The Caligula Effect: Overdose

I bei tempi d'ottone

Pubblicato il 11/04/19 da Ruka
recensione
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The Caligula Effect: Overdose

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Introduzione

Non basterebbe una vita a contare le produzioni nipponiche a tema scolastico, indice che gli stessi giapponesi trattano tale periodo con un occhio di riguardo, come a ricordare una giovinezza passata che ha portato con sé gioie e dolori.
Proprio per questo l’idol virtuale μ si è prodigata nella creazione di Mobius, un mondo fittizio popolato da coloro desiderosi di fuggire dalla realtà e propensi ad abbracciare un contesto tanto idilliaco quanto menzognero pur di rivivere i propri anni d’oro.
Nei panni di un protagonista muto, del quale potremo decidere nome e sesso, avremo il compito di fuggire da quella che ormai sembra essere diventata una vera e propria gabbia di matti. Con questo The Caligula Effect: Overdose saranno riusciti i ragazzi di Aquria a rimediare ai propri errori? Scopriamolo insieme.

L’obiettivo del Go-Home Club vi verrà sbattuto in faccia diverse volte.

Trama

Tutto inizia durante la cerimonia di apertura scolastica, quando il nostro protagonista, chiamato all’appello sul palco, inizia a notare che qualcosa decisamente non quadra: la realtà intorno a lui si distorce mostrando macchie, simili ai bug di un gioco, su ciò che lo circonda.
Preso dal panico corre via, per poi venir salvato dal capobranco del Go-Home Club: un gruppo di ragazzi decisi a svelare i misteri più reconditi del Mobius al fine di poter lasciare quel mondo farlocco ormai in perenne stallo. A mettergli i bastoni fra le ruote ci penseranno gli Ostinato Musicians, studenti d’elite col compito di preservare l’integrità del sopracitato ambiente virtuale fornendo nuove canzoni a μ.
Nonostante una premessa narrativa indubbiamente affascinante per gli amanti del genere, le magagne derivanti da un uso forse troppo marcato degli stereotipi non tardano a mostrarsi e spesso si finisce per assistere a sequenze di dialogo prive di mordente – e la mancanza di animazioni facciali non aiuta – che riescono nell’ingrato compito di mandare alle ortiche quanto di buono è stato scritto in termini di trama.

Notare l’inamovibile espressione della ragazza sulla sinistra.

Gameplay

Proprio le canzoni di μ, se ascoltate troppo a lungo, trasformano gli ignari studenti in Digihead, esseri corrotti che, com’è facile intuire, faranno le veci dei classici mob da macinare in punti esperienza: come in una certa serie, i protagonisti sbloccheranno un forte potere derivante dalle emozioni negative, tale Catharsis Effect, che consentirà loro di usufruire delle più svariate abilità in combattimento.
D’altronde il battle system è ciò che sorregge l’intera opera, presentando spunti non poco interessanti senza tuttavia rinunciare a qualche incertezza: tutto si basa su un meccanismo denominato Imaginary Chain che consente di vedere in anticipo le mosse degli avversari e quindi agire di conseguenza. Un sistema tanto semplice quanto complesso che funziona egregiamente, ma che purtroppo sul lungo andare si rivela un’arma a doppio taglio: se da un lato il beneficio della precognizione aggiunge agli scontri una valenza tattica notevole, dall’altro li rallenta sensibilmente risultando poi deleterio per le sessioni di grinding.
Fuori dalle schermaglie, a farla da padrone è il Casuality Link, una sorta di diagramma che collega ogni singolo studente presente nel Mobius e di cui dovremo scoprire i traumi per accedere a succose ricompense: anche qui il lavoro svolto nella caratterizzazione del mondo è encomiabile, ma non riesce a scrollarsi di dosso una ripetitività di fondo troppo evidente per essere ignorata.

Mi piace Kotono se non si fosse capito.

Comparto Tecnico

Nonostante uno sfoggio discreto dell’Unreal Engine 4, la parte puramente tecnica di The Caligula Effect: Overdose si perde in un bicchiere d’acqua, presentando sì un buon comparto texture affiancato da effetti particellari gradevoli, ma tarpando il tutto tramite legnosissime animazioni e modelli poligonali decisamente scarni (quando poi durante i dialoghi vedrete i personaggi gesticolare in primo piano senza muovere le labbra sarà un mezzo dramma).
Discreto invece il sonoro, a patto di apprezzare il J-Pop al punto tale di soprassedere riguardo un loop di OST piuttosto insistente, quasi in grado di infastidire i non estimatori del genere; nulla da dire sul doppiaggio giapponese, di ottima fattura, che vanta nomi illustri all’interno del cast.
Un plauso va invece all’interfaccia, minimale ma efficace e stilosa (seppur non ai livelli di Persona 5, con cui il titolo condivide più di una similitudine)

I menu non saranno quelli di Persona 5 ma fanno la loro figura.

Conclusioni

The Caligula Effect: Overdose è una produzione che rimedia ai passi falsi compiuti dal gioco originale, andando a limare quelle legnosità che ne inficiavano la fruizione. Purtroppo non riesce a convincere in toto per via di alcune scelte infelici compiute in fase di sviluppo, ma nel complesso è lecito definire il titolo come un nuovo inizio per Aquria, un team dalle grandi potenzialità che da qui in poi potrà solo migliorare.

Perché sì:
Perché no:
  • Trama intrigante...
  • Battle system profondo e sfaccettato...
  • Il Casuality Link estende la longevità
  • Piacevoli i menu

 

  • ... sfruttata malino
  • ... forse troppo lento per alcuni
  • Tecnicamente altalenante

Kotono

Battle System

Ruka - Biografia

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?