Pubblicato il 07/04/21 da Barbarossa

Fights in Tight Spaces

Nomi complicati, concetti semplici
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Fights in Tight Spaces: schiaffi da tavolo

La richiesta è arrivata a notte tarda, inaspettata: “Barba, c’è un gioco dove volano schiaffi. Ho pensato a te…”. Non mi è stato detto altro, se non passato un codice su Steam e 30 secondi di download dopo mi sono ritrovato in un mondo d’inchiostro dove mi è stato dato un mazzo di carte e mi è stato sussurrato: “Ecco a te, giovane. Queste sono le tue armi. Picchia tutti e tutto, vedi di uscirne vivo”. Come alcuni di voi sapranno sono un grandissimo appassionato di giochi da tavolo e, nel tempo netto di capire di che genere di gioco si trattasse, ero già in piedi sulla sedia urlando: “Ma questi sono schiaffi da tavolo! Let’s go!”

Colori diversi, nemici diversi, schiaffi diversi!

Gameplay e comparto tecnico: Less is more

Fights in Tight Spaces è limpido fin da subito. Mette in chiaro nel tutorial di non avere pretese se non essere considerato un ibrido tra un gioco da tavolo di deck-building e uno di combattimento a turni, rispettando totalmente la parola. Camera, isometrica, griglia a terra, mazzo di carte: questo è tutto quello che ci basta per poter giocare. Un sistema di “Momentum ci darà un fissato numero di azioni da poter utilizzare tutti i turni e un fattore Combo ci permetterà di capire quanto stiamo menando le mani. Alcune carte del mazzo faranno più danni maggiore è il fattore Combo, portandoci quindi ad ottimizzare le nostre giocate turno dopo turno, per poter mettere K.O. i nostri nemici nel minor tempo possibile.

Quando subiremo troppi danni o delle ferite, nel nostro mazzo saranno inserite carte che andranno ad ingolfare la nostra mano, obbligandoci a recarci verso l’Ospedale più vicino per poter rimuoverle e curarci. La storia progredisce in maniera piuttosto semplice e lineare, dandoci però la possibilità di scegliere quale strada compiere, ovviamente con delle conseguenze sui nemici e i reward da ottenere. Il premio per le nostre vittorie sul campo? Altre carte da aggiungere al nostro mazzo, in modo da ampliare sempre più l’arsenale delle nostre mosse.

Semplici diramazioni, combattimenti profondi

I ragazzi di Ground Shatter hanno fatto un ottimo lavoro a studiare meccaniche immediate, facilmente comprensibili e con una profondità del tutto inaspettata. Con pochissimi elementi, quelli che vi ho descritto poco più sopra, sono riusciti sicuramente a costruire un gioco dal gameplay fluido ed estremamente aaccattivante, introducendo non solo gli schiaffi tonanti, ma anche obbiettivi da portare a termine per potersi accapparare dei bonus alla fine di ogni missione.

Tutto questo senso di pulizia ed eleganza nelle meccanica e nelle dinamiche viene esaltato dalla direzione artistica che è stata data al titolo. Fights in Tight Spaces gioca sui contrasti tra il bianco e il grigio delle ambientazioni (di svariato tipo, ma sempre di anguste dimensioni – da qui il nome del gioco) e il nero, il rosso, il blu, il viola dei personaggi, quasi facendoli diventare macchie d’inchiostro su un foglio di carta. Le animazioni dei combattimento sono fluidissime e molto realistiche, aumentando quindi la soddisfazione di vedere volare un calcio rotante doppio in faccia al cattivone che ci stava puntando una pistola in faccia.

“Un calcio rotante al tavolo 2!” “Sì, Chef!

È proprio il caso di dire che, per quanto riguarda questo titolo: Less is more. Meno spazio, meno regole complesse, meno colori, meno fronzoli per ottere un prodotto migliore, confezionato alla perfezione e con un livello di polish di tutto rispetto, nonostante si tratti di un Early Access.

Fight in Tight Spaces: Il gioco che non sapevo di volere

In definitiva, Fight in Tight Spaces è un titolo che mi ha convinto molto, anche ovviamente grazie alla mia profondissima passione per i giochi da tavolo ma anche grazie alle sue meccaniche e dinamiche di gioco divertenti, profonde e mai banali. Ovviamente le modalità di gioco al momento si limitano solo alla Story Mode, con un numero limitato di livelli da giocare, ma sono sicuro che data la mole di lavoro che è stata già portata avanti fino ad ora e alla relativa semplicità del sistema di gioco, questo titolo potrà crescere ancora molto e migliorarsi ancora. È arrivato inaspettato, l’ho giocato senza aspettative, ma Fight in Tight Spaces è il gioco che non sapevo di volere.

See you Game Cowboys!

  • Meccaniche semplici
  • Profondità tutta da scoprire, Art direction azzeccata

 

  • Genere di nicchia

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.