Pubblicato il 09/12/19 da Michael Maneia

Pokémon Spada e Scudo

The Darkest Day
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Introduzione – Pokémon giganti e falle ancora più grandi

Pokémon Spada e Scudo, i nuovi titoli di uno dei franchise multimediali più proficui al mondo approda su Nintendo Switch, la console Nintendo che ha letteralmente salvato l’azienda nipponica dal flop di Wii U. Stiamo parlando della console ibrida che sì, non ha la capacità di calcolo di una PS4 Pro o una Xbox One X, ma le sue piccole gemme, come Breath of the Wild, le ha già tirate fuori.

Da questa accoppiata ci si aspettava un gioco enorme, bello da vedere, capace di rinnovare il brand… e invece, come ormai avrete letto più o meno ovunque, non è successo.

Perché? Cosa ha causato questo tracollo? Non lo so e non sta a me scoprirlo, mi compete giusto raccontarvi cosa penso di questo ultimo capitolo della saga Pokémon, aiutandovi a farvi capire se fa o non fa per voi. Partendo dal fatto che ormai se ne sono dette tante su questi due giochi Pokémon, non mi perderò troppo sui pregi e difetti dei titoli, giusto due paragrafi che descriveranno cosa è andato storto e cosa no, partendo da quest’ultima categoria.

Il mio parere – Perché sì

Pokémon Spada e Pokémon Scudo sono pur sempre dei giochi Pokémon alla fin fine e, nonostante i ventitré anni sulle spalle del franchise, la struttura alla base funziona ancora.

La formula di gioco è vecchia ma ancora in grado di divertire e le aggiunte alla ricetta classica non fanno che migliorare l’esperienza: cacciare i Raid con gli amici, esplorare le lande di Galar in cerca di vecchi e nuovi mostri, lottare online con lo sconosciuto di turno, sfruttando il Dynamax per far ingigantire il nostro asso nella manica per eliminarlo sono tutte sensazioni appaganti.

Bebè VS Bebè
Bebè VS Bebè

Tutto accompagnato da una colonna sonora nuova, dinamica, fresca per il franchise. Non ci sono più i “Theme” a cui ci ha abituato Junichi Masuda, finalmente Go Ichinose prende a piene mani la direzione musicale dei titoli portandoci temi che vanno dal sinfonico al rock, passando dall’elettronica del tema dei capipalestra, infilandoci qua e là cori da stadio e tifo sregolato.

Aggiungiamo poi al tutto un cast variegato e comunque ben caratterizzato, seppur sempre seguendo le linee guida degli archetipi standard degli anime: ho apprezzato soprattutto i tre rivali Hop, Mary e Beet, ognuno con un suo scopo diverso per partecipare alla Sfida delle Palestre e un suo arco narrativo di crescita, il primo soprattutto.

Il mio parere – Perché no

Passi il taglio del Dex, passi anche (seppur con molte più remore) la qualità grafica del gioco (si poteva fare di più, ma non è tutto sto schifo).

Il vero, grosso, mastodontico problema, nel 2019, per Pokémon Spada e Scudo è la sua struttura di online multiplayer. Un’hub open world come le Terre Selvagge (perché di questo si tratta, un Hub), nella quale l’unica interazione possibile con gli altri giocatori è ricevere un oggetto casuale da loro al giorno in caso ci parlassimo fa spavento (reitero: 2019).

Tutto questo è ancora più pessimo se si pensa che non esiste un modo per lottare o scambiare con i nostri amici se non impostare una password identica da entrambe le parti, sperando che, nello stesso momento, non abbia messo la stessa password Takako Tanada, giapponese di 8 anni che vive nella prefettura di Kagoshima.

Le Terre Selvagge sono effettivamente povere graficamente
Le Terre Selvagge sono effettivamente povere graficamente

L’interazione diretta con i giocatori collegati online è un qualcosa che abbiamo dalla quarta generazione, si poteva tranquillamente far comparire una lista di attività possibili interagendo con i giocatori nelle terre selvagge, facendo apparire più facilmente amici che sconosciuti, e invece… no.

E quello che fa più innervosire è che la ragione per cui le Terre Selvagge sono graficamente povere e vuote, la ragione per cui andando online nelle Terre Selvagge significa sacrificare gli FPS, è appunto questo sistema online fatto di notifiche con gli sticker e oggetti casuali ricevuti da ciclisti senza un’anima. Nel 2019.

Guida rapida agli acquisti – A chi consiglio Pokémon Spada e Scudo?

Ma quindi, a conti fatti, ve o consigliamo o no Pokémon Spada e Scudo?

Dipende.

Già, perché il vostro background come giocatore Pokémon farà la differenza: seguite la serie dagli albori e giocate prettamente single player? Oppure siete un giocatore che punta a farsi un team competitivo per tentare la sorte e raggiungere la gloria in quel di Londra? Potreste anche essere un novello giocatore, attirato in questa spirale discendente da Pokémon Go. Per ognuna di queste tre categorie, c’è una risposta.

Casual Gamer – Semaforo Verde

Diciamo che siete qui perché uno dei vostri amici vi ha fatto provare Pokémon Go e abbiate sperimentato sulla vostra pelle la PokéMania con 20 anni di ritardo, oppure perché avete giocato a qualche gioco della serie nel passato ma non siete dei puristi: Pokémon Spada e Scudo probabilmente vi piacerà.

Troverete il gameplay classico della serie con varie migliorie come i Pokémon nell’overworld, il dex cut magari non vi permetterà di catturare tutti i mostri esistenti ma 400 mostri potrebbero essere abbastanza per voi e, in generale, troverete l’esperienza godibile.

Andate e comprate, cari miei.

Beet, my sweet cinnamon roll
Beet, my sweet cinnamon roll.

Giocatori VGC – Semaforo Giallo

Oh prodi compagni competitivi, sapete vero che dovrete per forza comprarlo? Perché sì, che ci piaccia o no, Pokémon Spada e Pokémon Scudo saranno gli unici due giochi ammessi nei circuiti competitivi ufficiali almeno per un annetto e mezzo.

Gennaio è alle porte e con esso lo è il nuovo regolamento ufficiale e quindi ci tocca.

Detto questo, il comparto online competitivo non è così pessimo come quello casual citato più in alto, il ranking system funziona bene ed è più simile a una stagione dei giochi di carte online come Hearthstone e tra le tante cose nelle gare offline (quelle ufficiali, per intenderci) è stata finalmente inserita la modalità spettatore.

Il nuovo sistema di classificate è organizzato per rank e classi, e una volta raggiunto il massimo, per posizioni, proprio come Hearthstone
Il nuovo sistema di classificate è organizzato per rank e classi, e una volta raggiunto il massimo, per posizioni, proprio come Hearthstone.

In più, trovo Dynamax e Gigamax meno sbilanciate delle Megaevoluzioni: per fare un esempio, Snorlax sia Dynamax che Gigamax è oggettivamente pericoloso, col giusto supporto, ma giocandosi bene le proprie carte è comunque possibile resistere per tre turni, farlo rimpicciolire e metterlo all’angolo, grazie anche alle nuove strategie e mindgames molto più profondi di prima, permessi appunto dalle nuove meccaniche.

Fan Pokémon di vecchia data – Semaforo Rosso

Giocate a Pokémon sin da Rosso e Blu, prettamente single player?

Ho brutte notizie per voi.

Tra la qualità grafica scadente, la mancanza di più del 50% del Pokédex, una storia che, da un terzo del gioco in avanti fino a poco prima del finale, ha poco da raccontare e manca completamente del build up necessario a far sì che ciò che succede alla fine di tutto ci interessi… probabilmente storcerete parecchio il naso.

Inoltre, il post-game single player si limita al completamento del Pokédex regionale, alla sfida alla Torre Lotta, alla ricerca delle varie forme Gigamax presenti a Galar e poco altro, ma soprattutto se appunto siete giocatori offline e non avete un abbonamento a Nintendo Switch Online vi sarà quasi impossibile catturare le forme Gigamax, in quanto gli NPC di supporto sono pressoché inutili e i Raid da cinque stelle sono belli tosti.

MUST... PROTECC...
MUST… PROTECC…

Conclusioni – E quindi?

E quindi niente, Pokémon Spada e Scudo non sono né giochi belli, né brutti: sono insipidi.

Si poteva fare di più, molto di più: la formula diverte e le migliorie ci sono state e sono evidenti ma vengono messe in ombra da un online che zoppica e delle Terre Selvagge sfruttate male e rese, graficamente, anche peggio; la scrittura dei personaggi è migliorata, con personaggi secondari godibili, ma che non vengono supportati da una narrazione solida.

È un vero peccato che The Pokémon Company non si renda conto di come le release annuali, ora che i giochi non si trovano più su una console in 8/16 bit che al massimo si collega via cavo con altri giocatori, non siano il pane di Game Freak, se lasciassero alla Software House un maggior respiro (o dessero in mano la serie principale ad altri, che so, tipo Genius Sonority o Monolith Soft.) magari avremmo davvero il gioco Pokémon definitivo.

Va beh, ci vediamo tra un annetto con Pokémon DynaSpada e DynaScudo.

Perché sì:
Perché no:
  • OST assurda
  • Nuovi mostri interessanti
  • Gigamax e Dynamax

 

  • Multiplayer da PS2
  • Storia blanda
  • Grafica sotto tono

Dragapult

Dynamax

Mary

Raid

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.

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