Battlestar Galactica Deadlock: The Broken Alliance, specificarlo è superfluo, è ambientato nell’universo di Battlestar Galactica, e in particolare durante la Prima Guerra Cylon.
DLC di Battlestar Galactica Deadlock, interpreterete un ufficiale sotto il comando dell’Ammiraglio Lucinda Cain, e dovrete costruire la vostra flotta e scontrarvi con i Cylon in una serie di battaglie spaziali, in difesa delle Dodici Colonie. I legami con la meravigliosa serie sci-fi, purtroppo, si esauriscono in queste poche note di background.
Del resto, non che l’ambientazione o la storia siano così importanti, nel gioco… si tratta purtroppo di poche pennellate di colore che fanno da sfondo a un classico gioco di strategia militare, incentrato su battaglie spaziali, come ce ne sono tanti.

Sono disponibili diverse modalità di gioco. La modalità Campagna vi permetterà di giocare seguendo una storia. La modalità Schermaglia, invece, consiste in singole battaglie in cui è possibile selezionare la mappa e il tipo di scontro (difendere un trasporto, distruggere la base nemica o eliminare tutte le navi nemiche sulla mappa).
Non ho avuto modo di provare la modalità Multiplayer, disponibile in versione co-op contro la I.A. oppure in versione PvP, pubblica o privata; non ho avuto modo di provarla perché il sistema di matchmaking non ha trovato nessun giocatore a cui abbinarmi. E non credo ci sia altro da aggiungere in proposito.
Il gioco presenta una struttura a turni che alterna fase decisionale e azione: durante la fase decisionale il giocatore dovrà decidere la propria strategia (come muovere le proprie navi, quali bersagli attaccare, con quali armi, ecc), e la I.A. farà lo stesso; nella fase di azione invece ci si limiterà a osservare l’evolversi della battaglia, e così via fino alla sua conclusione.
Preparatevi bene per la fase decisionale, perché avrete a che fare con una serie di dati (inutilmente) complessi: il mio consiglio è quello di prendere almeno una laurea in Ingegneria Navale e una in Scienze Strategiche: potrete così affrontare questa fase con relativa facilità.

Dal punto di vista tecnico, almeno, il gioco è valido: la grafica, soprattutto durante i filmati dei replay, è di alta qualità: la colonna sonora è ineccepibile, essendo ispirata alle meravigliose musiche composte da Bear McCreary per la serie TV.
Questa volta non chiuderò la recensione con un giudizio complessivo sul gioco e relativi consigli, dal momento che mi pare palese, se avete letto i paragrafi precedenti, che il gioco non mi è piaciuto per niente (opinione personale e sicuramente influenzata dal fatto che non amo i giochi di questo genere), ma che può certamente essere appetibile per gli appassionati di videogiochi di strategia.
No, questa volta chiuderò la recensione con un consiglio (un appello?) agli sviluppatori e soprattutto ai distributori. Da grandissima fan della serie di Battlestar Galactica, mi sento di dire che le potenzialità di questo universo e degli archi narrativi della serie, nonché dei vari prequel o spin-off (Caprica, Blood & Chrome), sono infinite. O molto prossime all’infinito. BSG ha creato un universo di background tra i più belli di tutta la narrativa sci-fi (di tutti i media, dalla letteratura alla TV, fino al mondo dei videogame): un universo popolato di personaggi meravigliosi, situazioni caratteristiche, eventi spettacolari.
Distributori di tutto il mondo, lasciatemi dire che qualsiasi gioco ambientato in questo universo che non sia di genere RPG è un gigantesco, colossale, immane spreco.
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