Pubblicato il 31/07/26 da Luca Dedei

Splatoon Raiders – Recensione

Un estate mitilica!
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Annunciato tra i primissimi titoli al momento della presentazione di Nintendo Switch 2, a distanza di un anno dalla rivelazione abbiamo finalmente tra le mani Splatoon Raiders, primo spin-off della serie e, al tempo stesso, primo capitolo interamente strutturato per il giocatore singolo.

Splatoon Raiders – Figlio di una Salmon Run

Dopo l’esperimento con il genere roguelike visto nel DLC La Torre dell’Ordine di Splatoon 3, Nintendo mette di nuovo alla prova la sua serie shooter esplorando un altro sottogenere, quello del looter shooter.

Dopo un incidente in elicottero che ci vede naufragare insieme al Trio Triglio, ci troviamo dispersi sulle misteriose Isole Spirhalite, ricolme di Salmonoidi, che ottengono finalmente il ruolo di antagonisti principali con anche un alto livello di approfondimento.

Affrontando così i vari livelli, un giocatore già avvezzo alle dinamiche della serie si renderà presto conto che Splatoon Raiders condivide il suo fulcro con la modalita Salmon Run di Splatoon 2 e Splatoon 3, riproponendo meccaniche e nemici, ma arricchendo le varie dinamiche bilanciandone la difficoltà per essere giocato in un solo giocatore (o 3 in cooperativa online) e aumentandone la profondità e i tipi di contenuto con nuove tipologie di livelli unici.

Allo stesso tempo, il gioco dedica grande spazio al Trio Triglio (il gruppo di idol introdotto in Splatoon 3), permettendo anche ai fan più restii nei confronti di Pinnuccia, Morena e Mantaleo di ricredersi e apprezzarli più a fondo in questo nuovo ruolo di antieroi. Tra i molti dialoghi e la possibilità di portarsi dietro uno dei tre come compagni, grazie al nuovo robot che aiuterà la squadra ad esplorare le isole, la storia è scandita anche da un gran numero di filmati d’intermezzo che mantengono l’altissima qualità di animazione a cui la serie ci ha abituati.

Splatoon Raiders – Con una propria identità

Per quanto riguarda invece il gameplay, la progressione si divide tra livelli esplorativi lineari, tane ad orde e sezioni puzzle incentrate sui nuovi congegni a disposizione del nostro protagonista, il/la macchinista, e il perno su cui gira tutto il lato Action RPG del Looter Shooter sta nell’equipaggiamento, con armi di diversa rarità da trovare, livello da aumentare per potenziare (in maniera fissa) le statistiche e, soprattutto, tre differenti tipologie di serbatoi, Potenza, Rapidità e Tattica, con i quali sarà possibile decidere le proprie strategie di gioco con diversi congegni dagli effetti più disparati.

Differenze delle build incentivate poi da un perfetto bilanciamento di quel grinding tipico dei looter shooter, che spinge il giocatore a usare i diversi tipi di serbatoi per riprovare alcuni livelli e avere ricompense extra, sbloccare nuovi potenziamenti unici e aumentare il legame con i membri del Trio Triglio (portandoli in missione, dove ognuno dei quali avrà un attacco speciale diverso), il tutto senza però risultare troppo pesante: non mi sono infatti mai trovato veramente obbligato a dover tornare indietro per aumentare di livello, quanto più per scoprire le varie ricompense.

In più, per i più completisti, il titolo possiede anche diversi livelli di difficoltà. Oltre alla selezione iniziale del livello di sfida, che modifica solamente danno dato e ricevuto, dopo il completamento della storia si sbloccano le difficoltà Piccante e Super Piccante, volte ad aumentare l’aggressività dei nemici e a garantire ricompense esclusive. In questo modo, la longevità, già nettamente superiore a quella delle campagne dei capitoli principali, viene estesa notevolmente, rendendo il post-game un’esperienza piena di soddisfazione.

Conclusioni

Splatoon Raiders, ponendosi perfettamente come titolo tra Splatoon 3 e il futuro 4 grazie anche a quale piccolo riferimento alla cosa, è un titolo un po’ figlio del La Torre dell’Ordine, un po’ della Salmon Run e un po’ delle storiche campagne single player della saga, ma riesce a trovare una sua identità ben definita ed estremamente solida.

Pur non stravolgendo la formula qualitativa della serie (cosa che non è affatto un difetto), rappresenta la porta d’ingresso perfetta per tutti quei giocatori che erano scoraggiati a provare la serie data la sua natura competitiva multigiocatore (perdendosi così perle come il DLC Octo Expansion di Splatoon 2 o la campagna Il ritorno dei Mammiferiani di Splatoon 3), oltre che ovviamente un buonissimo extra per i fan della prima ora.

Privo dunque della necessità di fare da “tutorial” per un comparto online, Splatoon Raiders è un’avventura ricca, divertente e completa. La speranza è che questo possa diventare un nuovo modus operandi per Nintendo, capace di regalare spin-off single player di questa caratura anche in futuro.

Se nel caso siete ancora dubbiosi o incuriositi e volete vedere con i vostri occhi il coloratissimo mondo di gioco, potete dare un’occhiata alle prime ore di gameplay giocate in diretta dal sottoscritto e pubblicate nel video youtube disponibile qua sotto:

  • Grafica e gameplay in pari con la qualità della serie
  • Perfetto bilanciamento per grinding e difficoltà
  • l'HDR della Switch 2 dona nuova luce ai colori dell'inchiostro
  • Tanta quantità di contenuti
  • Buon approfondimento sui Salmonoidi e il Trio Triglio
  • Possibilità di gioco in coop che non guasta mai

 

  • Post Game basato quasi interamente sul ripetere le missioni precedenti

Kimer - Biografia

Eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente.

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