Pubblicato il 22/08/22 da Luca Dedei

Digimon Survive – Recensione

Digimon si ripropone questa volta come una Visual Novel, con elementi TRPG, dalle tinte horror.
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Non si può certo negare che, alla vista di un titolo dal nome Digimon Survive, possano nascere non pochi quesiti. Dopo diversi anni di sviluppo con l’uscita posticipata numerose volte, ecco che finalmente il nuovo titolo della serie di Bandai Namco si mostra sugli scaffali.

Digimon Survive – Si, è una visual novel

Il titolo si presenta principalmente come una Visual Novel, cosa che ha portato a diverse review bombing, ma che in realtà non stucca così tanto con il tipo di storia che vuole raccontare.

Man mano che andremo avanti con i numerosi dialoghi tipici del genere, avremo anche sessioni in cui potremo muoverci, liberamente o con spostamenti dal numero limitato, nelle varie location disponibili nei determinati capitoli, in modo tale da scovare segreti, altri dialoghi e metodi per aumentare le varie affinità. Ogni volta infatti che avremo l’opportunità di parlare con i vari protagonisti al di fuori della storia, ci ritroveremo davanti ad alcune scelte le quali, se risposte correttamente, aumenteranno la statistica di affinità con essi, oppure dovremo compiere altri tipi di decisione che modificheranno il nostro karma, che si divide in morale, furia e armonia.

Un forte legame tra partner sarà la chiave per sopravvivere in Digimon Survive?

 

Queste decisioni in teoria dovrebbero portare a diverse conseguenze nella storia, con tinte horror e con momenti veramente crudi e dark nonostante il PEGI 12 e… l’essere un gioco di Digimon, ma nella pratica il loro impatto nella storia è molto lieve. Il karma influenzerà semplicemente quali evoluzioni Agumon sbloccherà nel corso dell’avventura (a seconda della statistica più alta), mentre l’affinità con i personaggi servirà a sbloccare le evoluzioni dei loro partner (30 per l’evoluzione definitiva, 70 per la mega). Ci sono 3 route che sono collegate ai punteggi del Karma, ma in realtà quale si percorre viene selezionata dal giocatore con una singola scelta presente a un determinato punto della storia, mentre per quanto riguarda conseguenze reali per i personaggi, purtroppo tutte le morti (perché si, in questo gioco si vedono bambini morire a pieno schermo) sono inevitabili nella prima run, con successivamente la possibilità di evitare la prima, e di conseguenza l’effetto domino di tutte le altre, per incamminarsi verso il True Ending unicamente in new game+, dove almeno sarà possibile attivare la modalità per skippare velocemente i dialoghi già letti.

Digimon Survive – Ma è anche un tactical RPG… un po’ noioso

Tra una sessione di dialoghi e l’altra, in Digimon Survive avremo anche dei combattimento in stile tactical RPG, dove potremo disporre le nostre creature in una mappa tridimensionale a scacchiera.

Ognuno dei membri del gruppo avrà diverse statistiche a seconda del proprio stile di combattimento, come per esempio attacco fisico o a distanza, varie difese, velocità per la decisione del turno e il movimento per decidere quante caselle può superare in un turno. Queste potranno essere tutte potenziate con vari oggetti trovati nella sezione esplorativa della visual novel.

Ci sono diversi tipi di combinazioni da poter sfruttare in combattimento, tra la tipologia delle proprie creature agli elementi degli attacchi.

Nel turno delle nostre unità potremo dunque compiere diverse azioni:

  • Movimento, per spostarci nelle caselle.
  • Azione principale, come per esempio attaccare, utilizzare un oggetto consumabile o parlare.
  • Evoluzione (solo per i compagni legati ai personaggi).

L’ordine di queste azioni è libero e starà a voi sfruttarle al massimo, dato che gli attacchi di lato o alle spalle avranno bonus al danno, con l’ultimo caso avente il moltiplicatore maggiore, oppure qualora non si effettuasse alcuna azione principale, al termine del turno potremo difenderci verso la direzione a cui la nostra creatura è affacciata, o persino parlare per donare alcuni buff ai nostri alleati (solo per le unità legate ai personaggi, per esempio Agumon e Takuma potranno aumentare tutte le statistiche del Labramon di Aoi se decidiamo di parlare con lei durante il turno di Agumon) o alla personaggio che sta effettuando il turno (Takuma può parlare col suo stesso Agumon) e infine potremo addirittura decidere di optare per una conversazione pacifica con gli avversari (solo quelli selvatici in modalità libera) nella quale partirà una sorta di botta e risposta dove dovremo rispondere a 3 sue domande per fargli venire a simpatia e provare a reclutarlo per poterlo usare in battaglia o semplicemente completare il Pokédex registro.

Sarà inoltre possibile trovare vari oggetti equipaggiabili su 2 slot, i quali potranno avere effetti passivi oppure mosse aggiuntive.

Purtroppo però il combattimento di Digimon Survive risulta nel breve tempo stuccante e noioso, infatti più si andrà avanti nella storia, più ci renderemo conto di come le mappe siano molto più grandi del necessario e che non ci sia alcun tipo di varietà, infatti il tutto consisterà nel cercare di andare di fianco all’avversario o alle sue spalle, attaccarlo fino a che non muore e passare al successivo, senza alcun bisogno di chissà quale strategia se non in alcune specifiche boss fight dove semplicemente il gioco decide che l’avversario deve essere così potente da oneshottare il tuo MetalGreymon di 10 livelli superiore a quello richiesto. Inoltre nelle sessioni più avanzate, le unità saranno posizionate così lontane da dover sprecare almeno 2 turni a ogni battaglia solo per avvicinarsi, e soprattutto non possono mancare le lunghissime battaglie di trama costantemente interrotti da dialoghi o eventi scriptati di trama prevedibilissimi (ma che strano che esattamente nella battaglia dove posso posizionare 5 unità invece del normale 6, qualcuno arriva a metà dello scontro e si unisce al party, non trovate?).

Conclusione – Digimon, Digital Monsters…?

Digimon Survive si mostra come un titolo accattivante in apparenza, ma che nasconde non poche crepe. La trama con tonalità horror e con effettive morti è sorprendente e intrigante all’inizio, la grafica della visual novel è piacevole, talmente tanto da non farmi accapponare la pelle a causa dell’animazione in Live 2D, fatta stranamente molto bene. Ma purtroppo il tutto crolla appena ci si rende conto che le scelte hanno solo conseguenze sulle evoluzioni e che le morti sono scriptate nella prima partita, per non parlare di come in 2 delle 3 route disponibili all’inizio, queste diventino un espediente narrativo forzato e casuale. Mentre il combattimento graficamente sembra uscito da un gioco per telefono, con alcuni sprite che sono sì carini, ma con altri che hanno delle proporzioni disturbanti. La difficoltà delle lotte è ridicola (giocato a difficoltà normale) tranne in specifiche boss fight dove sale a picco, tanto da rendere quasi ignorabile le varie compatibilità dei tipi degli attacchi o delle creature.

Ah, è immagino vi starete chiedendo perché non abbia citato la parola “Digimon” per tutta la recensione al di fuori del titolo “Digimon Survive”.

Questo perché neanche il gioco fa uso di quella di quella parola. Le creature vengono costantemente chiamate Kemonogami, non si “digievolvono” ma si “evolvono” e non sono creature digitali, bensì spiriti in un mondo che richiama molto la mitologia giapponese piuttosto che le regole di Digiworld. L’unica parvenza di digitale è portata dallo smartphone, che viene nominato e utilizzato si e no tre volte in tutto il gioco e che di gameplay permette di vedere elementi nascosti durante l’esplorazione. Ogni tanto però avremo qualche spruzzata di fanservice becero e facilotto che ammetto, in certi casi (forse troppi) ha anche funzionato, ma che non si capisce se sia stato messo perché il gioco “vorrebbe” celebrare i 20 anni (che con lo sviluppo turbolento avuto sono diventati 25) oppure per non dare l’idea che questo gioco, dal prezzo decisamente troppo alto, non sembra pensato per avere i Digimon.

  • Fanservice
  • Trama intrigante
  • Buona grafica nel lato visual novel
  • Disponibile in italiano
  • Presenza di scene dark coinvolgenti
  • Lopmon

 

  • Fanservice
  • Scelte dal dubbio impatto
  • Combattimento presto ripetitivo
  • Parti finali scarne
  • Diverse forzature di trama
  • Character Design non proprio ispirato
  • True ending disponibile solo in NG+

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.