The Swords of Ditto

Le Spade di Link disegnate in stile cartone animato americano

Pubblicato il 26/05/18 da Carisma20
recensione
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The Swords of Ditto

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Da qualche parte qui sul web, forse sui forum di Steam, ho letto il termine Link-like. Sì, dai, ci sta.

The Swords of Ditto riesce comunque a ricavarsi una dimensione personale, grazie ad alcune ma importanti differenze rispetto al titolo Nintendo, prima fra tutte una struttura roguelike, ossia un mondo generato diversamente a ogni nuova run e che cambia il suo aspetto in base a come è terminata la precedente. Questo porta il titolo a non avere una trama approfondita, semplicemente ogni cento anni un abitante generato randomicamente avrà l’onere e l’onore di imbracciare la spada appartenuta al suo predecessore (andandosela a riprendere dalla sua tomba) e diventare così una delle spade di Ditto, con lo scopo di sconfiggere Mormo, una strega malvagia, entro lo scadere del quinto giorno.

A volte l’eroe è un principe, altre volte un ranocchio.

Lo stile fa molto cartone animato americano, à la Adventure Time, con una visuale a volo d’uccello e nemici ben diversificati, sia graficamente che come meccaniche. Gli ambienti invece saranno, bene o male, sempre gli stessi

A ogni nuova partita conserveremo i gadget di base, chiamati Toys, livello e monete accumulate, che ci permetteranno di acquistare strumenti o Ticket per personalizzare il nostro personaggio.
Gli strumenti saranno semplicemente nuovi Toy, più potenti di quelli base e che ci forniranno talvolta abilità del tutto nuove. I Ticket invece sono degli adesivi, equipaggiabili nei vari slot corpo, che fungeranno da abilità passive (aumento attacco/difesa, rotolata più lunga, et similia).

Se nei giochi con Link protagonista i nuovi strumenti permettono l’accesso a nuove aree e, in generale, consentono di proseguire nell’avventura, qui abbiamo già di base tutti il necessario alla nostra avanzata. L’acquisto di nuovi oggetti serve più a potenziare il nostro personaggio che a creare effettivamente nuove possibilità. Per quanto rappresenti una scelta diversa e comunque valida, alcuni gadget tendono a semplificare un po’ troppo la nostra avanzata, sebbene risultino divertenti da usare.

Il mondo di gioco ha una buona dose di segreti e, tolto l’inizio di una nuova run dove saremo obbligati a raccogliere la spada dalla tomba del suo ex possessore, è un piacere scoprire la mappa e cosa ha in serbo per noi. Purtroppo i dungeon (veri e propri sotterranei caratterizzati da puzzle e regole che ne modificano leggermente il gameplay) e le caverne (monostanze con un singolo puzzle/nemico/scrigno) si assomigliano un po’ tutti, sia visivamente che nella risoluzione degli stessi.

Gli stickers andranno equipaggiati negli appositi slot.

Tolto ciò che viene generato casualmente, all’interno del gioco troveremo quattro torri, le quali richiederanno al nostro eroe di raggiungere un determinato livello prima di poterle affrontare: due di esse doneranno un nuovo gadget, necessario a superare la torre successiva, le altre due ci metteranno di fronte a un boss, messo a protezione di un prezioso artefatto che, una volta distrutto, indebolirà la strega (che può essere affrontata anche prima dello scadere dei cinque giorni, semplicemente andando a dormire nella casa del protagonista).
Le quattro torri sono obiettivi assolutamente secondari, non necessari alla chiusura della partita in modo positivo, ma le ricompense che offrono sono ghiotte, starà a voi capire come sfruttare al meglio il tempo limitato che avrete: i giorni scorrono veloci e le cose da fare sono molte.

I puzzle sono davvero ben costruiti

Un gioco davvero valido e divertente, minato da sotterranei ed enigmi a volte troppo simili (per quanto ben congegnati), qualche rallentamento di tanto in tanto e una colonna sonora non proprio memorabile, ma con numerose possibilità e dal prezzo accessibile, che riuscirà a tenervi incollati allo schermo per qualche decina di ore.
Per chiudere una run in maniera positiva ho personalmente impiegato quasi quindici ore, ma il titolo si lascia rigiocare volentieri grazie agli equipaggiamenti e alla varietà della mappa, oltre alla gran quantità di segreti.

Peccato per la mancanza di una modalità cooperativa online, che avrebbe potuto aggiungere ulteriore divertimento a The Swords of Ditto.

Perché sì:
Perché no:
  • Divertente
  • Colorato
  • Un mondo da scoprire ogni volta

 

  • Dungeon a volte troppo simili
  • Cooperativa online assente

Anello Laser

Stile grafico

Carisma20 - Biografia

Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca... The bones of beasts and the bones of kings become dust in the wake of the hymn. Mighty kingdoms rise but they all will fall, no more than a breath on the wind.