Se siete qui, con tutta probabilità siete in qualche modo interessati agli Shooter Rogue-like. Se è così, evito di farvi perdere altro tempo: andate a comprare Hell Clock e giocatevelo IMMEDIATAMENTE, perché è un’esperienza incredibile.
Uscito lo scorso 22 Luglio per Steam, sviluppato da Rogue Snail e pubblicato da Mad Mushroom, Hell Clock è un’interessantissima commistione fra Diablo e Hades, con l’aggiunta di alcuni spunti unici e molto ben ragionati.
Partiamo da ciò che può migliorare
La storia di Hell Clock è tratta da avvenimenti reali: il nostro protagonista era un abitante di Canudos, un insediamento che all’inizio del 20° secolo non aveva riconosciuto l’appena nata Repubblica Brasiliana e che, a causa di questo, è stato protagonista della Guerra di Canudos.
Pajeú è un “sopravvissuto”, un uomo che nonostante la sua morte è tornato in vita per cercare vendetta sulle persone che hanno sterminato lui e tutte le persone a lui care.

La storia non è sicuramente la parte più apprezzabile del gioco: considerando che per quanto l’ispirazione sia chiara sin dall’inizio il titolo non presta particolare attenzione al presentare a dovere i personaggi o gli avvenimenti. Per chi conosce gli eventi sarà abbastanza facile raccapezzarsi nei personaggi più importanti, ma per chi come me è completamente ignaro della Guerra di Canudos allora difficilmente completerà il gioco pensando di sapere tutto ciò che c’è da sapere.
Altrettanto poco ispirati, mi spiace dirlo, sono la soundtrack (al contrario dei Sound Effects, che sono eccezionali) come anche il doppiaggio: Hell Clock imposta di default il voiceover in Portoghese Brasiliano (che io ho deciso di tenere per immergermi quanto più possibile nella cultura del luogo, preferendolo al doppiaggio inglese anch’esso presente). Sarà forse un bias dovuto al fatto che non sono abituato ad ascoltare questa lingua, ma personalmente non l’ho trovato particolarmente ben fatto.
Eppure, pad alla mano…
So che dal primo paragrafo non si direbbe, ma pad alla mano questo gioco è davvero di una qualità eccelsa.
Come dicevo all’inizio, Hell Clock propone un’esperienza particolarmente curata dal punto di vista del gameplay. Sin dalla prima run il giocatore ha la possibilità di falcidiare decine di nemici, che consentiranno di ottenere oro ed EXP utilizzabili per ottenere potenziamenti che rimarranno limitati alla run attuale: al contrario delle Reliquie ottenibili dai Boss, una volta morti questi potenziamenti vengono perduti e il giocatore deve ricominciare da capo.

Non è solo la morte, però, l’unico criterio che porta il giocatore a dover ritornare all’HUB principale per cominciare una nuova run: la meccanica che più mi preoccupava prima del Day One era senza ombra di dubbio la presenza dell’Hell Clock, al termine del quale il giocatore viene riportato all’HUB a prescindere da dove si trovi o da quanta salute e risorse abbia in quel momento.
E lo so cosa state pensando: “ma dai, io non voglio un orologio che mi metta ansia e mi costringa a fare le cose di fretta“. Lo so, sono esattamente della vostra stessa opionione.
Tuttavia, sappiate che neanche una volta in oltre 16 ore di gioco mi sono sentito ingiustamente punito da questa meccanica: l’obiettivo del gioco è farvi cancellare dalla mappa i nemici ad una velocità sorprendente, ed è straordinariamente bilanciato attorno a questo concetto. Se impiegate più di una manciata di secondi per massacrare un intero gruppo di nemici vuol dire che siete ancora troppo deboli per affrontare il boss successivo e, di conseguenza, l’orologio servirà da cartina di tornasole per capire che dovete tornare all’HUB e rivedere la vostra build.

I nemici più forti offriranno anche delle Soul Stones, utilizzabili per potenziare le Reliquie, ottenere equipaggiamento migliore e più potente (armi, stivali, anelli, cappelli… Il tipico inventario, che purtroppo non andrà a cambiare l’estetica del protagonista) e soprattutto per la Old Bell: questa offrirà una specie di skill-tree utilizzabile per potenziare il personaggio sotto diversi aspetti, dall’aumentare le statistiche, all’incrementare la durata dell’Hell Clock, passando per potenziamenti alle abilità e incremento degli slot disponibili per le Reliquie, finendo in abilità passive come quella che vi permette di ottenere più monete/esperienza o evitare la morte una volta ogni 6 minuti.
La Old Bell è fondamentale per conferire al giocatore un feeling di progressione a prescindere dalla riuscita o meno di una determinata run e per permettergli di potenziarsi di volta in volta, sentendo sempre un miglioramento nella sua capacità offensiva o difensiva.

Insomma, per quanto il numero di meccaniche e sistemi possano sembrare numerosi e spaventosi, mi ritengo incredibilmente soddisfatto della qualità del bilanciamento e della cura visibile anche nei piccoli dettagli e nei minimi particolari.
Due parole sull’EndGame
Non felici di aver già proposto un’esperienza fantastica nel gioco in sé, i ragazzi di RogueSnail hanno deciso di dedicarsi anche ad un endgame che consenta agli appassionati di rimanere attaccati al gioco anche oltre le circa 15 ore di gioco necessarie per raggiungere i titoli di coda.
Questo endgame propone al giocatore di ricominciare da zero (senza perdere però i progressi ottenuti che rimangono accessibili se si decide di tornare indietro) affiancati però da un nuovo sistema di power-ups chiamato “Costellazioni” che vanno, ancora una volta, a stravolgere tutte le carte in tavola.
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Personalmente ho trovato un po’ carente la progressione in questo caso, che al contrario dell’esperienza standard richiede un grind piuttosto sostanzioso (detto che, comunque, immagino sia esattamente ciò che cerca chi vuole approcciare l’endgame). I developers, comunque, sono stati molto candidi nell’ammettere che l’endgame è ancora ampiamente in beta e attendono con ansia i feedback dei giocatori per poter scolpire un gameplay a misura dei più dedicati.
Per me, con tutta probabilità, il miglior indie dell’anno
Se quello che vi interessa è uno Shooter Roguelike con un gameplay loop curato, preciso, bilanciato, pulito e “frizzantello”, con innumerevoli feedback positivi a livello sonoro, visivo e numerico e che per tutta la durata del gioco vi porterà a dire “dai, solo un’altra run veloce veloce, l’ultima giuro! Poi stacco!” almeno 5 volte al giorno… Hell Clock fa per voi.
Faccio davvero i miei più sentiti complimenti ai ragazzi di RogueSnail, perché sono rimasto estremamente soddisfatto di questa opera e sono stato davvero felicissimo di giocarla!
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