Pubblicato il 25/06/21 da Luca Dedei

MechWarrior 5: Mercenaries & Heroes of the Inner Sphere – Recensione

Nuove piattaforme e una corposa espansione
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Nell’anno 3015 l’umanità ha colonizzato centinaia di sistemi stellari, la guerra si protrae ovunque, e i campi di battaglia sono popolati da giganti macchine pilotate chiamate BattleMech.

Questo è l’incipit di MechWarrior 5: Mercenaries, gioco di simulazione di battaglie tra mech sviluppato da Piranha Games che continua la serie ambientata nell’universo del gioco da tavolo di BattleTech. Il gioco ha di recente terminato la sua esclusività temporale su Epic Games Store, uscendo anche su Steam, GoG, Xbox One e Xbox Series X/S, insieme ad un corposo aggiornamento delle meccaniche e un DLC espansione chiamato Heroes of the Inner Sphere, che aggiunge nuovi contenuti e modalità.

MechWarrior 5: Mercenaries – Robottoni

So che può essere scontato riassumere il gioco con questa semplice parola, ma è sostanzialmente il termine perfetto per descrivere il titolo.

Infatti il gioco ruota completamente intorno alla moltitudine di macchine pilotabili che offre, e su come utilizzarle al meglio. Il gameplay sulla carta è molto semplice: sei un pilota di BattleMech su un campo di battaglia dove devi svolgere determinati compiti; durante le missioni ti ritroverai altri BattleMech nemici che dovrai affrontare utilizzando le armi che hai montato sul tuo mech.

Laser, missili, robottoni, esplosioni (in realtà non così tanto eclatanti) ma soprattutto la musica di sottofondo danno un meraviglioso senso di potenza.

Da questo concetto poi il gioco si espande in una moltitudine di meccaniche, infatti a seconda del mech si potrà essere veloci e leggeri oppure lenti e resistenti. Inoltre ogni mech ha i propri slot di armi che possono essere laser, lanciafiamme, mitragliatori, missili; ognuno di questi può essere a corto, medio o ampio raggio, più o meno preciso, con colpo singolo, multiplo o continuo, etc.

La lista potrebbe persino continuare con la selezione del tier del componente, della sua rarità, della sua dimensione e del suo peso, oppure con la gestione delle munizioni in caso di missili/proiettili, o del calore in caso di armi laser, ma credo che mi fermerò qua, siccome già così si può capire quanto vasta sia la componente strategica e gestionale di questo gioco, avvalorata soprattutto dalla completa assenza di microtransazioni; infatti sono presenti due mercati, uno per le componenti e uno per i mech, che accettano solo valuta in-game, e sarà compito del giocatore gestire bene i soldi ottenuti tramite i contratti e/o vendendo vari componenti, sfruttando bene saldi, sconti di reputazione oppure sfruttando il mercato nero.

Tenendo quindi a mente che ogni parte ha il suo preciso compito (e soprattutto costo) all’interno della battaglia, durante quest’ultima sarà necessario sfruttare una deliziosa meccanica di resistenza delle parti del “corpo” separate, dove colpendo continuamente lo stesso componente, questo si romperà portando a diverse conseguenze, come per esempio lo svantaggio motorio in assenza di una gamba (e la conseguente sconfitta netta in caso di perdita di entrambe), la perdita di un’arma nel caso venisse a mancare l’arto che la conteneva (per esempio un braccio) e così via, in maniera simile a un gioco di wrestling dove però invece di grossi pezzi di muscoli abbiamo grossi pezzi di ferraglia.

Durante il tutorial viene spiegata perfettamente la meccanica di resistenza delle parti presente in MechWarrior 5: Mercenaries.

MechWarrior 5: Mercenaries – Una labirintica gestione delle risorse

Questa meccanica, che si pone alla base del combattimento di MechWarrior 5: Mercenaries, fa il giro tornando alla gestione delle risorse quando si scopre che la lesione e la possibile perdita di componenti andrà a incidere anche sui nostri mech, dovendo ricorrere a costi e tempi di riparazione in caso di danni leggeri o all’armatura in generale, oppure la completa sostituzione di un componente: armi, dissipatori o munizioni; in caso di perdita di queste ultime, dovremo quindi ricorrere in certi casi a versioni più deboli, se sono le uniche disponibili. Con in aggiunta il tempo che la riparazione o sostituzione richiede, una meccanica completamente in-game (al contrario di molti giochi moderni, soprattutto mobile) che necessita di un passaggio di tempo della storia (selezionabile tramite la timeline oppure compiendo altre azioni come contratti o spostamenti interplanetari) ma che contiene anche il periodico pagamento di tasse, per evitarne l’abuso.

Per ovviare a questo problema ci sono i mercati, i quali possono venderci componenti o persino interi (circa, essendo per la maggior parte mezzi distrutti) mech con i quali è possibile espandere il nostro arsenale. E qua entra in gioco un’altra meccanica fondamentale: il rispetto delle fazioni.

Dire che a un certo punto del gioco mi sono completamente perso nella gestione delle componenti da montare è un eufemismo.

Come detto nel primo paragrafo, ci troviamo in un mondo in guerra, diviso tra diverse fazioni militari in lotta tra loro. Nella modalità storia di MechWarrior 5: Mercenaries, come dice il sottotitolo, impersoneremo il comandante di un gruppo di mercenari, in cerca di vendetta per la morte del padre per mano di un altro gruppo sconosciuto. Questo ci pone in uno stato iniziale di completa neutralità verso tutte le fazioni, e a seconda delle nostre scelte, che si concretizzano nella selezione dei contratti (i quali sono di svariate tipologie, da demolizioni ad assassinii, passando per difese, raid, etc.) provenienti da una fazione a danno di un’altra, potremo aumentare la reputazione verso il cliente, il quale ci permetterà sconti e risorse migliori nel proprio territorio, oppure crearci dei nemici, i quali aumenteranno i prezzi solo per noi. Un’altra meccanica interessante inoltre è l’aumento di costo e tempi di riparazione nel caso ci si trovasse in territorio bellico, un tocco molto interessante che non solo aumenta la strategia ma anche il realismo del gioco.

Conclusioni

MechWarrior 5: Mercenaries, come feeling, risulta abbastanza ben fatto in combattimento: giocando con mouse e tastiera è possibile sfruttare al meglio la moltitudine di comandi disponibili per il mech, aumentando il realismo (o in questo caso, la sospensione dell’incredulità) del pilotaggio, con diversi tasti per le armi (fino a 5), la scissione tra movimento delle gambe rispetto al torso (infatti muovendo la telecamera per mirare, il macchinario non si girerà verso la direzione del cursore, ma proseguirà verso la sua direzione se non si muove anche il comando che indica la direzione, il tutto però regolabile tramite un apposito tasto in caso di necessità), la possibilità di giocare sia in terza persona che in prima (dal punto di vista del pilota nell’abitacolo) e, soprattutto, la possibilità di zoomare gradualmente fino a un 2x della visuale per poter mirare al meglio (azione fondamentale data la meccanica delle parti descritta precedentemente). Purtroppo parte di questo feedback si perde giocando tramite un controller, ma con un po’ di abitudine ci si può benissimo fare il callo, anche con l’aiuto di shortcut tramite croce direzionale.

È inoltre possibile guardare i vari mech in prima persona dal proprio hangar, giusto per farci un’idea dei bestioni che pilotiamo, oppure vedere quanto diavolo stia bene la vernice rosa che gli abbiamo applicato.

La nota dolente però si mostra quando si arriva alla difficoltà: infatti MechWarrior 5: Mercenaries ha vari picchi di difficoltà particolarmente tosti anche nella modalità storia, pensata per i giocatori novizi, i quali possono portare a diversi momenti di frustrazione o di smarrimento dopo aver magari perso un sacco di soldi e componenti in una sola missione andata male (dove, notifico, non esiste il game over: se si fallisce si va avanti con le conseguenze del caso, a meno che non si ricarichi il salvataggio). In aggiunta, la varietà di nomi di mech e componenti inerenti al mondo di BattleTech (che per un fan della serie può essere un punto a favore) può aumentare la sensazione di confusione, data la mancanza di un glossario veloce.

Per quanto riguarda invece i veterani, con la nuova espansione Heroes of the Inner Sphere è stata aggiunta una modalità carriera nella quale è possibile giocare direttamente come membro di una delle fazioni, partendo con set di mech, reputazione e soldi iniziali preimpostati, pensata appositamente per le difficoltà più alte.

In conclusione, MechWarrior 5: Mercenaries fornisce veramente molte modalità che, se non vanno a noia (cosa che può accadere per via della frustrazione e la non ampia gamma di mappe e asset al loro interno), possono risultare in svariate ore di gioco in singolo, moltiplicabili con gli amici tramite la modalità cooperativa online, disponibile anche in cross-play, con la quale è possibile giocare in multigiocatore la modalità storia, la carriera oppure la modalità libera, che permette la creazione di un contratto personalizzato per il puro gusto di continuare a giocare.

Nota finale, le prestazioni: con un Intel(R) Core(TM) i5-7600K 3.80GHz montato con una GeForce GTX 1060 6GB, con settaggi medio/alti, il gioco procedeva a 60 fps marmorei con pochissimi cali dovuti a caricamenti di diversi mech e porzioni di mappa simultaneamente.

MechWarrior 5: Mercenaries e il DLC Heroes of the Inner Sphere sono disponibili su PC, tramite Epic Games Store, Steam e GoG, e su Xbox One e Series X/S.

  • Gameplay complesso ma divertente
  • Estetica dei mech deliziosa
  • Gestione delle parti
  • Nessuna microtransazione
  • Elevata quantità di modalità
  • Profonda gestione delle risorse
  • Co-op online
  • Crossplay

 

  • Picchi di difficoltà
  • Mancanza di un glossario
  • Mappe abbastanza anonime e spoglie
  • Assenza completa della lingua italiana

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.