Pubblicato il 13/05/22 da Andrea Borzì

Crystar – Recensione

Crystar, gioco sviluppato da Gemdrops e pubblicato da FuRyu, arriva sulla console di casa Nintendo
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A 4 anni (3 per l’occidente) dal rilascio per Playstation 4 e Steam, Crystar, gioco sviluppato da Gemdrops e pubblicato da FuRyu, arriva sulla console di casa Nintendo, dando accesso a tutti gli amanti del titolo, o ai curiosi di provarlo, la possibilità di averlo sempre con se in portatile.

Premessa importante prima di iniziare, come molti di questi tioli poco conosciuti e provenienti dall’oriente, Crystar non possiede testi e doppiaggio in lingua italiana, per cui, se non conoscete l’inglese, o non siete intenzionati ad impararlo, cercate qualcos’altro.

Dante chi?

Crystar segue le vicende di due sorelle, Rei e Mirai Hatada, risvegliatesi in un luogo a loro sconosciuto e in forma di farfalla. Ripresa coscienza della propria identità e con essa anche la loro forma reale, le due verranno attaccate da una creatura, che costringerà le sorelle a separarsi. Nel disperato tentativo di ritrovare la sorella, Rei risveglia i suoi poteri da Executor con i quali potrà navigare il luogo e combattere le creature che lo popolano. Nel cercare la sorella Rei giunge dinanzi ad Anamnesis, con la quale combatterà, finendo involontariamente per colpire la propria sorella appena ritrovata.

 

Quanto tutto appare perduto, due demoni, Mephis e Pheles, appaiono davanti a Rei, rivelandole l’accaduto, ovvero che quel luogo non è altro che il purgatorio, che Anamnesis ha rapito lei e sua sorella con lo scopo di divorare le loro anime e poter tornare in vita, ma soprattutto che l’anima della sorella è ancora in vita e che siglando un patto coi due demoni, Rei avrebbe potuto salvare la sorella.

Infatti l’anima di Mirai è in viaggio verso la reincarnazione, ma tramite il contratto da Executor, con il quale Rei viene costretta a combattere contro Specter e Revenant (anime di coloro che non vogliono accettare la reincarnazione, ma divorano altre anime con lo scopo di poter tornare in vita), Rei ottiene la possibilità di riportare la sorella in vita.

Il titolo si mostra pregnante di tematiche sociali strettamente legate alla società giapponese; infatti il giocatore sarà in grado di leggere le memorie dei revenant sconfitti, e tra queste saranno presenti sia memorie di assassini che memorie di lavoratori depresse, bambini abbandonati ed altri casi simili. Anche le protagoniste non sono da meno: fin dalle prime battute viene sottinteso il fatto che Rei provenga da una famiglia disfunzionale e che sia una hikikomori (tematica ampliata nel corso della storia), tanto da aver reso la sua stanza l’hub principale del gioco, a rafforzare questa idea di fondo.

Insomma Crystar cattura l’attenzione di chi è interessato o vuole conoscere queste tematiche è lo fa tramite una squisita favola gotica (giapponese).

Questo labirinto è poco labirinto…

Se il comparto narrativo di Crystar appare interessante, quella tecnico e ludico invece mostra forti carenze. Il titolo, un action-rpg con forti elementi hack’n slash, catapulta il giocatore in delle mappe semplici e lineari, spesso ripetitive e confuse nelle colorazioni e nei dettagli in cui, scendendo tra i vari piani alla ricerca dell’obbiettivo da sconfiggere, ci ritroveremo a combattere piccoli gruppi di nemici ancora e ancora in maniera spesso meccanica e senza impegno. Per darvi un idea, la struttura e simili ai labirinti liberi della serie Persona, ma con un combattimento meno studiato e più improntato allo schiaccia lo stesso bottone fino a che non muore l’avversario.

Ancora, il feeling con i comandi appare lento, rigido e pensate tra le mani del giocatore, lasciando poco spazio alle effettive possibilità strategiche e rendendo noiosi e ridondanti tutti gli scontri, bossfight comprese. Inoltre anche la camera non aiuta l’esperienza di gioco, ingannando la vista del giocatore e non facendo cogliere l’effettiva distanza tra noi e il nemico, risultando in un colpo a vuoto che con la lentezza generale del titolo si tramuta istantaneamente in una rottura del ritmo di gioco.

Nonostante durante il gioco avremo modo di sbloccare diverse abilità, equipaggiamenti ed anche il guardiano che saremmo in grado di evocare per fari aiutare negli scontri ( o sarà in grado di apparire per effettuare dei parry e dei counter in maniera alquanto randomica), nulla renderà mai realmente appagante l’esperienza di gioco.

Detto questo, vi sono elementi di gioco interessanti, come l’hub nella stanza della protagonista con cui avremo a disposizioni diverse funzioni come la possibilità di personalizzare il part, di cambiare attrezzatura e abilità, di poter piangere per esternare i sentimenti negativi raccolti ed ottenere in questo modo nuova attrezzatura, ma soprattutto, cosa fondamentale, la possibilità di pettare Thelema, un grosso e morbidoso cane. Insomma, idee interessanti non mancano di certo.

Pallore Pastello

Graficamente parlando, Crystar basa lo stile per il mondo di gioco e modelli 3D su una caratterizzazione gotica giapponese, con personaggi tendente al pallido e longilinei, che se siete amanti di questo particolare stile, come me, non potrete non apprezzare, donando una certa continuità tra i tipici dialoghi da novel con le sagome 2D dei personaggi e i modelli perennemente a schermo (che purtroppo non ricevono animazioni degne di nota).

Il comparto musicale, invece, è passabile, con tracce senza infamia e senza lode, che rimangono in testa, ma non fanno particolarmente presa da rimanere a lungo nella memoria del giocatore.

Conclusione

Come porting, c’è poco da dire, il gioco gira e lo fa abbastanza bene, con un framerate bloccato a 30 e con dei pop-up alcune volte fastidiosi, che tuttavia non alterano l’esperienza generale.

Crystar è un titolo che vuole raccontare problematiche sociali serie, cercando di trovare, mediante una favola, il modo di rappresentare la sofferenza che molti individui provano nella quotidianità. Purtroppo, per quanto onorevole l’obbiettivo, la messa in atto lascia spesso a desiderare, rendendolo si un ottimo passatempo, ma da valutare attentamente, considerando, in particolar modo, che anche a distanza di 3 anni, viene venduto ancora a prezzo pieno, almeno in questo versione Switch.

  • Tematiche Interessanti
  • Stile artistico piacevole
  • Pettare il Doggo

 

  • Gameplay poco entusiasmante
  • Monotono e ripetitivo

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...