Pubblicato il 22/11/21 da Ciro Muso Acanfora

Back 4 Blood: Sangue, Zombie e Co-Op!

Il seguito spirituale di Left 4 Dead arriva finalmente sugli scaffali.

Sviluppato da Turtle Rock Studios e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment, Back 4 Blood è il successore spirituale di Left 4 Dead, titolo di Valve che diversi anni fa ha fatto entusiasmare milioni di giocatori.

Il titolo è uscito il 12 ottobre 2021 su Xbox One, Xbox Series X|S, PC, PS4 e PS5; andiamo a vedere cosa ha da offrirci!

Back 4 Blood: Un’esperienza diversa dai suoi predecessori

Back 4 Blood offre una variegata gamma di scelte per ogni tipologia di giocatore. Il sistema di carte, personaggi, equipaggiamenti e armi permette di personalizzare l’esperienza di gioco su vari livelli:

  • Le carte, vera nuova aggiunta del gioco, possono essere sbloccate tramite la valuta di gioco; conferiscono potenziamenti (e a volte malus, a fronte però di potenziamenti ancora maggiori) di vario tipo, dall’aumento delle munizioni disponibili alla possibilità di rendere letali gli attacchi melee.
  • I personaggi, per un totale di otto di cui quattro sbloccati sin da subito e quattro sbloccabili durante la campagna, hanno ognuno caratteristiche diverse, fra cui potenziamenti per l’intero team.
  • Gli equipaggiamenti disponibili sono di tre tipologie: offensivo, rigenerativo e di utilità. Ogni giocatore avrà uno slot disponibile per ognuna di queste tipologie, e potrà equipaggiare un oggetto inerente, fra cui defibrillatori, granate, garze, attrezzature necessarie ad aprire specifiche porte altrimenti pericolose, e taser per liberarsi dagli infetti in grado di paralizzare i personaggi.
  • Le armi sono divise in principale e secondaria. Se la prima tipologia coinvolge un potere di fuoco come mitragliatrici leggere, fucili d’assalto e fucili a pompa, la seconda garantisce un aiuto fondamentale anche quando si è a terra o si rimane senza munizioni, nel caso in cui volessimo equipaggiare un machete o un’ascia.
Il gioco offre un certo livello di rigiocabilità grazie alla diversificazione delle missioni.

A livello di bilanciamento il gioco potrebbe essere migliorato, in quanto le intelligenze artificiali saranno molto di aiuto se si desidera giocare da soli (sia a livello di danno che di cura), ma già aggiungendo una seconda persona reale al gruppo le restanti due AI saranno molto meno d’impatto nell’esperienza di gioco. All’aumentare di giocatori reali nel party, inoltre, la quantità di nemici aumenterà esponenzialmente, rendendo davvero complesso gestire le situazioni più frenetiche, persino alla difficoltà più bassa in alcuni livelli in particolare.

Aggiunte e assenze

Per quanto riguarda le modalità di gioco, sono disponibili solo due tipologie:

  • La classica modalità di gioco che ha reso famoso Left 4 Dead, in cui i giocatori dovranno cooperare nel tentativo di partire da un punto sicuro per arrivare ad un secondo punto sicuro, affrontando orde di infetti.
  • Una nuova modalità di gioco che vedrà quattro giocatori nei panni dei sopravvissuti affrontare altri quattro giocatori nei panni degli infetti. Ogni match è composto da tre round, in cui il primo gruppo dovrà affrontare l’altro per due volte (prima nei panni degli infetti e poi nei panni dei sopravvissuti) nel tentativo di resistere il più a lungo possibile nei panni dei sopravvissuti. Il primo gruppo ad arrivare a due punti vince.

Non è purtroppo presente (e onestamente, un po’ se ne sente la mancanza) la modalità di gioco che prevede due gruppi di giocatori affrontarsi mentre uno dei due cerca di arrivare al rifugio sicuro mentre l’altro gruppo cerca di impedirglielo.

Il parere di Muso

Per quanto il gioco sia di ottima qualità, specialmente nel reparto gunplay, è indubbio che il vero divertimento di questo titolo derivi dal giocarlo con un gruppo di amici, per potersi coordinare e interagire con loro durante le missioni e le fasi più frenetiche. Giocarlo in solitaria è comunque accettabile grazie alle AI particolarmente forti, ma essere in gruppo con estranei sarà molto spesso più frustrante che divertente, specialmente nella modalità multiplayer, dove potreste trovarvi ad affrontare gruppi di amici organizzati.

Il parere di Carisma20

Back 4 Blood prende di peso quanto di buono fatto con Left 4 Dead e lo amplia con un sistema di personalizzazione basato sulla costruzione di mazzi di carte e una serie di modificatori (anch’essi sotto forma di carte) che vanno a modificare l’esperienza del livello da affrontare. Ogni mazzo può contenere fino ad un massimo di quindici carte che vengono estratte in maniera sequenziale, tra cui potremo sceglierne una ogni volta che avanziamo di uno stage, in modo da personalizzare la nostra esperienza.

Anche i personaggi avranno delle particolari abilità, in modo da rendere ognuno di loro particolarmente adatto a ricoprire un determinato ruolo.

Cosa aggiungere a quanto già detto da Muso? Che Back 4 Blood è letteralmente Left 4 Dead, con una meccanica di gestione del mazzo che non lo distanzia poi così tanto dall’esperienza originale, se non nel suo essere più moderno e con il supporto al cross-platform, cosa buona e giusta per un gioco che ovviamente non può vantare il supporto decennale che ha alle spalle L4D2.

Purtroppo si porta dietro anche i problemi del titolo da cui prende spunto, con un’intelligenza artificiale piuttosto inutile se si gioca con altre persone, e che anzi, in alcuni casi rischia di bloccare la run, come accaduto a noi (trovate lo screen documentato qui sotto).

Il bot è rimasto bloccato in una ragnatela: non potevamo tornare indietro a liberarlo e i nemici non lo attaccavano… Abbiamo dovuto riavviare la run.

Anche l’intelligenza artificiale dei nemici speciali non è brillantissima, ma fa sentire meno il suo peso, soprattutto alle difficoltà più elevate, dove l’alto numero di nemici rende più difficile poter guadagnare tempo girando intorno alle auto (facendolo perdere a loro per scavalcarle).

Il combattimento in mischia è ben realizzato, ma siamo ben lontani dalla resa dei colpi di Warhammer: Vermintide 2. Nulla da dire invece sul gunplay.

Il parere di Barbarossa

Chiudere dopo due pareri così chiari come quella dei soci di disavventura qui di sopra non è semplice. Da giocatore di lunga data di Left 4 Dead e Left 4 Dead 2, di sicuro Back 4 Blood compie quel passo in avanti di cui, probabilmente, il gioco aveva bisogno. Dico “probabilmente” perché, a posteriori, il titolo è incredibilmente legato ai suoi predecessori, di cui è il successore spirituale. Il sistema di carte costituisce un twist, come detto da Carisma20, è vero… ma serve solo ed esclusivamente ad aggiungere un layer di rigiocabilità senza il quale il gioco starebbe tranquillamente in piedi. Ma siamo nel 2020… le esigenze dei giocatori sono cambiate.

“Un Left 4 Dead di questa e per questa generazione, quindi?”, potreste chiedermi. Sicuramente! Non riesce, ovviamente, a risolvere il problema che un genere di questo tipo si porta dietro: Back 4 Blood rimane un gioco da giocare esclusivamente in gruppo con amici, affinché si possa godere appieno di tutta l’esperienza che si fa più concitata ed interessante all’aumentare della difficoltà del gioco.

Al netto di alcuni bug e di un’AI abbastanza inconsistente, l’esperienza generale di gioco non delude, offrendo comunque un gunplay più solido del passato, un miglioramento armi piuttosto superficiale (ma non per questo non gradito), e un comparto tecnico e grafico di livello. In definitiva, un must have per tutti gli amanti del genere o per coloro che amano esperienze multiplayer con un gruppo ristretto di amici.

E credeteci, per affrontare bestioni del genere la coordinazione fa MOLTA differenza.

Back 4 Blood: In Sintesi

Back 4 Blood è chiaramente un’esperienza che sa di già visto per chiunque abbia assaporato a fondo l’universo di Left 4 Dead; non discostandosi molto dai propri antenati, è comunque in grado di offrire delle novità che vanno ad aggiungere rigiocabilità, ma niente di più.

Inutile dire che, tutto sommato, Back 4 Blood rimane un gioco da giocare esclusivamente in compagnia, possibilmente di altri tre giocatori, se si vuole vivere un’avventura divertente e coinvolgente sia durante la campagna sia in PVP, mentre è difficilmente considerabile un buon gioco da giocare in solitaria.

  • Ottima rigiocabilità.
  • Divertente da giocare in compagnia.

 

  • Non troppo innovativo rispetto ai suoi predecessori.
  • Intelligenze artificiali decisamente da rivedere.
  • Poco divertente da giocare in solitaria.

Muso - Biografia

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