Pubblicato il 12/10/22 da Jacopo Ambaglio

FIFA 23 – La fine di un’era – recensione

L'ultimo anno sotto il marchio FIFA
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Come ormai sanno anche i tronchi, per usare un termine caro agli affezionati di ultimate team quando un giocatore non spicca per agilità, FIFA 23 sarà l’ultimo capitolo della “saga” EA prima del cambio di nome a causa della perdita della licenza FIFA.
Prima di passare all’analisi di FUT 23 di quest’anno facciamo una rapida carrellata delle novità infilate in tutte le altre modalità… so che in realtà, purtroppo, non frega una ceppa a nessuno della roba che c’è fuori dall’ultimate team a parte il pro club e, per un paio di persone, la carriera, ma per completezza tocca farlo.

FIFA 23 – Non solo Ultimate Team (si fa per dire)

Va da se che FIFA 23 è un capitolo transizionale perché, come già anticipato, saluteremo FIFA dal prossimo capitolo in poi.
Ah, l’avete già sentita la roba del capitolo di transizione? Eh, si usa quando un gioco esce tutti gli anni e non ha novità eclatanti. Tipo quando deve uscire l’ultimo capitolo per una console di vecchia generazione, quando deve uscire l’ultimo capitolo prima di un cambio di nome, quando deve uscire un capitolo a cavallo tra la console vecchia e quella nuova. Anni di capitoli di transizione insomma.

Carriera allenatore e giocatore

Due novità abbastanza interessanti aldilà delle nuove cutscenes nelle carriere:

  • Personalità del giocatore
  • Highlights giocabili

Il nostro giocatore ha un vero e proprio “skill tree” che, a seconda delle decisioni prese fuori e dentro il campo, aumenterà una delle 3 personalità: individualista, trascinatore o generoso. L’aumento di queste moralità darà dei bonus di vario tipo all’avatar. Un modo carino per rendere finalmente utili le scelte fatte sia in termini di prediligere un assist rispetto a un gol che scegliere una risposta rispetto a un’altra durante le cutscene dinamiche fuori dal campo o durante le conferenze stampa.
La novità più interessante resta comunque quella degli highlights giocabili che saranno comuni in entrambe le carriere: una sorta di mix tra la simulazione della partita e il giocarsela tutta dove sceglieremo di simulare il match, ma potremo giocare i momenti fondamentali (un rigore, un calcio d’angolo o un contropiede).
L’intelligenza artificiale deciderà in quali punti dovremo agire in prima persona. Secondo voi può essere una roba esente da problemi? Ma vi pare? E infatti ho scelto di giocare solo gli highlights offensivi e ho visto 2 partite di fila finire semplicemente 1 a 1 senza che potessi entrare. Cominciata, simulata, finita.

Pro club/volta

Visto il crescente successo del pro club, dovuto forse al fatto che la gente si è anche rotta di sbustare Coates dalle bustine da 50k in ultimate team, la modalità “carriera giocatore online” di FIFA si rinnova e si unisce a volta, quella roba di calcetto che si filavano in 3.
Il giocatore sarà ora condiviso tra le due modalità e prenderà esperienza da entrambe, esperienza che, tra le altre cose, è stata ridotta per permettere di raggiungere il cap massimo più in fretta, visto che negli scorsi anni portare un giocatore al massimo livello era un inferno indecente. Si rinnova anche volta con nuove modalità arcade e quelle vecchie rivisitate, un nuovo campo del 10% più largo e un sacco di vestitini.

Altra roba

Le season sono ancora quelle, le amichevoli pure, ci sono un sacco di squadre femminili in più e aspettiamo l’arrivo della modalità apposita per i mondiali, che se è come quella del 2018 non era neanche così malaccio, ma questi mondiali a differenza di quegli altri non arrivano a fine ciclo del gioco, quindi si spera non sia una roba fine a se stessa e dia dei premi utilizzabili in FUT, altrimenti resta lì.

FIFA 23 e il gameplay

Vabbeh, è inutile girarci intorno, graficamente è uno spettacolo come al solito e il motore grafico dal nome figo e altisonante di quest’anno, l’HYPERMOTION 2 (urla di stupore), fa assolutamente il suo dovere. Le migliaia di animazioni raccolte grazie alle partite 11vs11 tramite i sensori si vedono e sono convincenti, ma ciò non toglie gli annosi problemi che fustigano il titolo da tempo immemore come agganci irreali di palloni a 400 km/h, gente che sbatte contro altri giocatori e si sfracella contro muri di gomma e portieri che a seconda della patch sembrano supereroi o Handanovic a mesi alterni.
Le difese sono più manuali dello scorso anno, o almeno lo erano fino all’ultima patch che sembra quasi abbia fatto tornare un po’ tutto quasi come FIFA 22, anche se non a quei livelli da incubo dove si poteva appoggiare anche il pad per terra. L’introduzione di 3 tipi di corsa diversi e la leggerissima riduzione dell’importanza della velocità ha ridato dignità a quei giocatori che l’anno scorso erano completamente inutili, tipo Haaland e De Bruyne, ma sappiamo bene che fino a natale si vive in fase di perenne assestamento del meta, quindi si vedrà.

Resta il fatto che sembra di essere tornati tanto indietro nel tempo. Nonostante un gameplay più lento e ragionato siamo tornati a punteggi da partita da tennis visto che attualmente, tra tiri buggati, portieri a farfalle e difese incerte, gli attaccanti hanno decisamente più frecce al loro arco rispetto ai difensori.

fifa 23

FIFA Ultimate Team 23

E siamo qua.
Prima di fare la panoramica sulle robe che vanno e non vanno quest’anno su FUT leviamoci subito di torno le 2 novità che sono saltate all’occhio a tutti: i momenti e la nuova intesa.
La nuova intesa non andrà più a 0 a 10, ma si basa su un sistema da 0 a 3 e i giocatori linkano in ogni posizione del campo. Per spiegarla meglio: Modric e Rodrygo, entrambi nel Real Madrid, faranno “linea verde” anche senza toccarsi direttamente. Questa nuova intesa si porta dietro due rivoluzioni importanti: da un lato c’è più libertà nella costruzione della squadra, dall’altro è più facile compilare le SBC, contando anche che non esiste più quella boiata delle 10 partite per far ottenere il punto fedeltà a un giocatore comprato in asta.
Sembra tutto bellissimo, ma ovviamente non è che possiamo star qui a giocare senza eventualmente spendere qualche soldino in più e a EA ci sono arrivati subito, perché da quel lato sono sempre sul pezzo, ma ne parleremo a breve nell’analisi.
L’altra novità, dicevamo, sono i momenti, una cosa simili alle challenges che conosceranno bene i giocatori di madden, ma che ovviamente su fifa sono diventate inutilmente lunghe, complicate e faraginose.
I momenti sono appunto dei precisi momenti di gioco dove dovremo compiere delle missioni entro un certo limite di tempo (fare tot gol con un particolare giocatore, fare un assist di un certo tipo, segnare di testa eccetera, eccetera). Fin qui tutto bene, se non che molti dei momenti ci richiederanno rose con restrizioni e moduli particolari che dovremo perdere tempo a sistemare per ogni maledetta missione.

 

Passiamo all’analisi vah.
Se si è preordinata la versione ultimate del titolo si parte alla grandissima: fifa point da spendere per costruire la prima squadra, overall sospettosamente alti nei pacchetti, ma la magia sparisce quasi subito perché basta guardarsi un attimo intorno e *puff*.
La nuova intesa arriva col presupposto che il giocatore deve partire per forza nella sua pozione, non c’è più che se gioca da AS invece che da ES prende un pochino meno d’intesa, qui ne prende zero, anche se in campo c’è la sua squadra completa, anche se in campo ci fosse sua madre.
La cosa buona è che non ci sarà da aspettare una carta particolare per cambiargli completamente posizione, ma grazie alla carta “cambio ruolo” che ora è unica per tutti, potremo switchare un AS ad ATT, se nella realtà gioca in entrambi i ruoli. Il problema è che per sperimentare qualcosa di particolare dobbiamo continuare a comprare cambi di ruolo a nastro per non ritrovarci, appunto, gente a zero intesa.
Dicevamo che compilare le SBC ora è più facile visto che per raccogliere intesa i giocatori non dovranno essere vicini, ecco, peccato che i premi sono diminuiti e gli overall richiesti aumentati.
I costi in termini di overall dei giocatori per ricevere una carta speciale magari 82 o 84 sono diventati qualcosa di assurdo, tra richieste di gente 87/86 e un valore medio di 85.
A causa della nuova intesa e del nuovo “sistema” di SBC, fare soldi per chi non shoppa è diventato più difficile. Ah sì, gli shopponi e il matchmaking, alla fine si torna sempre qua.
Ho ricevuto il gioco prima della release ufficiale per tutti e sì, vero, si è partiti bene con una squadra decente, purtroppo io e il solito matchmaking di FIFA abbiamo pareri discordanti sul termine “decente” visto che mi sono ritrovato a combattere in divisione 10 con squadre da 5 milioni.

Sono consapevole che ogni volta che si parla di FIFA ci si concentri sempre su ultimate team, ma la cosa più giocata è quella. Il problema non è ultimate team, il problema è che le altre modalità sono sempre un po’ fini a se stesse e non danno una vera e propria sensazione di continuità, a parte Pro Club, anche se decisamente con un minore impatto.
Capiamoci, è anche giusto che una modalità come FUT sia la più giocata, la più aggiornata e la più “coccolata”, ma sarebbe anche ora di trovare il modo di unirla alle altre.

FIFA è FIFA, come sempre, con le sue luci e ombre. Il gameplay è indubbiamente migliorato, ma ancora si fa fatica a scrollarsi il dover spremere soldi a tutti i costi. Le scelte sono sempre tra giocare e soffrite, passare intere giornate a fare compravendita distrutta da qualche crollo random del mercato (e il pacchetto hero garantito messo su per sbaglio ne sa qualcosa) o lo shoppare. Capiamo tutti benissimo il voler e dover fare soldi, ma di anno in anno si arriva sempre di più a livelli indecenti, contando che non si sta parlando di un free to play. Concorrenza, ci sei? No.

  • Nuova intesa in fut più libera
  • Gameplay più lento e ragionato
  • Meno automatismi
  • Buoni i cambiamenti in carriera e pro club

 

  • Troppi bot in asta
  • Shopponi ancora troppo avvantaggiati
  • Punteggi troppo alti

 

Ipah - Biografia

Aspetta, faccio la presentazione standard da recensore navigato. Cresciuto coi videogiochi che quando ho cominciato io proprio levati, si giocava a Pong coi sassi. L'abilità videoludica di Faker unita al senso critico di Matt Preston.