Pubblicato il 06/05/19 da Sara Porello

Whispers of a Machine

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Introduzione – Sussurri di una macchina 

Whispers of a Machine è un’avventura grafica punta e clicca sviluppata dagli svedesi Clifftop Games e Faravid Interactive, pubblicata da Raw Fury. Un’avventura grafica che racconta una detective story in un setting sci-fi nordico: per me, gli ingredienti per un bel gioco c’erano tutti… e infatti le mie aspettative non sono rimaste deluse!  

Trama – Tra IA e umanità 

In un’ambientazione sci-fi, Whispers of a Machine segue l’indagine della detective Vera Englund, che si trova a investigare su una serie di misteriosi omicidi nello sperduto villaggio scandinavo di Nordsund. L’indagine presto si complica quando sullo sfondo si allunga l’ombra inquietante del gruppo terroristico pro-IA The Conduit. Vera dovrà confrontarsi con il proprio passato, riaprire dolorose ferite nella sua anima, e fare i conti con il proprio presente e con gli effetti collaterali del Blue, sostanza sintetica che interagisce con i cyber potenziamenti installati in Vera. 

La combinazione di un setting nordico in un mondo sci-fi post IA può sembrare bizzarra, ma i due aspetti sono perfettamente integrati nel setting: alle rune nordiche si affiancano sofisticate cybertecnologie, alle caratteristiche figure di una piccola comunità – il capo della polizia, il dottore del paese, il vecchio strambo, ecc. – si contrappongono (e sovrappongono) terroristi dediti alla creazione di IA e fanatici religiosi… il tutto in un amalgama coinvolgente e mai stonato. 

La storia si divide in quattro giorni, in ognuno dei quali Vera sarà chiamata a investigare specifici luoghi e interrogare determinati personaggi. Quando tutte le azioni del giorno sono state completate, la narrazione proseguirà, scandita dalle riunioni serali con Stina, la sua superiore, e dai risvegli con Alex, fantasma del passato che si manifesta come effetto collaterale delle componenti cyber installate su Vera. La resa dei conti, per Vera, arriverà nel finale del gioco, quando la detective sarà chiamata a decidere non solo il destino dei personaggi coinvolti, ma anche di se stessa e di Alex… e forse, molto di più. 

Vera parla con il suo passato…

 

Gameplay – Punta, clicca e soprattutto pensa 

Il gameplay è quello classico di un punta e clicca, basato sull’esplorazione di diverse scene, raccolta di oggetti, combinazione degli stessi, e interazione coi personaggi. Whispers of a Machine, tuttavia, aggiunge alcune meccaniche a tema sci-fi e narrativo. Vera, infatti, potrà (e dovrà) usare i suoi cyberpotenziamenti per progredire nell’indagine.
Quelli base sono costituiti da forza aumentata, uno scanner che identifica immediatamente le tracce biologiche e un rilevatore delle funzioni vitali altrui che permette di comprendere lo stato d’animo dei personaggi con i quali stiamo parlando e rivelare se stanno mentendo. A queste si aggiungono altre abilità sbloccabili 
durante il gioco, a seconda della personalità che creeremo per Vera. Quest’ultima, infatti, potrà scegliere l’approccio da adottare in diverse situazioni – analitico, empatico o assertivo, e ciò influenzerà la sua personalità e i potenziamenti disponibili. Questi, a loro volta, permetteranno di risolvere i puzzle in maniera differente. 

Alcuni enigmi sono davvero, davvero ardui da risolvere e non possono essere superati cliccando semplicemente a caso su tutti gli oggetti: in certi punti sarà necessario leggere e rileggere (e rileggere) gli indizi raccolti per indovinare la soluzione. Ma, dall’altra parte, una serie di limitazioni su dove può andare Vera in specifici momenti del gioco, e suggerimenti piuttosto espliciti nei dialoghimanterranno la narrazione “sui binari” e restringeranno il campo d’azione. Durante il corso del racconto incontreremo inoltre alcuni mini giochi, di facilissima risoluzione: questi non saranno di certo un ostacolo serio al proseguimento. 

Le abilità di Vera saranno la chiave per progredire.

Comparto tecnico – Pixel art nordica 

I creatori di Whispers of a Machine scelgono di adottare una grafica rétro in pixel art, con scenari disegnati a mano che rendono bene le atmosfere cupe di un piccolo villaggio del nord e la decadenza di un mondo post-IA. Personalmente, adoro questo revival della pixel art e se anche voi siete affezionati a questo tipo di grafica, di sicuro la apprezzerete in questo gioco. La narrazione e la giocabilità non sono minimamente influenzate dai piccoli bug grafici di texture sovrapposte che si notano di tanto in tanto. 

La colonna sonora fa il suo dovere di accompagnamento alla narrazione, senza distinguersi per particolari pregi o difetti. Va però segnalata la presenza di un doppiaggio disponibile in quattro lingue – tra cui non è tuttavia compreso l’italiano. 

A questo proposito, tenete presente che se non avete una buona conoscenza dell’inglese (o di una delle altre lingue supportate) non riuscirete mai a risolvere gli enigmi basati sulla lettura degli indizi e le uniche opzioni saranno impararlo (vi sarà utile anche nella vita vera!) o affidarvi a un walkthrough trovato in rete.

Piccoli (ma ininfluenti) bug grafici.

Conclusioni – Le storie belle meritano di essere raccontate   

Whispers of a Machine racconta una bella storia sci-fi, in un setting interessante e inusuale, presenta personaggi ben caratterizzati e profondi e ci pone, implicitamente, una serie di interrogativi per il futuro in tema di IA.
Ho apprezzato moltissimo il sistema delle abilità e le varie possibilità offerte delle scelte che influenzano la personalità di Vera: è una gradevole nota di colore nel panorama delle meccaniche, grossomodo tutte uguali, dei punta e clicca.
Non ho apprezzato l’eccessiva complessità degli indizi linguistici e sono stata sul punto di abbandonare il gioco in un paio di punti: indizi linguistici leggermente più semplici sarebbero stati di gran lunga utili a non sviare l’attenzione dalla narrazione.
Nel complesso, 
Whispers of a Machine è consigliatissimo a chi ama le avventure grafiche e le belle trame sci-fi: non resterete delusi!

Perché sì:
Perché no:
  • Sistema basato sulle abilità standard e personalizzabili
  • Personaggi principali e comparse caratterizzati in modo eccellente
  • Le limitazioni su movimenti e azioni guidano la storia

 

  • Molti puzzle linguistici sono semplicemente frustranti

personalità di Vera

riflessone sull’IA

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.