Pubblicato il 06/12/19 da RickyAll

Age of Empires II: Definitive Edition

Le leggende non muoiono mai
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Introduzione – Remaster della… remaster?

Nella moderna era delle remaster HD ed affini, anche i mostri sacri degli RTS si adeguano e, addirittura, alcuni di essi di “lifting” ne ricevono… due. Infatti, dopo la HD Edition datata 2013 (ancora disponibile su Steam), Age of Empires II ottiene una… terza giovinezza con la Definitive Edition, pubblicata alcune settimane fa.

Menu di gioco di Age of Empire 2: Definitive Edition
Non posso nascondere che il menu iniziale mi sia sembrato un pochino… scarno.

La domande che immediatamente sorgono spontanee sono: ci sono nuove meccaniche di gioco? Nuove civiltà? Quanto è stato rivisto il comparto grafico e l’UI? Le colonne sonore sono quelle originali?

Nelle prossime righe tenterò di rispondere alle suddette domande, e non solo.

Fermo immagine del filmato di apertura di Age of Empire 2.
Uno degli elementi che ho sempre amato di AoE II è il simbolismo storico che porta con sé, e il filmato iniziale non fa eccezione. Il Giglio, simbolo della monarchia francese, è la vera star di questo scatto.

La nostra recensione!

Comparto Tecnico – Guardaroba rinnovato

Ovviamente, visto che parliamo di una pietra miliare degli RTS, è indubbio che la Definitive Edition di Age of Empires II necessitasse di un lavoro più accurato del semplice upscaling della HD Edition datata 2013. Il lavoro di rifacimento delle texture e dei modelli poligonali è ben evidente: l’impatto visivo fa un certo effetto, soprattutto a coloro che hanno giocato al titolo originale.

Anche l’UI è stata svecchiata significativamente, rendendola sì più leggibile ma mantenendo intatto il posizionamento dei pulsanti con cui interagire con la mappa. Personalmente avrei preferito un restauro più radicale, ma mi rendo conto che la legacy dietro ad AoE renda pericoloso questo tipo di pensieri, commercialmente parlando.
Molto apprezzata invece, sempre per quanto concerne l’UI, è la coda delle unità in “costruzione” per singolo edificio: molto più chiara (e funzionale!) che nel titolo originale e, conseguentemente, della HD Edition.

Altri due elementi saltano all’occhio (e all’orecchio): tutte le animazioni sono state rivedute e corrette, rendendo così l’RTS di casa Microsoft più “realistico” di quanto lo sia mai stato (con particolare attenzione dedicata al crollo degli edifici distrutti, anni luce avanti rispetto alle precedenti iterazioni) e, dulcis in fundo, il riarrangiamento della colonna sonora.
Chiunque mi conosce sa quanta attenzione dedichi alle OST di videogiochi, e al potere della musica in generale, come potente elemento evocativo quando si gioca o si discute di un videogioco e AoE II ha una fra le colonne sonore più rappresentative dell’intero genere. Sentirla rielaborata da una vera e propria orchestra, non più limitata dalla tecnologia degli anni ’90, ha inevitabilmente causato la discesa della proverbiale “lacrimuccia” sulle mie guance.

Se siete degli audiofili o dei gamer di vecchia data, vi consiglio caldamente di ascoltarla in a vacuum. Consiglio in particolar modo la traccia del menu principale, considerando che è l’unica cosa che lo salva da un’inevitabile bocciatura: funzionale, ma molto, molto scarno.

Condizioni di partenza di una partita standard
Avrei potuto scegliere uno screen di una civiltà in Epoca Imperiale, ma ho preferito l’avvio di una nuova partita. Mi rievoca più emozioni. Chiamatela pure… nostalgia dei tempi andati.

Gameplay – Gallina vecchia fa buon brodo

È Age of Empires II!

So che sarebbe un po’ riduttivo limitarmi a queste poche parole, ma il succo del discorso è racchiuso proprio lì: le meccaniche di gioco sono quelle del leggendario RTS pubblicato per la prima volta nel 1999, con tutti i pregi e difetti del caso.

Dunque, se da una parte si parla di un’esperienza di gioco letteralmente immortale, dall’altra si nota quanto essa stessa sia datata: le civiltà, sebbene caratterizzate da abilità uniche e da rami tecnologici diversificati (e anche da una discreta abbondanza: per la precisione sono 35, con l’aggiunta di 4 nuove civiltà, esclusive della Definitive Edition), non sono così dissimili fra loro, soprattutto se siete abituati ai playstyle radicalmente differenti delle varie civiltà di un 4X, ad esempio.

Nonostante ciò, Forgotten Empires ci ha messo tutta la buona volontà di questo mondo a rendere più moderno un classico del calibro di AoE II, e si vede: l’aggiunta dell’Attack Move è una vera e propria manna dal cielo (assieme all’automazione della rigenerazione delle fattorie, Deo Gratias!), soprattutto mentre si fa micro-management di armate da 50 unità alla volta. Altra novità ben accetta è la possibilità di legare hotkeys per identificare le unità militari inattive, semplificando così enormemente le cose per persone come il sottoscritto, che non hanno 450 APM come un pro player di Starcraft.

Altro elemento da lodare è l’introduzione di nuove campagne rispetto alla versione HD del 2013, in aggiunta a quelle già presenti nelle scorse edizioni, oltre a un pratico tutorial dedicato a chi vuole approcciare seriamente la scena competitiva del gioco, che vi insegnerà letteralmente il metagame e le strategie vincenti da applicare nelle vostre partite online, come il Fast Castle o il rush delle ere.

Purtroppo, fra i miglioramenti inclusi in Age of Empires II: Definitive Edition non posso menzionare di certo il pathfinding: lotterete con le vostre unità per farle andare dove volete esattamente tanto quanto nel titolo originale.

D’altro canto però, l’intelligenza artificiale dei nemici è notevolmente migliorata: a difficoltà medio-alta sono stato asfaltato ripetute volte in meno di mezz’ora. Esiste anche la possibilità che l’età mi stia rincitrullendo, ma mi piace pensare che non sia così (spero).

Glitch delle mura su terreni scoscesi
Certe cose non cambiano mai, come le orrende interazioni delle mura con i dislivelli in AoE II. Non c’è restauro che tenga.

Conclusioni – Ad gloriam

Per 20 € vi portate a casa la migliore versione di sempre di una vera e propria leggenda videoludica degli anni ’90. Come ogni vecchia signora, è un po’ claudicante e il peso degli anni si fa sentire, ma datele una chance e avrete fra le mani una pietra miliare del PC gaming .

Consigliato ai nostalgici e a coloro a cui piace studiare storia in maniera… alternativa.

Perché sì:
Perché no:
  • È AoE!
  • Colonna Sonora
  • Moltissimi QoL

 

  • Gameplay datato
  • UI a volte scarna

 

Vintage PC Gaming

RickyAll - Biografia

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Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!

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