Pubblicato il 31/08/26 da Cathoderay

Gobliiins Collection – Istruzioni per piccoli Goblin

Ti ricordi i Goblins su amiga?
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C’è un modo molto semplice per realizzare una collection: prendere qualche vecchio gioco, renderlo compatibile con le piattaforme moderne, costruirgli attorno un menu e aspettare che faccia il resto la nostalgia.

Non c’è necessariamente qualcosa di sbagliato; a volte poter premere “Avvia” senza recuperare hardware originale o litigare con emulatori è già un ottimo servizio. Gobliiins Collection, però, prova anche a raccontare ciò che contiene.

I cinque capitoli della serie di Pierre Gilhodes rimangono naturalmente il centro dell’operazione, ma Red Art Games li accompagna con materiale d’archivio, testimonianze e curiosità che danno alla raccolta un peso anche al di fuori dei giochi.

È quasi una collection didattica: prima ci fa giocare con i suoi goblin, poi ci racconta perché siamo ancora qui a parlarne trentacinque anni dopo.

Trentacinque anni di follia

Gobliiins, Gobliins 2, Goblins 3, Gobliiins 4 e Gobliiins 5 permettono di attraversare oltre trent’anni di una serie che ancora oggi difficilmente potrebbe essere confusa con qualsiasi altra avventura grafica.

La logica degli enigmi può essere assurda, le soluzioni non sempre sono quelle che verrebbero spontaneamente in mente a un essere umano e buona parte del divertimento nasce dal provare qualcosa soltanto per vedere quale disastro produrrà; in Gobliiins fallire non significa necessariamente aver perso tempo: spesso significa assistere a un’altra animazione idiota.

Naturalmente trentacinque anni si sentono. Alcuni ragionamenti appartengono inequivocabilmente a un’altra epoca del punta e clicca e non tutto conserva la stessa immediatezza; Gobliiins Collection, però, non cerca di nasconderlo.

Anzi, è interessante osservare questa evoluzione tutta nello stesso posto: i cinque giochi diventano quasi una piccola linea temporale della serie.

Ma Gobliiins Collection diventa più interessante quando comincia a raccontarceli.

Piccoli goblin crescono

Artwork, colonne sonore, materiali dedicati alla serie e soprattutto gli interventi di Pierre Gilhodes accompagnano i cinque giochi e permettono di conoscere qualcosa in più della loro storia.

Non è un museo sterminato e avrei volentieri visto ancora più materiale; quello presente, però, non sembra inserito soltanto per aggiungere qualche voce al menu degli extra: ha una funzione.

Possiamo osservare questi giochi, ascoltarne le musiche e sentire direttamente chi li ha creati raccontarne sviluppo e storia. La raccolta non si limita quindi a preservare il software; prova, nel suo piccolo, a conservarne anche il contesto.

Ed è proprio questo che mi è piaciuto di Gobliiins Collection.

Siamo abituati a raccolte capaci di mettere insieme decine di vecchi videogiochi trasformandoli inevitabilmente in miniature all’interno di un catalogo; qui i giochi sono soltanto cinque, ma attorno a loro c’è la volontà di farci conoscere Gobliiins, non semplicemente di permetterci di rigiocarlo.

La lezione dei goblin

Gobliiins Collection avrebbe potuto raccontare ancora di più e approfondire ulteriormente il proprio materiale d’archivio; quello che offre, però, basta a darle un’identità che va oltre la semplice somma dei cinque giochi.

Chi conosce già la serie trova un modo comodo per ripercorrerne la storia; chi la incontra per la prima volta trova anche qualche strumento per capire cosa sta giocando e da dove arriva.

Alla fine la lezione impartita da questi piccoli goblin è piuttosto semplice: preservare un videogioco significa anche conservarne la memoria.

E qualche volta, per farlo, non servono cinquanta giochi dentro un menu: ne bastano cinque, se abbiamo qualcosa da raccontare su ciascuno di loro.

  • 5 giochi
  • divertenti come quando sono usciti
  • museo interattivo

 

  • consigliato solo agli amanti del genere

 

 

Cathoderay - Biografia

Pare che io sia l'entropia videoludica.

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