Pubblicato il 01/05/19 da Carisma20

Tropico 6

El Presidente esta en gran forma
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Introduzione – Soy yo, tuo fido Penultimo

Tropico è sempre riuscito negli anni a ritagliarsi una sua particolare fetta di utenza, forse per il suo peculiare carisma, capace di attrarre anche i non avvezzi al genere (che solitamente si fermano a questo titolo o a Sim City), al quale si unisce la particolare gestione dell’isola, o dell’arcipelago in questo caso. Fondamentalmente, ha le basi di un city builder qualsiasi, ma con una micro-gestione minuziosa persino dei suoi abitanti. Qualcuno non ti piace? Internalo, organizza un incidente, uccidilo.

L’arcipelago è una delle novità che saltano subito all’occhio

Trama – Voterò per te, mio Presidente… molte, molte volte.

Ancora una volta, nei panni di El Presidente, guidati dal nostro fido Penultimo, saremo chiamati a gestire un arcipelago di isole in una serie di scenari che vanno dal distacco di Tropico come colonia inglese, dichiarando l’indipendenza, fino all’epoca moderna, passando nel mezzo per le epoche delle Guerre Mondiali e Guerra Fredda, tutte con le proprie particolarità e fazioni da accontentare, dall’Asse agli Alleati, passando per i Capitalisti, gli Ambientalisti, Comunisti, e quant’altro.

Una volta terminato uno scenario sarà comunque possibile continuare a giocarlo in modalità sandbox/libera, o, in alternativa, potremo già di base lasciar perdere gli scenari per partire dalla modalità suddetta, avanzando tra le varie ere e giocando una partita slegata da qualsiasi filo narrativo… per quanto diciamocelo, la narrativa qui è praticamente assente se non per dare un filo logico ai vari scenari. Stiamo parlando di un gestionale in fondo.

La cura per i dettagli è ottima, peccato che la cascata sembri un green screen con l’acqua proiettata su

Gameplay – La guida di Penultimo

La prima novità con cui ci si scontra è la gestione non più di una sola isola, ma di un intero arcipelago, con tutte le cose che ne conseguono: strutture per facilitare il trasporto di merci da un’isola all’altra, ponti, dislocazione delle risorse, il tutto che da gestire, come sempre, nel miglior modo possibile. Lo spazio sull’isola è naturalmente limitato e bisogna trovare una quadra alla situazione, tra produzione, divertimento, spostamenti e quant’altro.
Gli abitanti della nostra nazione vengono gestiti in modo dinamico: impiegheranno tempo per costruire, per recarsi al luogo di lavoro o per andare a spassarsela, e una gestione sbagliata della costruzione può portare a perdite di capitali ingenti. Viene in aiuto la possibilità di spostare gli edifici costruiti, pagando una somma di denaro, ma se in questo modo ci si riesce a mettere una pezza, lo stesso non si può fare per lo spazio disponibile alla costruzione, che non possiamo di certo aumentare.

Ogni struttura ha accesso a dei miglioramenti, alcuni dei quali vengono sbloccati col proseguire delle ere, così come accade per le ricerche e gli editti da emanare, legati ad un preciso momento storico. Se sembra facile detta così, mouse alla mano vi renderete conto che non lo è, ed è ciò che ho apprezzato maggiormente. Il titolo si rivolge agli appassionati dei gestionali, indubbiamente: ogni cosa va gestita minuziosamente per evitare di ritrovarsi il budget in rosso o semplicemente fuori dal vostro ruolo di presidente. Ogni azione ha un peso, e per quanto all’inizio si cerchi di accontentare tutti, arriva un momento in cui si è costretti a fare delle scelte e far arrabbiare qualcuno.

La nuova figura del Broker ci permette inoltre di comprare favori con il denaro depositato sul nostro conto svizzero, permettendoci di entrare maggiormente nelle grazie di una data fazione, acquistando progetti o editti.

Il numero di strutture edificabili è imponente, tanto da far sentire la mancanza di una funzione di ricerca nel menù costruzione; capita a volte di non ricordarsi in che sottocategoria si trovi un determinato edificio, portandoci a perdere tempo per cercarlo.

Ogni personaggio è doppiato con il suo personale accento

Comparto tecnico – Essere più uguali degli altri

Sul fronte tecnico, il titolo è riuscito a stupirmi fin da subito grazie ad un inaspettato e ottimo doppiaggio italiano, sia nelle sequenze animate principali, che quelle di apertura/chiusura delle missioni, fino ad arrivare a tutti i personaggi che muoveranno richieste nei nostri confronti, senza mai abbandonare quell’ironia di fondo che caratterizza il titolo. Qualche sbavatura di poco conto nei sottotitoli, con ridondanze dei termini e doppiaggio che usa termini diversi da quelli sottotitolati. Medaglia d’onore alla colonna sonora davvero azzeccata.

I report consentono una miglior gestione del proprio arcipelago

Conclusioni – El Presidente sa qual è il meglio per i suoi cittadini

Un titolo difficile, dedicato agli amanti dei gestionali, sia esperti che non, grazie alla possibilità di impostare il livello di difficoltà nelle modalità di gioco. Grazie ai vari scenari che modificano profondamente il modo di giocare (una delle mappe non permette l’agricoltura e si basa sulla pirateria) riesce ad assicurare anche una buona longevità.

Perché sì:
Perché no:
  • Profondo
  • Dettagli curatissimi
  • Strutture disponibili numerose
  • Doppiaggio italiano

 

  • Mancanza di una funzione cerca nel menù costruzione

Penultimo

Colonna sonora

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Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.