Pubblicato il 04/11/19 da Francesco D'Emilio

F1 2019

Immagina ciò che rese ToCA magico... Senza ToCA. Boom. Amazing.
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Introduzione

F1 2019 è, sorprendentemente a dirsi, una di quelle uscite annuali… Diversa. Diversa nell’impostazione dell’offerta del titolo, ben maggiore rispetto a quanto chiunque si aspetti, diversa anche perché figlia di miglioramenti molto consistenti su certi aspetti, ma anche limitata a quello che alla fine è il suo brand. Altre scelte particolari di Codemasters, che non poco ci ricorderanno i tempi d’oro dell’azienda mentre era limitata alla produzione di giochi dedicati al touring. 

Le critiche date al capitolo precedente sono state prese in considerazione, ma anche qui parzialmente. L’opportunità di segnare un forte distacco sia a livello contenutistico che di direzione dal titolo precedente, inoltre, non e’ stata capitalizzata dagli sviluppatori.

Vediamo subito il perché.

Storia: Drama ovunque, a caso

ToCA e’ un nome che agli appassionati di racing game più o meno “anziani” dirà non poco: una serie brutale e viscerale di giochi simulativi dove l’IA e il sistema di danni ai veicoli non perdonavano neanche una curva approcciata male. Una varietà che rivaleggiava Gran Turismo, sopratutto con il terzo capitolo della serie, ed una campagna single-player story-driven. Folle a dirsi, Codemasters, sopratutto con ToCA, ha sempre avuto il pallino di incastonare il gioco in una storia che giustifichi la varietà di eventi che affronti.

F1 2019 segue questa direzione, buttandoti addosso due altri co-protagonisti che rappresentano due diverse approcci con cui si affronta il titolo (showman o sportivo), tutti basati anche qui su un sistema che non ha nulla di nuovo da offrire, con le stesse cutscene ogni volta, riciclate da praticamente numeri e numeri di capitoli della serie. Non che sia un male ma, dopo aver visto per la decima volta la stessa tizia farti le stesse domande, dopo un po’ questa volontà di inserire componentistiche RPG in un gioco di guida va a farsi benedire.

Tali co-protagonisti, purtroppo, vorrebbero tanto essere come Ravenwest. Il loro destino è, invece, di essere forzatamente inseriti nella storia, quando la verità è che un po’ tutti vogliamo inimicarci Hamilton in un titolo simile. O Verstappen.

La Formula 2, a livello contenustico, e' la novita' della serie, ed il recente update ha aggiunto la serie dell'anno corrente.

Gameplay: As you would’ve expected

F1, con 2018, ha già segnato un gameplay che poteva essere migliorato, francamente, solo in aspetti specifici. Una pulizia del modello di guida, seppur quasi irrivelabile, è presente, e un miglioramento al sistema di danni, seppur lieve rispetto al titolo precedente, c’è anch’esso. In entrambi i casi non sono migliorie che giustificano un’acquisto, ma il miglioramento di gameplay arriva, invece, da una nuova aggiunta ai contenuti del titolo.

La Formula 2 è infatti una ventata di aria fresca importante per il titolo, che mostra la versatilità che ha il modello di guida, che più che mai è riuscito a mostrare la potenza della seconda serie di monoposto mondiale: potenza che è indubbiamente minore rispetto alla F1, ma che non di meno regala emozioni e, a modo suo, riesce a dare gare anche più combattute, vista la leveling field che hanno i team F2 rispetto a quelli F1.

Formula 2 che, tristemente a dirsi, è rovinata nella carriera principale perché relegata a mero prologo per un ristretto numero di gare, pesantemente connesse alla “storia” del nostro alter-ego motoristico. Una stagione full-fledged avrebbe arricchito l’esperienza non poco; piuttosto, la sensazione che da la F2 utilizzata così nel single-player è quella di essere un “test” per vedere l’interesse dell’audience F1 nei confronti di tale disciplina. Possiamo già intravedere tale classi di monoposto avere un ruolo ben più rilevante in un (non cosi’ tanto) ipotetico F1 2020.

L’aggiunta della stagione 2019 al titolo durante il mese di Agosto fa ben sperare per il futuro, sopratutto per un titolo che potrebbe tranquillamente abbandonare la cadenza annuale e puntare a diventare un gioco supportato a lungo termine, con aggiornamenti vari, come i più recenti esempi Ubisoft o Playground Games.

Il design grafico e' stato aggiornato a quello dello show, a differenza del titolo precedente.

 

Tecnica: Ego Engine, sei tu?

L’Ego Engine, ormai storia ma comunque ancor usato dai developer inglesi, mostra ancora una volta i muscoli lasciando davvero senza parole la qualità grafica in due determinati aspetti: il primo è la totalità del titolo, il secondo e’ l’illuminazione.

Tale foto-realismo e’ raggiunto nel gioco grazie ad un polishing di assets praticamente già pronti da un anno, assieme ad una correzione dei colori e una realizzazione sì fedele dei tracciati e veicoli, ma sicuramente non ground-breaking rispetto al titolo precedente. L’illuminazione, invece, segna un passo avanti mostruoso per la serie, mostrando condizioni di luce realistiche in praticamente ogni orario e meteo nei tracciati, che più di ogni altro aspetto del gioco permette al titolo di avere dei frangenti dove pare davvero di stare a guardare la F1 dalla TV. Il miglioramento tecnico, seppur estremamente efficace, finisce qui, mostrando ancora margini di miglioramenti in un engine che ha già dato, e tanto.

L'illuminazione e' il vero protagonista di F1 2019, in ogni condizione di meteo ed orario.

Conclusioni

Una occasione persa, seppur ricca dei frutti del lavori degli sviluppatori, e’ quello che si prova con F1 2019. Un’offerta sostanziosa, ma mal sfruttata. La promessa di contenuto post-lancio, ma con micro-transazioni all’interno. Il backlog di Codemasters con Dirt Rally 2.0 che non fa sperare bene, ma anche le nuove direzioni che sta prendendo con il franchise donano un po’ di speranza. L’adozione della nuova veste grafica della F1 nel titolo, per esempio, mostra la dedizione dei developer di produrre un gioco di guida autentico, prima di ogni cosa.

Il prossimo anno, probabilmente, potrebbe donare quello che e’ un titolo che vale, di nuovo, l’acquisto a prezzo pieno.

Per ora, aspettiamo ben altro da Codemasters: GRID.

Perché sì:
Perché no:
  • Illuminazione fuori di testa
  • Modello di guida ancora una volta soddisfacente

 

  • Occasione sprecata con la F2
  • Poche novità rilevanti rispetto al predecessore
  • Paura di micro-transazioni ovunque

Alla fine si sa chi vince

Codemaster calmati coi soldi

Strelok - Biografia

Francesco D'Emilio
Belka did nothing wrong.