R-Type Delta torna in circolazione con la classica promessa delle operazioni di lifting: “più nitido, più fluido, più bello”. E sì, è tutto vero… ma non è questo il punto; il punto è che Delta non ha mai avuto bisogno di essere bello, aveva solo bisogno di essere temuto. Questa versione HD Boosted non lo edulcora, non lo addomestica, non lo trasforma in un gioco “per tutti”. Si limita a togliere la polvere dal cadavere e servirlo su un piatto lucido. E funziona. Funziona maledettamente bene.
![]()
La lucidatura dei poligoni non cancella la cattiveria
I modelli sono più puliti, i contorni si vedono finalmente senza scalettatura e aliasing, e gli stage mostrano dettagli che all’epoca la PS1 sognava, sognava in grande ma con anche sostanze stupefacenti, su certi stage, con mostri biomeccanici, colori lisergici, esplosioni a pieno schermo, insomma davvero molto bello. Fine della parentesi estetica.
Perché nel momento stesso in cui premi Start, R-Type Delta ti guarda negli occhi e ti dice: “So dove vivi. E so quanto sei lento ”; non c’è frame rate stabile che tenga: se non conosci i pattern dei Bydo, ti ritrovi smembrato in tre secondi, e anche se li conosci, R-Type Delta HD tenta di farti saltare in aria comunque, con quella filosofia tipica degli shooter di una certa caratura: Ogni tua minima distrazione è un permesso di sepoltura firmato e timbrato! sei morto perché sei troppo lento, o troppo stupido!
![]()
Tre navi, mille bestemmie
Le tre varianti della R-Series sono lì, come vecchi compagni di sbronze: l’R-9 è il classico amico affidabile, Force e armi li conosci se sei già salito bordo di un titolo della serie R-Type; l’R-13 è la nave metallara della situazione, nera incazzata, con il Force ad ancora e il colpo caricato devastante, ma utilizzarla alla sua massima performance è tutto un altro discorso, e poi c’è l’R-902 l’amico silenzioso ma bravo negli sport, il Force con i tentacoli ti richiama R-Type Leo, e di conseguenza ti serve un modo di giocare diverso dal solito, insomma bestemmie e soddisfazione.
Il “Force” è sempre il vero protagonista: un’estensione del tuo istinto suicida; lo lanci avanti e speri che faccia piazza pulita prima che il resto dello schermo decida di trasformarti in coriandoli; Il “Delta Attack”? Una bomba atomica inserita in un gameplay che ha sempre amato punirti se la usi nel momento sbagliato. E lo userai nel momento sbagliato. Sempre. Ma quando prendi il controllo di tutti questi armamenti, beh è quel momento dove passi da carne morta a pilota, e tutto il dolore viene ripagato in un colpo solo.
![]()
Atmosfera: biomeccanica, oppressiva, splendida
Delta non è uno shooter “colorato”, non è celebrativo, non è giocoso; è un viaggio nella decomposizione, un catalogo di orrori techno-organici che sembrano sussurrare “perché sei tornato?” e tu di conseguenza: per fare tabula rasa di tutto questo!
Le musiche, Ripulite per l’occasione, amplificano questa sensazione da sala operatoria abbandonata. Non ti spingono avanti: ti accompagnano al funerale, è ancora da capire se sarà il tuo o il loro, ma intanto goditi il viaggio.
Ovviamente c’è anche una modalità practice:
Serve?
Certo.
Ti salva?
No.
Practice è come un personal trainer che ti vede crollare sul tapis roulant e dice:
“Bravo, almeno stavolta sei morto dopo 12 secondi invece che 10.”
Una carezza amara, ma apprezzabile.
![]()
Sentenza
R-Type Delta: HD Boosted è una rimasterizzazione pulita, onesta, chirurgica; non snatura, non modernizza a caso, non ti prende per mano, ma ridona vita a uno dei capitoli più feroci e visionari dell’intera serie… e poi ti lascia lì, da solo, nel vuoto cosmico, a combattere un esercito di mostri che non proveranno mai alcuna pietà.
Se non ti va l’idea di soffrire, evita.
Se ami gli shmup perché non fanno sconti a nessuno… benvenuto nel dojo.
|
|