Pubblicato il 27/09/19 da Ipah

Oninaki

Jojo reference
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Introduzione – Now loading

Oggi parliamo dell’ultima fatica per Nintendo Switch di Tokyo RPG Factory, gli sviluppatori conosciuti per Bravely Default e… per la roba che hanno fatto dopo Bravely Default.
Oninaki è un action RPG che già dai video di presentazione lasciava un po’ perplessi, ma una volta preso in mano ti cattura per le sue fasi riflessive. Sì, perché durante ogni caricamento avrete un sacco di tempo per riflettere sulla vita, gli amori, la morte e il destino.

Trama – From hero to zero

La casa di sviluppo nipponica è riuscita a creare, narrativamente parlando, un roller coaster di alti e bassi che difficilmente ho visto in altri titoli.
Beh no, non è proprio così, è più una parabola che parte alla grandissima e poi sprofonda in un abisso che non ho ben capito, ma cercherò comunque di spiegarvi… Perché devo, tipo, riempire la pagina. Stateci.

Il mondo di Oninaki è una realtà in cui la gente è sostanzialmente costretta ad accettare un lutto in famiglia di buon grado, perché se il dipartito vede i propri cari struggersi dal dolore rischia seriamente di non poter effettuare il passaggio a miglior vita e di non potersi reincarnare, rimanendo bloccato come fantasma nella dimensione terrena, che può addirittura portarlo a diventare un fallen… un mostro, sostanzialmente.
Allo scopo di mettere una pezza a tali problematiche vengono istituiti i Watcher, persone in grado di comunicare con tali spiriti ed eventualmente aiutarli a risolvere le loro questioni in sospeso. Kagachi, il protagonista, il Sasuke della situazione, fastidioso per il 95% del tempo, fa parte di una sorta di unità speciale mandata a svolgere le missioni più difficili. La X-Force di Oninaki.

Da questa premessa, la narrazione prende dei toni davvero cupi, affrontando diverse tematiche che mi hanno piacevolmente spiazzato: l’eutanasia, il suicidio, sedicenti sette pseudo religiose pronte ad approfittare della disperazione… Poi all’improvviso c’è un mega mostro cattivissimo che vuole devastare il pianeta e devi farti strada tra altri mostri per ucciderlo. Perché!? Era bellissimo, era fresco, era piacevole… Cos’è successo?

Una schermata che vedrete tantissimo.

Gameplay – Oninaki e gli stands

Dicevamo del Sasuke della situazione.
Sasu… Kagachi viene mandato a fare le missioni complicate perché può interfacciarsi con particolari spiriti, i Daemon, che combatteranno insieme a noi durante l’avventura.
Ogni Daemon è un esperto utilizzatore di una determinata arma, che diventerà anche la nostra arma nel momento in cui lo evocheremo e utilizzeremo. Potremo formare un team da quattro elementi intercambiabili a piacimento… per quello che li cambieremo. Ora, andiamo con ordine e cerchiamo di capire come e perché questa meccanica è buona come idee, pessima nella realizzazione.

Ogni Daemon ha la propria arma (come già accennato), le proprie abilità e il proprio albero dei talenti da poter evolvere utilizzando sia i token propri dello spirito che dei token generici spendibili da tutti. Ad ogni Daemon potremo anche equipaggiare armi nuove che i mostri man mano ci dropperanno (eh, ci mancherebbe, è un RPG).
Detto questo, le armi che dropperemo saranno tutte identiche tra loro (anche se quando sbloccheremo l’alchimista ci sarà permesso di riciclarle per potenziarne un’altra), i nemici dropperanno preferibilmente armi del Daemon che stiamo usando in quel momento, oltre al fatto che farà più exp e prenderà più token per aumentare il suo potere tramite il suo albero personale.

Carino no? Un sistema che comunque ti invoglia a “far girare” le evocazioni per usare un po’ tutti e diversificare il gameplay. Sì, in teoria, come in teoria c’è un Daemon adatto ad ogni situazione. Peccato che in pratica non sia così, ed esista una linea nettissima che divide i Daemon overpower da quelli terribili. La linea si ferma a Dia, quella con la pistola e la balestra, quella che non switcherete, tipo, mai più appena sbloccate un paio di skill, se non per ammazzare un po’ di gruppi di mostri con Aisha, la katana.

Dia <3

Ah già, vero, ci sono i mostri. I mostri partono bene, come la trama: differenziati, piacevoli da vedere, tosti il giusto, per poi sprofondare proseguendo nel gioco, con quegli stessi mostri coi colori cambiati, se non qualche innestino nuovo sparso per la mappa. I boss invece, per quanto mi riguarda, sono stati abbastanza ispirati e belli tosti. Sì, cioè, proseguendo il discorso di prima: tosti finché non avrete sbloccato le skill di Dia.

Per quanto riguarda la meccanica principale del gioco, il passaggio dal mondo terreno al mondo spirituale, vale il discorso fatto poche righe fa: ottime idee, blanda realizzazione. Il passaggio non comporta cambiamenti eclatanti, se non il poter parlare con i fantasmi. I mostri saranno pressoché gli stessi e l’unica peculiarità sarà il fatto di non poter esplorare il mondo spirituale per intero fin da subito: dovremo infatti prima trovare un mostro particolare, più forte degli altri, che ci permetterà di sbloccare l’area successiva che fino a quel momento era completamente nera, e all’interno della quale verremo shottati senza poter reagire in nessun modo.

Il primo boss, aka le imprecazioni.

Comparto tecnico – Ma è un bel vedere?

Tutto sommato Oninaki, nel limite delle possibilità si presenta con una bellissima atmosfera e dei buoni modelli per quanto riguarda personaggi, mostri e Daemon. Le mappe, soprattutto le prime, sono enormi, ripetitive e, al netto di qualche vaso o statua da distruggere, dannatamente vuote. Proseguendo, cominciano ad essere caratterizzate meglio anche loro, ma esplorarle è più monotonia che altro, e sono solo delle strade piene di mostri che servono a raggiungere il checkpoint.

Conclusioni – Oninaki Switch, worth it?

Tante buone idee realizzate male, frase che ultimamente, purtroppo, nel mondo videoludico sta venendo usata fin troppo spesso. Ma purtroppo così è, almeno per quanto riguarda Oninaki. Gli effetti particellari e la spettacolarità di alcune skill rendono, alla fin fine, piacevoli i combattimenti, ma anche quelli, dopo una manciata di ore, lasciano il tempo che trovano.

La Nintendo Switch in sé si presta bene per il titolo e ci si gioca senza problemi sia sulla TV che sullo schermino, mantenendo 30 fps fissi senza alcun rallentamento.

…e coi tempi di carimento che ha, ci mancherebbe pure. MA COSA DEVE CARICARE POI!?

Perché sì:
Perché no:
  • La trama affonta tematiche cupe, interessanti ed emozionanti...
  • Alcuni Daemon fortissimi e divertenti da usare

 

  • ...le prime 3 ore
  • Personaggi dimenticabili
  • Alcuni Daemon totalmente inutili.

Dia

Ipah - Biografia

Ipah
Mi sa che mi tengo tutti i quarzi di Fate/Grand Order fino a luglio per Nero in costume da bagno.