Dopo 8 anni dal suo annuncio, ecco che la terza fatica di Media.Vision nel mondo dei mostri digitali arriva sulle nostre librerie. Digimon Story: Time Stranger è un titolo di genere JRPG Monster-Catching che ci porta in una nuova interpretazione della storica serie.
Digimon Story: Time Stranger – Un nuovo inizio
Al di fuori dunque di qualche citazione qua e là a Cyber Sleuth e altri capitoli, quella di Digimon Story: Time Stranger è un’ambientazione tutta nuova, ottima quindi per chi non è avvezzo alla serie o chi, come me, non la prende in mano da molto tempo (se non per lo strano esperimento di Digimon Survive).

Ci troviamo, sotto i panni di un agente di un’associazione chiamata ADAMAS, ad indagare le varie anomalie che hanno portato il mondo sull’orlo della fine con quello che viene chiamato “l’inferno di Shinjuku”. Ovviamente è banale dire che dietro a tutto ciò c’entrano i Digimon e dunque le nostre indagini ci porteranno a scoprire la loro natura e il loro mondo, con però l’ebrezza aggiuntiva di qualche salto temporale non voluto, che ci porteranno quindi ad scoprire una trama piuttosto intrigante che prende il suo tempo per introdurti i nuovi elementi per poi iniziare una serie di plot twist molto interessante.
Una narrazione che la fa molto da padrona, senza una vera esplorazione aperta se non per controllare ogni tanto qualche vicolo in cerca di oggetti nascosti, ma che comunque non dà la sensazione di tenerti per mano, dato che avremo diversi momenti in cui poterci prendere una pausa dalla storia per “farmare”, svolgere attività facoltative o completare missioni secondarie, con le quali ci permetteranno di conoscere meglio i nostri nuovi amici, umani o digitali che siano, e ampliare ancora di più le varie storie e situazioni intrecciate.

Digimon Story: Time Stranger – Con volti (quasi) conosciuti
Non toccando, come detto prima, la serie da molto tempo se non per qualche ri-visione nostalgica di Bokura no War Game, molti dei digimon presentati in questo nuovo titolo, per quanto non siano effettivamente “nuovi”, non li avevo mai visti. Mi ha fatto dunque molto piacere vedere una buona gestione del fanservice per aiutare chi conosce poco come me ad essere introdotto piano piano nelle nuove dinamiche per poi imparare ad amare anche i nuovi volti grazie all’aiuto di dialoghi molto divertenti e filmati con animazioni ben curate.
E per ciò sono rimasto molto contento anche di vedere come il sistema di bilanciamento delle statistiche è impostato in maniera tale da permettere di sperimentare diversi cambi per i membri che compongono la nostra squadra, senza mai ritrovarmi underlivellato, ovvero con i Digimon di livello inferiore a quello pensato per un determinato capitolo o combattimento.
Questa cosa può essere sintomo di una difficoltà generale troppo bassa? Non saprei dirlo con certezza dato che comunque sono presenti diversi livelli di difficoltà, con la mia partita impostata a difficoltà normale. Tuttavia mi sono lo stesso ritrovato a dover ragionare molto e abusare degli strumenti di cura per uscire illeso da diverse situazioni, senza però bloccarmi nello stesso punto per ore.
Ragionamenti che servono per riuscire a comprendere la moltitudine di meccaniche di combattimento. Con una grande quantità di elementi di quality of life che rendono molto piacevoli gli scontri di per sé, per bilanciare il karma è presente un’esposizione che risulta paradossalmente sia semplice che complessa.
Nel sistema di combattimento a gruppi, con 3 digimon schierati in campo sui 6 della nostra squadra, oltre alle comuni dinamiche quali resistenze o debolezze elementali (uniche per ogni creatura) oppure attacchi e difese fisici o magici, abbiamo anche la distinzione di tipologia del digimon che, tra dati, virus o vaccino, ci permette di avere un ulteriore elemento da tenere in conto per i nostri calcoli.
Un sistema che fuori dal combattimento va a unirsi a una gestione della personalità per gestire l’aumento delle statiche al livello, a un sistema di digievoluzione ad albero (tipica del brand, ovviamente) basata su diversi requisiti da rispettare per potersi trasformare, e anche le abilità del nostro agente protagonista da sbloccare con punti ottenibili tramite missioni, ritrovandoci così davanti a una composizione che sarebbe anche facile farci l’abitudine, ma che ci viene esposta in maniera piuttosto confusionaria introducendo tutto quanto subito e in delle schermate che cercano di raccogliere quante più informazioni possibile spalmandole nel nostro schermo.
Per poi concludere con forse l’unica vera pecca del gioco, la digifattoria: un sistema di manipolazione automatica delle statistiche che però ironicamente non permette una visione veloce di queste (nonostante fuori da quella schermata abbiamo mille menù per controllare tutto), dovendo quindi comunque ricorrere ad appunti esterni o dannatissimi file excel per tenere d’occhio i requisiti di digievoluzione se non si vuole fare avanti e indietro, dato che non è nemmeno consultabile dal nostro digivice come tutte le altre funzioni, oltre che incoraggiare il giocatore a lasciare il gioco aperto in background se vuole usarla in maniera ottimale.
Conclusione
Sperando dunque che questo sia solo l’inizio e che la serie riesca a mantenere alta questa sua qualità anche in futuro, Digimon Story: Time Stranger è dunque un gioco molto coinvolgente, con pochi difetti in delle piccolezze facilmente risolvibili, che riesce a sfruttare pienamente questo drastico periodo di magra per il genere Monster-Catching, con il suo più alto esponente in difficoltà, per riuscire a far riemergere una serie che arrancava.
Un titolo che riesce ad essere sia una perfetta introduzione per i nuovi che un bel nuovo capitolo per i veterani, inserendosi perfettamente a metà tra la semplicità del Monster-Catching e la complessità dei JRPG classici. Vi consiglio di farvi assolutamente catturare dalla curiosità e nel caso eventualmente provare la demo gratuita che racchiude una buona parte del prologo, con i salvataggi trasferibili poi nel gioco completo.
Se invece volete saperne di più direttamente da noi, vedendo in azione le varie meccaniche del titolo, potete guardare le prime ore di gioco provate in diretta dal sottoscritto Kimer Oudis su Youtube.
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