Pubblicato il 19/08/20 da Sara Porello

Late Shift

Una recensione tardiva tra cinema e console
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Late Shift – Il grande schermo su console

“Guardiamo un film”, mi dice il mio amico in una pigra e nuvolosa domenica di luglio, mettendomi tra le mani un controller e avviando Late Shift 

Il “film” inizia con una inquadratura panoramica su Londra, e la voce narrante del protagonista che filosofeggia sull’importanza delle scelte in ogni istante della nostra vita, e le conseguenze imprevedibili che ogni minimo gesto può avere. Ma dopo pochi secondi, ecco che il controller vibra, e quasi mi cade dalle mani, e sono chiamata, io, a decidere per il protagonista. Ed è così che mi ritrovo a “giocare” questo “film”, mentre il mio amico, in silenzio, si gode per l’undicesima volta lo spettacolo della stessa storia… ma diversa. 

Late Shift è un ibrido tra un film e un videogioco. Un film interattivo, uscito nell’ormai lontano 2016, sviluppato da CtrlMovie e diretto da Tobias Weber, e pubblicato da Wales Interactive. Mi sono ritrovata a “giocarlo” per caso, e con colpevolissimo ritardo, e si è rivelato uno dei film più belli che ho visto negli ultimi mesi. E anche uno dei videogiochi più belli che ho giocato negli ultimi mesi.

Storia – Scrivendo il copione 

Late Shift è un crime thriller ambientato nella Londra contemporanea, in cui il giocatore/spettatore veste i panni di Matt, guardiano notturno in un parcheggio, che si trova, suo malgrado, coinvolto in una faccenda criminale più grande di lui. 

Durante il suo turno serale, Matt viene coinvolto nel furto di un’auto sportiva, e si ritrova ostaggio di una piccola banda di criminali intenzionata a rubare una preziosissima porcellana cinese battuta a un’asta. Della banda fa parte anche May-Ling, che si ritroverà invischiata insieme a Matt in un’avventura criminale dalle conseguenze ben più ampie di quel che i due protagonisti avrebbero potuto immaginare. 

Lo spettatore/giocatore dovrà guidare Matt nella sua avventura e scrivere il copione, scena dopo scena, scelta dopo scelta, fino ad arrivare a uno dei 7 finali possibili. Uno dei punti di forza di questo gioco è che gli sviluppi della trama sono assolutamente realistici e verosimili, a prescindere dalla via narrativa che le nostre scelte comporteranno.

Le scelte morali (e pratiche!) che saremo chiamati a fare come Matt sono molto meno semplici e ovvie di quel che potete immaginare. Di conseguenza, l’immedesimazione e il coinvolgimento del giocatore, anche grazie a meccaniche di scelta in real-time, sono totali.

Una scena del film
Il labile confine tra un ostaggio e un criminale.

Meccaniche – Film corale 

Le meccaniche del gioco in sé sono talmente semplici che non mi soffermerò a lungo a descriverle: Late Shift si svolge proprio come un film, in cui lo spettatore osserva la storia che si dipana davanti ai suoi occhi, si lascia coinvolgere nei dialoghi, nelle scene d’azione. Una vibrazione del controller lo chiamerà a scegliere, e, in una perfetta riproduzione della vita reale, il tempo a disposizione per le scelte è alquanto limitato.  

Ho apprezzato molto questo aspetto, e molto spesso mi sono ritrovata a imprecare silenziosamente (…o anche no) immediatamente dopo aver scelto, nel timore di aver compiuto la scelta sbagliata; o a domandarmelo, dopo diversi minuti, chiedendomi se la scelta fatta in precedenza fosse stata saggia.

Ma, proseguendo nel gioco, ho spesso avuto l’impressione che alcune scelte non fossero davvero significative per l’esito finale: nonostante i 180 punti di scelta che il gioco presenta, non tutti hanno un impatto tangibile sulla trama, e spesso mi sono trovata ad avere l’impressione che, se avessi scelto un’altra opzione, sarei comunque arrivata a “quel punto”. Questo non toglie che la pressione, al momento di ogni scelta, si faccia sempre sentire, soprattutto per via delle tempistiche real-time.

Scelte di gioco
Lasciala indietro o convincila a fuggire con te. In real time.

La “meccanica” più interessante è però quella del film. Nei cinema in cui è stato proiettato Late Shift, gli spettatori hanno potuto vivere un’esperienza cinematografica interattiva unica: potevano controllare le scelte del protagonista tramite i propri smartphone, e il film procedeva secondo un meccanismo di decisione collettiva basata sulle scelte della maggioranza degli spettatori. Quando è uscito questo titolo, nel 2016, si trattava di un modo davvero innovativo di fruire di un prodotto cinematografico. 

Comparto tecnico –  Dietro la macchina da presa

È molto difficile dare un giudizio tecnico su Late Shift, in quanto non sarebbe possibile giudicarlo solo come se fosse un videogioco, o solo come se fosse un film. In questa sede, sembrerebbe forse più opportuno considerare il lato videoludico, ma sarebbe una visione parziale. Mi limiterò a dire che il videogioco Late Shift ha la grafica di un film, dunque eccellente. 

Questo titolo vede attori in carne ossa a interpretare i personaggi: John Sowerbutts nel ruolo del protagonista MattHaruka Abe nel ruolo di May-Ling, e altri attori poco noti al grande pubblico nei ruoli complementari. 

L’interfaccia di gioco è ovviamente minimal, e si limita alla descrizione scritta delle scelte da prendere, e ai sottotitoli (se scegliete di attivarli); questi ultimi sono disponibili anche in italiano, mentre l’audio è disponibile esclusivamente in inglese. 

Le transizioni tra le scene dopo una scelta sono naturali, non appaiono mai forzate nelle tempistiche o nella forma. 

Il gioco presenta più di quattro ore di filmato, ma la durata media una “partita”, è simile a quella di un film, circa un’ora e mezza. Riguardando il film più volte (o giocando più partite, mettetela come preferite), si possono esplorare vari snodi della storia, sbloccare nuovi episodi, e avere un’idea più completa sulle varie scelte e le loro conseguenze.

Statistiche di gioco
A ogni rewatch si possono esplorare nuove scelte…

Il cinema del presente e del futuro in Late Shift

Nel corso di questa recensione ho sottolineato come, al lancio, Late Shift fosse un prodotto innovativo dal punto di vista cinematografico. Ma in realtà, bisogna dire che Late Shift, ancora oggi, rimane un ibrido alquanto isolato. Dal lato videoludico sono ormai sempre di più i titoli interattivi, in cui il giocatore viene fortemente coinvolto nello svolgersi della storia e nell’esito finale, tanto che sarebbe impossibile compilarne una lista esaustiva; dal lato cinematografico, invece, sono purtroppo molto pochi i prodotti che sfruttano l’interattività, con alcune eccezioni di rilievo: penso a Bandersnatch di Black Mirror, in cui però la scelta non è collettiva ma individuale, trattandosi di un prodotto home video. 

È sorprendente per me che questa modalità di fruizione dei film non si sia (ancora?) diffusa in maniera significativa e capillare, e che le potenzialità dei prodotti interattivi rimangano per ora relegate all’ambito videoludico. Personalmente, mi auguro di vedere al più presto sugli schermi cinematografici e di casa più prodotti di questo tipo, in cui lo spettatore abbia un ruolo più attivo e venga maggiormente coinvolto nella struttura narrativa del film o serie TV. 

Nel frattempo, se finora ve lo siete perso, fatevi un favore e recuperate al più presto Late Shift: posso assicurarvi che non rimarrete delusi. 

 

scelte

immedesimazione

settima arte

Sara Porello - Biografia

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.