Pubblicato il 22/07/19 da Ruka

KILL la KILL IF

Aplus non perde la via
Developer: /
Publisher: /
Piattaforma: , , /
Genere: /
PEGI:

Introduzione

TRIGGER è sicuramente tra gli studi d’animazione più famosi nel mondo: formatosi dall’agglomerato di ex dipendenti Gainax (Sfondamento dei cieli Gurren Lagann vi dice niente?), ha saputo farsi conoscere per lo stile che permea le sue produzioni dai toni volutamente sopra le righe. Un esempio recente può essere il brand di Little Witch Academia che, partendo da un cortometraggio, è sfociato dapprima in un film d’animazione dedicato, poi in una serie TV e infine in una trasposizione videoludica tutt’altro che entusiasmante.
Il loro lavoro di maggior successo tuttavia è un altro e voi che state leggendo questa recensione probabilmente l’avrete già intuito: di KILL la KILL se n’è già discusso in abbondanza a suo tempo, ma anni dopo, la produzione continua a far parlare di sé, segno che ancora oggi i fan più sfegatati non vogliono far cadere tutto nel dimenticatoio.
Ed è proprio a questi che è dedicato il titolo sviluppato da Aplus (che dopo lo scadente beat ’em up su LWA ci riprova) e pubblicato da Arc System Works: KILL la KILL IF sarà riuscito a distinguersi in un panorama saturo di mediocri battle arena su licenza, oppure si unirà alla marmaglia? Scopriamolo insieme.

Doveva essere per forza il primo screenshot.

Gameplay

KILL la KILL IF propone una campagna single player di cui non posso parlarvi in maniera approfondita per ragioni di embargo, posso però anticiparvi che potreste rimanere delusi dalla sua realizzazione: se da un lato essa propone la trama dell’anime da una prospettiva diversa, dall’altro i buoni propositi non riescono a concretizzarsi, traducendosi in una sovrabbondanza di cutscene rispetto al giocato finendo inevitabilmente per tediare.
Quando poi sarà il momento di metter mano al pad, il divertimento che ne scaturirà sarà fortemente legato alla modalità di gioco: nel più classico dei versus, il combat system dà il meglio di sé nell’uno contro uno, dimostrandosi decisamente valido e sfaccettato, strizzando l’occhio più volte alla ludoteca Bandai Namco che negli ultimi anni ci ha riservato non poche delusioni se si escludono gli ottimi titoli dedicati a Naruto.
Il layout dei comandi sì basa principalmente su tre tasti dedicati rispettivamente all’attacco ravvicinato, a distanza e di sfondamento che giocano tra loro in un sistema sasso-carta-forbice e il cui output può variare a seconda della direzione in cui si inclina la levetta analogica sinistra; invece mantenendo il dorsale destro premuto si eseguirà la parata e muovendosi mentre quest’ultima è attiva, si avrà accesso a uno scatto utilizzabile sia a terra che in aria.

Le battaglie sono frenetiche e divertenti.

Fin qui nulla di particolarmente innovativo, tuttavia ciò che rende la formula davvero interessante è la possibilità di costruire combo: sebbene non si raggiunga mai la profondità di un picchiaduro bidimensionale, combinare queste azioni produce risultati soddisfacenti per coloro che non vogliono limitarsi al semplice “button mashing“, validando anche per questo la presenza di un training mode.
Picchiando e venendo picchiati, si caricherà la barra necessaria alle sempreverdi mosse speciali, utile inoltre all’attivazione del Valore Sanguinario: con almeno il 50% di carica, premendo contemporaneamente i due dorsali del pad potremo investire l’avversario con un’onda d’urto utile non solo a liberarsi da una combo, ma che se usata offensivamente darà il via a un minigioco in cui schernire il malcapitato scegliendo una tra le tre opzioni disponibili.
Il vincitore di tale duello verbale acquisirà una stella e con essa nuove cartteristiche atte a dargli vantaggio sul campo: nel caso si raggiunga il massimo di tre, si avrà a disposizione una mossa finale in grado di terminare istantaneamente l’intero match.

Il cel-shading rende discretamente alcune scene prese in presto dall’anime. Purtroppo non tutte…

Nelle battaglie classiche il tutto si rivela fluido, scorrevole e sopratutto divertente, ma quando il gioco decide di farci affrontare più di un avversario contemporaneamente le magagne non tardano a manifestarsi: la mancanza di un lock on e la struttura del combat system pensata per il singolo nemico renderanno queste sezioni davvero frustranti e mal studiate, sezioni che troveremo principalmente nella campagna il cui completamento sarà necessario per sbloccare le altre modalità al di fuori di essa.
Spostando l’attenzione sul netcode, esso si è rivelato stabile durante le mie sessioni, con qualche singhiozzo sparso qua e là ma nulla di davvero allarmante in grado di rovinare le battaglie online.

In alcuni frangenti dell’avventura ci capiterà di combattere più nemici contemporaneamente.

Comparto tecnico

Tecnicamente il titolo ricorda molto gli ultimi lavori di Arc System, ostentando un cel-shading curato minuziosamente che riesce a rendere giustizia al materiale d’origine: le battaglie sono spettacolari, veloci e animate al punto tale che sembra quasi di trovarsi di fronte una puntata dell’anime.
Discorso leggermente diverso per le cutscene dello story mode che, manco a dirlo, presentano gli stessi difetti già riscontrati in Guilty Gear Xrd e Dragon Ball FighterZ, ovvero animazioni legnose e modelli poligonali pensati per il gioco che in quel contesto non rendono come dovrebbero.
Gli stage invece sono forse il punto più debole di questa parentesi visiva, poiché pur richiamando gli ambienti familiari ai fan, risultano scialbi e privi di dettagli degni di nota.
Sul fronte audio la situazione migliora sensibilmente, potendo vantare il cast dei doppiatori originali ancora una volta capaci di svolgere egregiamente il proprio lavoro; di ottima fattura anche la colonna sonora che mescola brani tratti dalla serie ad altri completamente nuovi.

Il roster seppur non esagerato, si dimostra ben differenziato.

Conclusioni

KILL la KILL IF è un prodotto di puro fanservice, ma non per questo privo di una distinta personalità: le sue meccaniche funzionano come devono, garantendo sessioni divertenti tanto al giocatore inesperto quanto a quello che vuole scavare un po’ più profondità. Le varie modalità di gioco, tra cui il multiplayer online e i numerosi sbloccabili sono indice di una buona longevità, punti positivi che purtroppo non riescono del tutto a dissipare i dubbi relativi a una campagna deludente e alla “vita” del prodotto in ambito puramente competitivo.
Seppur con qualche riserva quindi, mi permetto di promuovere la produzione targata Aplus perché nella sua semplicità mi ha intrattenuto per diverse ore e spero che con voi possa fare altrettanto.
Non perdete la via, mi raccomando.

Perché sì:
Perché no:
  • Combat system appagante
  • Roster variegato...
  • Visivamente uno spettacolo
  • Ottima colonna sonora e doppiaggio

 

  • Campagna deludente
  • ...ma ristretto per forza di cose
  • I combattimenti contro più avversari non funzionano

SATSUKI

KAUNTAA HITTO

Ruka - Biografia

Avatar
Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate?