Pubblicato il 11/09/20 da Samuel Castagnetti

Parkasaurus

Imagine the possibilities
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Ancora davanti all’ormai eterno dilemma su un gestionale di parco divertimenti con i dinosauri. Dopo quella pugnalata alla schiena ad opera di Frontier Developements chiamato Jurassic World Evolution e lo schiaffo morale su quello che poteva essere chiamato Planet Zoo, ho voluto dare una possibilità a Parkasaurus. È giusto ridimensionare subito le aspettative: almeno per il momento non è un gioco della portata di un Planet Zoo, e probabilmente non riceverà mai le mod che ricevono i giochi Frontier, ma è un’unione effettiva di dinosauri e gestionale “come di deve”.

Parkasaurus piramide
Una bella priamide ci sta sempre.

Gameplay di Parkasaurus

Il succo del gameplay è sostanzialmente quello che ci si può aspettare dall’ultimo Planet Zoo: fai le gabbie, falle che piacciano alle bestie che ci metti dentro, profit. Alla base si aggiunge un sistema di ricerca doppia, con la scienza e con i cuoricini. Con queste due currency, che si generano sostanzialmente giocando e tramite attività e strutture specifiche, si possono comprare upgrade e nuove strutture per il nostro parco. Il gioco comprende anche una meccanica che permette di trovare nuovi fossili con cui ottenere nuovi dinosauri: si tratta degli scavi; questa attività permette di ottenere vari fossili e pietre preziose oltre che monete e altri oggetti di valore.

Parkasaurus inverno
Il fresco di cui purtroppo non si gode adesso.

In generale il gameplay non va a reinventare la ruota; è, come detto, una base già vista e molto solida, unita a qualche novità carina. Alla lunga potrebbe stancare anche perché, almeno per ora, in termini di customizzazione delle strutture è meno flessibile rispetto ad un gioco Frontier qualsiasi escluso JWE. Il paragone con Frontier è scomodo ma necessario perché per il momento, a parte i fasti passati dei Tycoon, è il punto di riferimento del genere. Per quanto riguarda l’esperienza di gioco, direi che a parte limitazioni di genere economico, una volta che si riesce trovare la quadra con le proprie gabbie il gioco si gioca abbastanza da solo. Detto questo, è comunque divertente e offre buone opzioni di design del parco.

Parkasaurus campagna
La schermata della campagna di Parkasaurus.

Tutto il resto su Parkasaurus

Parkasaurus è inevitabilmente indie, e ne soffre le limitazioni. A livello di ottimizzazione, non ho trovato particolari problemi: il gioco è veloce, leggero e non crea problemi significativi. Per quanto riguarda lo stile grafico ho opinioni contrastanti dentro di me. Da una parte capisco la strada che hanno preso, con i dinosauri carini, colorati e simpatici, dall’altra mi ammazza il perché mi piacciono i dinosauri, relegandoli al ruolo di giocattolini. Sia chiaro, la mia non è una critica, è una opinione personale; lo stile può tranquillamente piacere, ma a me personalmente mi lascia combattuto. L’audio di gioco non è male, potrebbe aver bisogno di qualche traccia in più sulla soundtrack, ma in ogni gestionale si tocca il momento in cui questa diventa ripetitiva a nausea.

Parkasaurus parco normale
Un bel parco classico per finire.

Conclusione

In generale Parkasaurus è un buon gioco, divertente, fa il suo mestiere e va per certi versi a coprire un buco lasciato da una follia commessa in passato. Il gioco in sé ha i suoi alti ed i suoi bassi, ma tutto sommato è un’esperienza solida e divertente.

  • Colorato...
  • Tappa un buco importante...

 

  • ...Ma forse troppo colorato
  • ...Ma lo tappa fino ad un certo punto

Rednek - Biografia

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.

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