Pubblicato il 06/04/21 da Cathoderay

Ghosts ‘n’ Goblins Resurrection

Il ritorno di Sir Arthur ma anche delle bestemmie.
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Quando ho visto l’annuncio del gioco durante il Nintendo Direct di questo nuova avventura di Sir Arthur sono rimasto piacevolmente colpito, l’ip non veniva ripescata dai tempi della PsP e in generale l’universo di GnG è sempre affascinante, se messo nelle mani giuste, e in questo caso le mani sono dell’ideatore del gioco originale, quel Tokuro Fujiwara che aveva dato i natali alla serie Arcade, quindi le premesse erano buone…tuttavia…

Ghosts ‘n’ Goblins Resurrection: una grafica diversa

Partiamo dagli sfondi, l’idea di farli totalmente disegnati, come se fossero presi da una sorta di libro per bambini, ma con quel tocco dark che piace tanto a Tim Burton e che effettivamente si sposa molto bene con l’ambientazione di GnG e che sui nemici dona nuova vita lì dove la Pixel Art dovrebbe regnare ma costa troppo per essere usata, almeno credo, io personalmente continuo a chiedermi perché queste operazioni non siano tutte in pixel art pazzesca, ma sono dettagli; la poesia viene un po’ a mancare quando ci si accorge che i dettagli e tutto quello che si muove su schermo è in 3d con una specie di mascheratura flat appiccicata sopra…il risultato è straniante, facendo sembrare Arthur un trasferello appiccicato allo schermo, avrei davvero preferito una cosa più classica, invece di questi dettagli che sembrano uscire da un gioco flash dei primi 2000.

Al contrario i mostri di fine livello sono meravigliosi, anche se rimanere a guardarli non è esattamente un idea geniale, dato il livello di sfida che il gioco ci propone, sopratutto ai livelli più alti, dove ogni minimo errore significa morte, perché come la storia ci insegna Ghost ‘ N Goblins è impietoso, a qualunque livello di difficoltà, nonostante ce ne vengano proposti 4 qui, di cui il più basso ci permette di avere vite infinite e di continuare il livello da dove siamo morti; ma non pensiate che sia una passeggiata perché anche così il gioco ci terrà a ricordarvi che se volete finirlo dovete sputare sangue, e sì, dovete accettarlo, è questo lo spirito che ha sempre rappresentato Ghosts’N Goblins: non si può sfuggire a questo mantra.

splendido come la sua controparte arcade
uno dei primi boss che incontrerete

 

Ghosts ‘n Goblins Resurrection: spade, lance e mutandoni

La grande novità introdotta in questo capitolo, che di fatto incrocia Ghosts ‘n’ Goblins e Ghosts ‘n’ Ghouls è l’utilizzo di magie e armi, donando a un gioco puramente arcade la ricerca degli oggetti e dei potenziamenti, in un’ottica di rigiocabilità molto estesa che non può che far bene a un titolo con una componente cosi Arcade: di fatto, all’interno dei livelli potrete scovare delle lucciole che vi permetteranno, una volta accumulate, di comprare diversi incantesimi che potranno essere accumulati nei “mutandoni magici” di Arthur, permettendovi di scegliere quando essere lanciati durante i combattimenti; questa nuova meccanica può davvero fare la differenza tra la vita e la morte durante una partita, soprattutto se giocato ai livelli più alti, dove dopo i canonici due colpi siete morti e dovete ricominciare lo stage dal check point; niente di nuovo per chi è abituato alla cattiveria arcade di Capcom ma che può risultare un po’ frustrante per i neofiti, per questo è basilare scegliere gli incantesimi giusti per avere vita più facile durante i livelli.

Come L'arcade, inferno da ogni parte
abituatevi ad essere circondati dai nemici

 

Ghosts ‘n’ Goblins Resurrection: Luci e ombre

La scelta di Capcom di rianimare uno dei suoi brand più storici è sicuramente interessante, e il fatto che sia stato gestito da chi ha creato il gioco originale è la dimostrazione di quanto l’azienda giapponese abbia creduto in questo progetto di rinascita; un prodotto che sicuramente farà la felicità dei fan storici che apprezzeranno i tanti dettagli e le stupende musiche che accompagnano questo capitolo di una saga per troppo tempo dimenticata. Non bastano le sbavature legate alla grafica e alle meccaniche Hardcore che potrebbero fermare i giocatori più giovani, perché sotto quella grafica alla Tim burton batte un cuore genuinamente arcade, che darà molte soddisfazioni sia alla vecchia guardia che ai nuovi giocatori.

Finire Ghost’n’Goblins ancora una volta è sinonimo di appagamento e di emozione, un’emozione che attraverso gli anni non ha mai spento la sua fiamma! Sconsigliato a chi cerca qualcosa di rilassante per una partita e via, se invece volete un gioco appagante che ripaghi la vostra dedizione, beh, siete nel posto giusto, cercate solo di non spaccare la switch contro il muro mentre invocate divinità assortite.

  • Nuove meccaniche
  • Rigiocabilità altissima
  • Grafica da Fiaba

 

  • Modelli 3D poco curati
  • la difficoltà massima fa venire giù tutti i santi del calendario

Cathoderay - Biografia

Pare che io sia l'entropia videoludica.