Pubblicato il 08/07/26 da Luca Dedei

Rhythm Paradise Groove – Recensione

11 anni di attesa ben ricompensati.
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Dopo 11 anni di distanza dall’ultimo titolo della serie, uscito su Nintendo 3DS, Rhythm Paradise Groove segna il ritorno di una delle proprietà intellettuali forse più di nicchia di casa Nintendo. Debuttando su Nintendo Switch, con completa compatibilità con Nintendo Switch 2, il gioco ha dunque l’arduo compito di riconquistare la propria storica cerchia di appassionati e, al contempo, attirare una nuova platea di giocatori.

Rhythm Paradise Groove – Ritmo estetico e umorismo giapponese

Rhythm Paradise Groove, mantenendosi fedele alla serie Rhythm Paradise (conosciuta in America come Rhythm Heaven e in Giappone come Rhythm Tengoku), è definibile come una ricca raccolta di minigiochi musicali, ognuno dei quali si mette in mostra con uno stile e una melodia unica, al cui interno il giocatore dovrà semplicemente premere il tasto A (o anche i tasti direzionali in alcuni minigiochi) a tempo di musica, seguendo delle regole che cambiano di brano in brano.

La particolarità della serie, e di conseguenza anche di questo titolo, è che non abbiamo uno spartito e delle note a schermo, ma i nostri input corrisponderanno a delle azioni compiute dagli eventuali personaggi di scena, che siano una cuoca che deve raccogliere la frutta lanciata, dei gatti rotolanti o delle piccole creature con ombrellini che si aprono e si chiudono.

La sfida sta dunque nel decifrare indizi sonori, visivi o concettuali per poter compiere una sequenza quanto più ritmica possibile, il tutto confezionato con lo stile grafico minimale ma estremamente curato e preciso che da sempre contraddistingue sia Rhythm Paradise che WarioWare, con cui condivide gli stessi sviluppatori, e condito da un umorismo tipicamente giapponese, demenziale e assolutamente nonsense: il gioco infatti si diverte a introdurre bizzarre distrazioni visive creando così una sfida che però è in grado di mantenere un’atmosfera scherzosa e che spinge a ridere dei propri errori anziché generare frustrazione.

Il conteggio delle sfide tocca la mostruosa quota di circa 80 elementi: un numero imponente che si raggiunge contando le prove base, le rispettive varianti a difficoltà avanzata e gli immancabili “Remix” che fondono i segmenti dei 4 minigiochi precedenti all’interno di una canzone del tutto inedita. Da sottolineare poi la presenza di alcuni brani cantati da personalità anche piuttosto famose del panorama giapponese, che si mischiano perfettamente alle melodie dello storico direttore musicale e compositore della serie Tsunku♂, in una schiera di brani di altissima qualità.

Rhythm Paradise Groove – Tanti, tanti contenuti extra

Nonostante la gigantesca mole di contenuti “standard”, Rhythm Paradise Groove non si ferma qui. Per i completisti e gli amanti della massima concentrazione c’è la possibilità di affrontare un livello di sfida che sa diventare straordinariamente accattivante, con la richiesta (totalmente opzionale) di fare 3 perfetti di fila e successivamente anche a “occhi chiusi” a schermo nero, basandosi dunque solamente sulla memoria muscolare e gli indizi sonori.

E se già questo può aumentare esponenzialmente il numero di ore di gioco, ci sono anche altri contenuti extra: una sorta di minigiochi nella collezione di minigiochi, Modalità secondarie semplici e concettualmente basate sulla ripetizione infinita o attacchi al punteggio, ideali per staccare un attimo tra una sessione di giochi principali e l’altra. Tra questi, quella che brilla di più, e di cui vale la pena soffermarsi un attimo, è sicuramente BeatSpell.

Questa modalità si configura come un vero e proprio gioco nel gioco dalle tinte roguelike: esplorando i vari livelli e stanze di una grotta e combattendo mostri a tempo di musica, bisogna giostrarsi tra la scelta delle note e il loro ritmo per determinare il lancio di magie offensive, difensive o curative. Il tutto forte di una narrazione semplice ma adorabile, e che vanta una tale complessità strutturale che, se fosse stato venduto separatamente, avrebbe tranquillamente potuto imporsi come un eccellente gioco a sé stante (ovviamente con le giuste accortezze per renderlo tale).

Infine, abbiamo una solida modalità multigiocatore locale da 2 a 4 utenti, ricca di minigiochi creati ad hoc che dunque aumentano anche loro il numero di gioco offerti, e una galleria dove è possibile leggere piccoli racconti come ricompense di varie sfide (i perfetti, il superamento di livelli di BeatSpell e altro) ma anche riascoltare i vari brani con o senza video, in modo tale da non farci mancare nulla per questo genere di gioco.

Conclusioni

Rhythm Paradise Groove, per ciò che si propone di essere e per la quantità di contenuti che effettivamente mette sul piatto, è un titolo che oggettivamente non presenta difetti strutturali.

Il gioco abbraccia qualsiasi tipo di utente grazie a uno spettro di difficoltà ampio: le sfide più ardue (come la caccia ai perfetti o i livelli più avanzati di Beat Spell) sono infatti totalmente extra e non bloccano la progressione principale (se è possibile indicarne una al di fuori del semplice sblocco di tutti i brani) permettendo a chiunque di godersi il gioco fino ai titoli di coda prima di dedicarsi al completismo.

Volendo proprio cercare il pelo nell’uovo, si può dire che il menù principale è esteticamente rivedibile, la voce d’accompagnamento in stile Loquendo alla lunga rischia di stancare (ma fortunatamente è disattivabile) e sarebbe stato preferibile, oltre a quella automatica, avere anche una regolazione manuale della latenza per chi gioca su TV.

Al netto di queste piccolezze e di qualsiasi giudizio soggettivo legato al gradimento del genere o dell’umorismo proposto, ci si trova davanti a un prodotto pressoché perfetto, il cui valore è ulteriormente enfatizzato da un prezzo di lancio di soli 40 euro, un lusso per il mercato console moderno.

Se siete dunque interessati a vedere (e sentire, in questo caso) in azione le varie dinamiche di Rhythm Paradise Groove, oltre alla demo gratuita disponibile nel Nintendo eShop, potete dare un’occhiata alle prime ore di gioco provate dal sottoscritto tramite il gameplay live qua sotto

  • Rapporto qualità/prezzo eccezionale
  • Varietà e rigiocabilità immense
  • Stile perfettamente in linea con i precedessori
  • La modalità BeatSpell
  • Difficoltà scalabile per tutti
  • Divertente comparto multigiocatore

 

  • Interfaccia dei menù migliorabile

Kimer - Biografia

Eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente.

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