligente che velocizza l’esplorazione e riduce i tempi morti. Avrete la possibilità tramite il “Registro Missioni” di verificare sempre quali e quante missioni sono attive, in un determinato momento storico. Dovrete viaggiare spesso ed alcune missioni ovviamente non saranno accessibili nel passato ma solo nel presente ad esempio, e viceversa.

Il problema, però, sta nel bilanciamento. Non tutte le ricompense giustificano il tempo investito nella esplorazione e, alla lunga, emerge una certa monotonia tipica di molti open world moderni: attività ripetitive, alcuni degli obiettivi poco ispirati e una progressione che non sempre premia come dovrebbe. Metteteci inoltre che alcune zone sono gremite di ferocissimi Corrotti che vi attaccheranno senza sosta (lasciandovi davvero con poco respiro) e comprenderete anche la velocità con cui si rischia di essere eliminati per ottenere magari ricompense non all’altezza. Arriverete inoltre a perdere vagonate di Foschia (la moneta di scambio necessaria per “livellare”, acquistare oggetti ecc.) facendovi imprecare notevolmente. L’open world quindi risulta sicuramente un’aggiunta interessante, coerente con il concetto di lore voluto e sul senso di libertà desiderato, ma che non riesce sempre a valorizzare appieno la struttura più ampia del gioco, rendendo inoltre più complesso, il filo della trama.

A questo proposito però c’è la possibilità di poter rivedere le cut-scene passate all’interno della Convergenza, un luogo accessibile dai Rifugi, ovvero i luoghi nei quali si può salvare la propria posizione, riposarsi e ripristinare HP ed Icore , oltre che le Rigenerazioni (le fiasche degli altri Souls per intenderci).

Grazie ai Rifugi, il giocatore può interagire con Lou, un NPC fondamentale per la storia e per le quest secondarie. Lou fornisce informazioni sul mondo, missioni opzionali e consigli strategici, diventando un punto di riferimento costante mentre esplori mappe e dungeon. Parlare con Lou è quasi obbligatorio per ottenere ricompense, codice sanguigno dedicato e comprendere meglio la lore di Code Vein II. E’ proprio in questo luogo che potrete rivedere cut-scene del gioco.

Esiste anche una sezione nel menù Registro Missioni che permette di avere sempre sotto controllo i termini chiave, le notizie e le storie sui PNG ecc.

Code Vein II – Reparto sonoro

Decisamente migliore il comparto audio.
La colonna sonora, composta da Go Shiina (già noto per God Eater e Demon Slayer), accompagna efficacemente esplorazione e combattimenti, alternando brani malinconici a tracce più incalzanti. Le OST delle bossfight per me sono le migliori. Le musiche riescono a sostenere l’atmosfera anche nei momenti in cui la narrazione fatica a coinvolgere, risultando uno degli elementi più riusciti dell’esperienza.

Code Vein II – Gameplay e sviluppo, comandi e difficoltà

Dal punto di vista dello sviluppo e personalizzazione del personaggio, Code Vein 2 compie un passo avanti importante rispetto al primo capitolo:

Menù di Sistema
Il menù con le principali personalizzazioni

Esso risulta molto più ampio e profondo, grazie a una maggiore personalizzazione tramite:

  • Codici Sanguigni ereditabili e potenziabili grazie la “padronanza” che aumenta all’utilizzo in battaglia di un determinato Codice. Più è alto il grado (E,D,C,B,A..) più dovrete utilizzarlo in battaglia. Essi verranno ereditati e sbloccati all’avanzare della trama dai Redivivi che incontreremo ed anche a seconda delle scelte che faremo nel gioco;

  • Simulacri di attacco e difesa: Più che semplici abilità, funzionano come equipaggiamenti aggiuntivi: quelli offensivi agiscono come vere e proprie armi ematiche che ampliano il set di attacchi del personaggio, mentre quelli difensivi si comportano come scudi o protezioni attive, fondamentali nella gestione dei combattimenti più impegnativi. Il sistema consente di mantenere i Simulacri appresi anche cambiando Codice Sanguigno, permettendo build flessibili e altamente personalizzabili; Essi consumano Icore, risorsa vitale legata al sangue, che ottieni prosciugando i nemici tramite l’attacco prosciugante R2. L’icore permette sia di usare le abilità dei simulacri che delle armi;

  • La scelta delle gabbie: Le Gabbie sono equipaggiamenti difensivi che determinano resistenze, mobilità e parte della gestione dell’Icore. Influenzano in modo diretto lo stile di gioco, fungendo da vero e proprio “set armatura” e diventando centrali nella costruzione delle build più avanzate.

  • potenziamenti: che aumentano statistiche od introducono passive utili estrapolabili dalla padronanza massima di un codice sanguigno oppure, tramite crafting;

  • armi con sinergie più complesse e di varia tipologia, come già visto nel primo capitolo ma che possono essere personalizzate con abilità determinate, acquisibili in giro per il mondo.

  • Esiste nuovamente la possibilità di poter equipaggiare una serie di oggetti rapidi;

  • C’è la possibilità anche di usare la funzione della Sintesi Oggetti, per “craftare” oggetti di supporto per buff temporanei, cure agli status ecc.

Questo sistema permette build più specializzate e soddisfacenti oltre che combinazioni potenzialmente quasi infinite. A mio parere, una delle cose più riuscite anche se non è proprio immediato riuscire a comprendere da subito tutte le potenzialità. Molto tecnico e molto profondo ma poco accessibile a chi mastica poco di build.

Di contro, il gameplay risulta molto poco divertente dovuto anche ai comandi che risultano poco reattivi, soprattutto per chi è abituato ai soulslike più raffinati. Alcune animazioni e risposte ai comandi trasmettono una sensazione di rigidità che penalizza il combattimento nei momenti più concitati. Le finestre dei parry e schivate sono risultate davvero poco ampie, facendo incrementare ulteriormente la difficoltà di gioco.

Rispetto a Code Vein, il gioco è molto più punitivo e, in certi passaggi, sfiora la frustrazione. Gli scontri contro i boss possono risultare appaganti per i giocatori più esperti del genere, ma rischiano di respingere chi era abituato a un’esperienza più accessibile. Anche scontrarsi con semplici Corrotti in giro, vorrebbe poter dire continuare a fare un certo passaggio del gioco più e più volte , riducendo di fatto la volontà di continuare.

Il finale (spoiler free)

Il finale di Code Vein II è coerente con le tematiche affrontate, ma ha diviso molto la community.
Senza entrare nei dettagli, è un epilogo che guarda più al futuro che alla chiusura emotiva, lasciando aperti diversi interrogativi.

Molti giocatori hanno lamentato una trama complessivamente meno impattante rispetto al primo capitolo, meno capace di colpire sul piano emotivo e di creare un legame forte con i personaggi. Una critica comprensibile, soprattutto per chi aveva apprezzato la malinconia e il senso di sacrificio che permeavano Code Vein. Questo è anche dovuto alla scelta appunto di utilizzare varie timeline, di avere contatto con vari Redivivi ed intrecciare varie lore che alla lunga, porta più confusione che altro.

Conclusione

Code Vein II è un sequel che osa, ma non sempre colpisce. È più profondo, più complesso e più ambizioso sul piano sistemico, ma perde parte dell’impatto emotivo che rendeva memorabile il primo capitolo. Non è un brutto gioco, ma è un titolo che divide, soprattutto tra chi cercava la stessa malinconia e chi desiderava un’evoluzione più tecnica.

Ha senso esistere, può darsi. Ma secondo il mio onesto parere, non lascia il segno come il suo predecessore.

  • Sistema di progressione profondo e personalizzabile
  • Open world ampio e ricco di aree esplorabili
  • Moto evocabile che migliora gli spostamenti
  • Ottimo comparto sonoro (Go Shiina)
  • Boss fight stimolanti per i veterani
  • Buona longevità complessiva

 

  • la difficoltà può essere frustrante
  • Trama meno impattante rispetto al primo capitolo
  • Monotonia tipica delle strutture open world
  • Ricompense spesso poco soddisfacenti
  • Comandi poco reattivi
  • Difficoltà a tratti frustrante
  • Comparto tecnico e grafico altalenante

AciZack - Biografia

Ciao a tutti, sono Daniele, per gli amici AciZack! Classe 1988, nerd di lungo corso con una passione viscerale per JRPG, Action RPG e tutto ciò che il videogioco sa offrire di più memorabile! Digital Creator nel tempo libero e firma di PixelFlood; e amate i giochi che lasciano il segno, siete nel posto giusto!

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