Pubblicato il 13/01/22 da Ciro Muso Acanfora

The Gunk – Un Mondo da Ripulire

Ripulire un pianeta per ritrovare un tesoro, e forse qualcosa in più.
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In un mondo futuristico in cui la colonizzazione spaziale è diventata all’ordine del giorno, ritrovarsi a scoprire per primi un mondo pieno di risorse equivale ad assicurarsi ricchezze a vita. E per qualcuno, questa è l’unica possibilità di arrivare a fine mese.
Uscito il 16 Dicembre, sviluppato da Image & Form Games e pubblicato da Thunderful Games su PC, Xbox One e Xbox Series X|S, la nostra recensione di The Gunk ci porta nei panni di Rani e Becks, due ragazze che si ritrovano per caso su un pianeta a prima vista in rovina ma che nasconde qualcosa di più.

The Gunk – Al salvataggio di un pianeta

Rani e Becks sono due ragazze con una speranza: trovare un nuovo mondo pieno di risorse in grado di permettere loro di ripagare i debiti (e permettersi, dopo, anche qualche sfizio). Giungono così su un nuovo pianeta inesplorato, ricoperto da questa melma chiamata “Gunk”. Una volta ripulita una piccola parte da questa melma, però, le due si rendono conto che all’interno del pianeta c’è una riserva d’energia abbastanza grande da renderle, potenzialmente, ricche.

Mano a mano che Rani ripulisce il pianeta, però, inizia ad incontrare animali variopinti e reperti archeologici di civiltà antiche. Decide quindi di investigare più a fondo, fino a scoprire ciò che il pianeta sta davvero nascondendo.

Per tutta la durata del gioco non verrà specificato il rapporto fra Rani e Becks, lasciando al giocatore la libertà di decidere se le due siano solo amiche, sorelle o addirittura amanti.

The Gunk propone una narrativa lineare, relativamente semplice e senza eccessivi ornamenti o abbellimenti. Un qualcosa di relativamente già visto, ma in un contesto nuovo e interessante dalla durata di circa 4 ore di gioco.

È impossibile inoltre non notare un’allegoria fra quelle che sono le vicissitudini incontrate durante la nostra avventura e quella che è la nostra realtà, rappresentando una critica sociale non troppo velata verso il finale, apprezzabile sotto alcuni punti di vista ma forse un po’ grossolana e sempliciotta nel complesso.

Slurp

In termini di gameplay, The Gunk si rivela un gioco semplice con un’unica vera meccanica principale: il braccio meccanico di Rani, chiamato “Pumpkin” a causa del suo colore, è in realtà un potentissimo aspiratore in grado di risucchiare la melma che avvolge il pianeta. Questo permette quindi alla nostra protagonista di ripulire, poco a poco, le varie aree esplorabili che, mano a mano, apriranno la via a nuove zone di interesse.

Saranno inoltre disponibili numerosi e vari potenziamenti, ottenibili scambiando alcune delle valute presenti sul pianeta ed aspirabili da Pumpkin, che conferiranno al giocatore bonus aggiuntivi come velocità di movimento o di aspirazione aumentati oltre che alcuni power-up necessari per proseguire nel gioco.

Gli upgrade saranno sbloccati mano a mano che il giocatore scopre e analizza nuove tipologie di piante e strutture.

Parlando un po’ di level design, che in un gioco costituito per metà da esplorazione è una cosa abbastanza importante, possiamo dire che questo aspetto è davvero curato: nonostante le varie aree di gioco siano relativamente lineari, questo non sarà un problema dato che il giocatore si sentirà spesso e volentieri così avvolto da ciò che lo circonda da ignorare la questione, arrivando ad esplorare le varie zone come fossero molto più ampie di quanto non siano in realtà.

Unica piccola pecca che si può sottolineare è la ripetitività, e soprattutto il caos, che potrebbero essere avvertiti verso la fine del gioco a causa di un paio di livelli che avrebbero potuto, a mio parere, essere gestiti meglio.

La pulizia prima di tutto

Dedichiamoci adesso a tutto quello che è il comparto tecnico e artistico del gioco, partendo da framerate e caricamenti: il gioco gode di una buona stabilità per tutta la sua durata, mantenendo un framerate costante sui 60FPS (almeno nella versione PC, da noi giocata), fatta eccezione per la penultima zona del gioco (la stessa di cui si parlava sopra, menzionando il level design un po’ carente) che soffre di VIOLENTI cali di framerate, seppur in situazioni in cui il giocatore deve attendere la salita di un ascensore.
I caricamenti, invece, sono decisamente rapidi e si aggirano attorno ai 4/5 secondi per passare da una zona all’altra. Sono però numerosi, in quanto molte zone sono separate da un loading screen per permettere al livello di caricare a dovere.

Passando al lato artistico, The Gunk mostra delle leggere carenze in termini di modelli 3D e texture, non particolarmente eclatanti, ma questa carenza viene colmata egregiamente da una palette cromatica vivace e colorata, degna di un intero mondo esotico e affascinante completamente da scoprire.

Anche le creature presenti rispecchieranno il colorito mondo di gioco.

In termini di comparto audio, invece, ritroviamo una soundtrack per la maggior parte rilassante e che si sposa perfettamente con la natura esplorativa dell’opera, intervallata a brevi tratti da musiche un po’ più movimentate nelle fasi più concitate.

The Gunk – L’ennesima buona esclusiva da parte di Microsoft

In tutta onestà, The Gunk non può certo essere considerato un gioco imperdibile. È un’opera piuttosto semplice, relativamente breve e senza esagerati spunti creativi di cui trattare a fondo.

Nonostante questo, considerando la carenza di uscite nel periodo natalizio e soprattutto il fatto che il gioco è arrivato già al Day One su Xbox Game Pass, The Gunk può essere un’esperienza piacevole e rilassante da provare per chiunque sia interessato ad esplorare un mondo interessante e con qualche sorpresa da regalare.

  • Una meccanica principale singolare ma interessante.
  • Esplorazione divertente e curata, mai noiosa.
  • Durata perfetta.

 

  • L'ultima parte avrebbe potuto essere più curata.
  • Trama poco innovativa e poco intraprendente.

Muso - Biografia

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