A distanza di qualche mese dal debutto originale su PC Xbox Series e PS5, Digimon Story Time Stranger è finalmente sbarcato su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
Avendolo sviscerato per bene su PC per la recensione che potete trovare sia in versione scritta cliccando qui, che in versione video in fondo all’articolo, sapevo benissimo cosa fare per provare al meglio questo test tecnico: difficoltà “storia”, speedrun saltando ogni filmato e dritti verso la città centrale del mondo digitale, quella che considero l’area più pesante e complessa a livello computazionale del gioco.
Eccovi dunque quello che ho potuto notare giocando la versione Nintendo Switch 2 di Digimon Story Time Stranger.
Digimon Story Time Stranger – Attenzione alla versione se volete prendere i DLC!
La prima cosa che ho potuto notare, avendomi affidato il codice per la versione Nintendo Switch e non quello della versione Nintendo Switch 2, è che Digimon Story Time Stranger, nel Nintendo eShop, non dispone di alcun pacchetto upgrade tra le due console, ma è presente come due prodotti distinti. Tuttavia, se installate e avviate il software per Switch 1 su una console Nintendo Switch 2, il gioco sbloccherà automaticamente le feature della nuova console, quali le opzioni grafiche avanzate, rimanendo però di fatto un software diverso rispetto alla versione Switch.
Perché sottolineo così spesso questa cosa? Perché nel caso vorreste acquistare in successiva sede i DLC disponibili tra i vari set estetici o i 3 pacchetti di storia e digimon aggiuntivi, dovete fare molta attenzione a selezionare quelli appartenenti alla vostra versione, andando dunque verso la versione Switch 1 anche se lo stato giocando su Switch 2 con le sue impostazioni aggiuntive.
Digimon Story Time Stranger – Performance e impostazioni grafiche
Passando quindi all’effettivo comparto tecnico, Digimon Story Time Stranger su Switch 2 risulta essere un edizione pressoché identica a quella che ho potuto provare su PC (e dunque immagino anche sulle altre console): non c’è alcuna riduzione poligonale dei modelli o downgrade delle texture, e le uniche differenze risiedono all’ovvia mancanza di un frame rate sbloccabile o delle classiche impostazioni esclusive delle versione per computer di qualunque gioco.
Per quanto riguarda poi le impostazioni grafiche, con un recente aggiornamento (disponibile anche sulle altre console gratuitamente) proprio per commemorare questa nuova edizione, il titolo mette a disposizione due configurazioni. La Modalità Qualità permette di raggiungere in modalità docked una risoluzione di 4K con supporto all’HDR, pagando per il prezzo di un frame rate ancorato a 30 FPS, accompagnato da quello che sembra essere un leggero input lag e qualche scatto di troppo, specialmente nelle zone più pesanti come Shinjuku e la Città Centrale ma anche nelle transizioni che portano ai combattimenti dove il gioco va in freeze per qualche secondo.
La situazione si ribalta invece attivando la Modalità Prestazioni. In questo caso Digimon Story Time Stranger punta tutto sulla fluidità, garantendo 60 FPS piuttosto stabili e capaci di rendere il gameplay estremamente responsivo e piacevole alla mano. Ovviamente il tutto con il compromesso di una la risoluzione abbassata a 1080p, uno stacco visivo piuttosto evidente se come me giocate su un televisore 4K, ma che risulta essere una manna da cielo se non vi interessa questo lato della qualità visiva o avete ancora uno schermo nativo a 1080p, oltre che ovviamente in modalità portatile, dove questa impostazione brilla in modo sorprendente.
Tra le due configurazioni in mobilità l’unica reale differenza percepibile risiede nella presenza o meno dell’HDR e al target dei fotogrammi. La risoluzione rimane in 1080p in entrambi i casi e grazie alla densità più alta dei pixel dovute a uno schermo più piccolo, il gioco si vede molto bene anche in modalità prestazione, dove dell’HDR non pesa affatto, dato che la palette cromatica e la qualità degli effetti visivi sono già eccellenti di suo.
Alla fine dei conti, trattandosi di un titolo con combattimenti a turni, ricco di dialoghi e caratterizzato da molte scene fisse, non vi è una reale necessità di avere una reattività fulminea o una velocità d’input esasperata. Di conseguenza, la scelta tra fluidità e risoluzione spetta unicamente al gusto personale del giocatore. Decidere quale delle due configurazioni sia la migliore per la propria esperienza è una possibilità estremamente comoda da avere a disposizione.
Conclusioni
La versione Switch 2 di Digimon Story Time Stranger dona una seconda giovinezza a questa produzione, che arriva sul mercato forte di tutti gli aggiornamenti finora rilasciati. Oltre al supporto per tutti i DLC acquistabili, i giocatori che hanno pazientato in questi mesi per goderselo su console Nintendo troveranno anche alcune piacevoli novità, come la Modalità Foto e la possibilità di aggiungere alla squadra il simpatico Terriermon Assistente (disponibili anche sulle altre piattaforme)
In attesa dei futuri aggiornamenti previsti, questa versione di Digimon Story Time Stranger si rivela un’ottima scelta sia per chi vuole rigiocare l’avventura in mobilità (dove, trattandosi di un JRPG dal forte focus sulle missioni secondarie, giova parecchio della natura ibrida della console), sia per chi vi si approccia per la prima volta. Con pochissimi compromessi rispetto alla versione PC, il pacchetto finale si allinea alle ottime prestazioni delle controparti console.
Vi lascio dunque infine, come sopracitato, la versione video della recensione del gioco completo!