Un mondo lontano, eppure con temi molto vicini al nostro. Questo è il setting di Planet of Lana II, titolo sviluppato dallo studio Wishfully, che continua a raccontare la storia della giovane Lana in un mondo dove l’avarizia e il potere dividono le tribù del loro pianeta natale.
Planet of Lana II – Premesse ordinarie…
Partiamo subito con le cose basilari di questo titolo: come potete leggere dalla descrizione negli store, di cui ho citato alcune frasi nel paragrafo precedente, i temi di Planet of Lana II non sono di certo tra i più innovativi.
Dal sottotitolo Children of The Leaf, il mondo di gioco è un ossimoro che mostra tribù in mezzo alla natura alternarsi con tecnologie avanzatissime, senza alcuna via di mezzo, ed è il forte abuso dell’utilizzo di queste ultime che sta portando alla rovinae delle prima. Insomma, la classica morale da film dello Studio Ghibli, forte ispirazione per i temi di questo titolo.
Non aiuta il fatto che a livello di gameplay si tratta di un puzzle-adventure molto semplice, dove per la maggior parte del tempo ci ritroveremo a tenere premuto l’analogico verso destra e ogni tanto ci ritroveremo davanti a un enigma, che risiede nel capire come e dove andare più che risolvere indovinelli, dai comandi un pelino legnosi o a un filmato di storia, per poi continuare la camminata sempre nella stessa direzione. Anche in questo caso, elementi già visti spesso in titoli di questo tipo.
Con delle premesse così, scusate il termine, “banalotte”, cosa porta Planet of Lana II ad essere effettivamente un ottimo titolo del suo genere? Come vedremo tra poco, la sua realizzazione.

Planet of Lana II – …dalla forte espressività.
Avviando il gioco per la prima volta, appare un disclaimer che avvisa che soltanto il recap del primo capitolo (di cui ringrazio la presenza) mostra i sottotitoli. I dialoghi del resto della partita saranno parlati in un linguaggio inventato senza alcuna possibilità diretta di comprensione, se non tramite quella che è un’ottima realizzazione espressiva tra linguaggio del corpo, toni di voce e azioni, in grado di far intendere perfettamente le intenzioni e il proseguire della storia con le varie personalità coinvolte, cosa non molto semplice dato che oltre a personaggi umani abbiamo anche una sorta di felino e degli androidi.
Questa espressività artistica genera un bellissimo effetto a catena, che si ripresenta sia nei vari capitoli di storia, con la buona varietà di ambientazioni che esploreremo durante il viaggio per cercare gli ingredienti di una cura per il malessere provocato dall’esagerato numero di scavi di minerali misteriosi, che nel gameplay, con molti indizi visivi che aiutano alla risoluzione delle varie sfide di percorso, premiando il giocatore che riesce a stare nel flow estetico del gioco.
Ricordandoci quindi che non stiamo parlando di un film dove si guarda e basta, anche i comandi del gioco provano ad essere unici, grazie alla meccanica di divisione dei personaggi, nella quale gestiamo sia Lana, la ragazza, che Miu, il felino (credo?), in grado di svolgere attività e movimenti molto diversi tra loro. Il risultato è un modo carino per muoversi nei puzzle, ma per cui è necessario un po’ di tempo e pratica per abituarsi alla configurazione.
Conclusioni
In quello che è da considerare più come un secondo episodio che un effettivo secondo titolo, Planet of Lana II è un gioco dalla breve durata e dall’ottima resa estetica e narrativa, dai comandi strani ma interessanti, che però tende un po’ a cadere nella ripetizione, con enigmi che all’inizio offrono una buona varietà per poi ridursi a ripetersi molto spesso nelle fasi finali, specialmente quelli che usano il nuoto come elemento di rallentamento.
Un titolo che può interessare moltissimo ai giocatori in cerca di un’immersione stilistica, di qualcosa che vuole raccontare una storia e che da priorità più ai temi che al gameplay, che comunque cerca di avere una sua identità.
|
|