Pubblicato il 24/01/24 da Daniele Iacullo

Evil Seal – Recensione

Un apocalisse biblico
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Evil Seal, sviluppato da Mandese Games, è un gioco fortemente derivativo, ispirato alle meccaniche del più classico dei survival horror: Resident Evil.

Uscito da molto poco da un’early access lunga 3 anni, ora si presenta con una modalità storia completa e una modalità survivor; sarà riuscito a convincere nonostante l’evidente basso budget?

Il primo dei sigilli è stato rotto

Sebbene a prima vista il paragone con la saga di Resident Evil sia inevitabile, la trama e il pretesto di gioco di Evil Seal è abbastanza originale, una interpretazione dell’apocalisse biblico che il giocatore dovrà fermare.

Impersoneremo Adam, un agente immobiliare con un passato nelle forze speciali americane, ed assisteremo all’ascesa di un nuovo messia Chris Santitu, l’anticristo che darà inizio alla fine del mondo. Adam, una volta assistito alla trasformazione di un suo amico in un demone si precipiterà a casa per ricongiungersi con la sua amata Eve. Al suo arrivo la compagna è scomparsa e una misteriosa telefonata indirizzerà Adam verso un misterioso palazzo teatro delle prime battute del gioco.

La narrazione della storia avviene tramite dialoghi doppiati, filmati di gioco e documenti sparsi in giro per il mondo, che approfondiscono il mondo di gioco in maniera piuttosto soddisfacente.

Con l’inizio dell’apocalisse, molti si trasformeranno in demoni

Le prime sbavature

Se nel concept, Evil Seal, risulta piuttosto originale e ben pensato, il prodotto inizia a mostrare il fianco appena si entra nel vivo del gioco, frutto sicuramente del basso budget a disposizione del team che però va ad influenzare l’esperienza di gioco nel suo complesso.

Dallo shooting all’interazione ambientale tutto il gameplay è pervaso da ingenuità, una mancanza quasi totale di feedback dei proiettili e una traiettoria non sempre chiara di questi ultimi rende difficili anche gli scontri più elementari. La gestione dell’inventario, con annesse interazioni tra i diversi oggetti, risulta poco chiara, ad esclusione della creazione di kit medici non è sempre chiaro come usare i diversi oggetti, alcuni anche fondamentali per risolvere i diversi enigmi presenti nel gioco.

Una lancia va spezzata a favore degli enigmi che risultano soddisfacenti e ben studiati. I codici di sblocco dei puzzle vanno presi spesso da documenti sparsi per la mappa: ho apprezzato il fatto che gli sviluppatori abbiamo evidenziato le parti del documento utili al giocatore con un colore diverso, così da facilitarne la risoluzione e riconoscere cosa serve per gli enigmi e cosa invece è funzionale alla narrazione.

Nota dolente sono le bossfight e i combattimenti in generale che soffrono di tracking e hitbox molto sfalsate, vi troverete a perdere HP per colpi a voi molto distanti o per i colpi dei boss, in particolar modo, che gireranno su sé stessi per colpirvi. Rendendo di fatto il gioco molto più difficile di quanto non lo sia realmente.

Capisco che sia letteralmente il diavolo, però riesce a colpirmi anche mentre sono alle sue spalle

Il vero horror di Evil Seal

Ma se il gameplay si rivela una parte dolente del gioco, il suo lato tecnico risulta la vera falla di tutto il progetto. Il gioco gira su Unreal Engine e la resa a schermo non è al livello di altri titoli indipendenti, con volti dei personaggi semplicistici e texture e modelli molto basilari.

Passando sopra dei piccoli bug e glitch, molti di questi risolti già dal team di sviluppo nel mio periodo di prova, il prodotto soffre di crash dell’applicazione, specie quando si muore da un boss. Vuoi per scelta stilistica, vuoi per l’ingenuità del prodotto, i nemici non producono alcun tipo di suono se non durante gli attacchi, rendendo difficile notare un nemico che sta correndo alle tue spalle costringendo il giocatore a fare affidamento solo su ciò che può vedere.

Allo stesso modo il comparto musicale risulta piatto e non convincente, avendo un cambio di musicalità solo alla presenza di eventi prefissati o nemici più impegnativi. La presenza del doppiaggio è sicuramente un punto a favore, non parliamo sicuramente di un doppiaggio eccelso, ma la sua presenza è senz’altro apprezzata, strappando un sorriso di tanto in tanto per acuti o intonazioni buffe.

Va segnalata anche la possibilità giocare il gioco in prima persona, tuttavia è di fatto solo uno zoom della telecamera in avanti che porterà al giocatore l’invasione a schermo da parte della nuca dell’avatar specie durante i colpi corpo a corpo o in determinate animazioni.

L’idea di terrore che vuole trasmettere il gioco non è accompagnata da una resa grafica di pari livello

Evil Seal – Conclusione

Evil Seal è stato nominato nella sezione “Act of Love” degli Steam Awards del 2023, ed è proprio in questo senso che bisogna intendere il gioco, un atto d’amore nei confronti della storia che il creatore ha immaginato con l’innocenza e l’ingenuità che un team di sviluppo alle prime armi può avere. Sono fiducioso in ulteriori aggiornamenti che il team può apportare al gioco per provare a renderlo più bilanciato e aggiungere novità che potranno aumentare la qualità della vita dei giocatori, soprattutto a livello tecnico.

  • Storia originale
  • Enigmi simpatici

 

  • Comparto tecnico da rifare
  • Gameplay sbilanciato
  • Musiche non convincenti
  • Feedback dei proiettili e dei colpi assente
  • Qualità della vita assente
  • Modalità prima persona da ripensare

 

Brado - Biografia

Videogiocatore classe '99 da sempre attento alle evoluzioni e le innovazioni del mondo videoludico.

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