Pubblicato il 12/10/20 da Carisma20

Control Ultimate Edition Recensione

Punti di controllo
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Control: La nostra recensione

Control Ultimate Edition è la nuova versione dell’ultima fatica di Remedy Entertainment, software house già nota per Alan Wake, Quantum Break e Max Paine. Giochi di una certa impronta e notorietà, e Control non fa certo eccezione.

Il gioco riesce a trasmettere tensione e oppressione, sia per tematiche che scenari, catapultati nei panni del nuovo direttore della Federal Bureau of Control, azienda che ha che fare con il “paranormale” e di cui non ci saranno chiare troppe cose fin dall’inizio. Parte fondamentale dell’esperienza è l’asimmetria di informazioni tra giocatori e avatar: se la protagonista Jesse Faden ha ben chiari i motivi per essersi recata alla Oldest House (questo il nome della sede situata a New York), lo stesso non si può dire del giocatore, che inizierà a intuire alcune cose ma si troverà comunque spaesato da un mondo dalle regole non conosciute.

Gli ambienti sono sicuramente d’impatto

Point of control

Tutto questo è frutto dell’implementazione degli oggetti del potere, capaci di modificare la realtà e le leggi della fisica con cui, normalmente e ormai senza farci troppo caso, ci troviamo a relazionarci ogni giorno. Chi possiede l’oggetto del potere pistola diventa il nuovo direttore, e questo è il destino toccato alla nostra protagonista.

La mappa dell’edificio viene gestita in maniera quasi “metroidvanica“, con zone che diventano accessibili solo dopo alcune fasi di gioco. La maggior parte di esse ci consente di scoprire nuove aree per proseguire normalmente nella trama, mentre altre saranno semplicemente covo di collezionabili sotto forma di documenti e formati video che vanno ad arricchire la lore. Questo rende i collezionabili un valore aggiunto e non una semplice corsa all’ottenimento di oggetti randomici senza alcun significato.

L’interattività con i livelli in Control è fantastica

Battle System Control

La pistola non sarà l’unico oggetto che avremo a disposizione in Control, ma sarà indubbiamente quello principale, che ci permetterà di farci strada attraverso le orde di nemici inviate dall’Hiss, un’entità che ha preso possesso dell’edificio e che sarà nostro compito “disinfestare”. Progredendo, avremo a disposizione cinque diverse configurazioni della nostra arma (equipaggiabili due per volta) con diverse modalità di fuoco e numero di proiettili. Il combat system viene arricchito dalla presenza delle abilità, che ci permettono di fluttuare nell’aria, lanciare oggetti e nemici e molto altro. L’abilità di lancio permette in particolare un’interazione con la quasi totalità dell’ambiente circostante, sradicando anche mattonelle e cemento dalle pareti, una caratteristica che personalmente adoro anche solo per impatto visivo.

Le fasi di trama di Control sono alternate da, ovviamente, missioni secondarie, e invasioni a tempo, dove ci verrà richiesto di tornare in determinate zone dell’edificio e sconfiggere un’ondata di creature dell’Hiss. A chiudere il cerchio, sarà la scoperta dell’oggetto del potere Jukebox, che contiene sfide con un alto tasso di difficoltà e che costituiranno la sfida più avvincente all’interno del gioco. Non c’è molto da dire sul combat system e le fasi di shooting, sono dannatamente divertenti, il ritmo di gioco è sempre serrato, e c’è una buona varietà tra nemici e sfide che ci accompagnano lungo tutta la durata dell’avventura che risulta davvero ben scritta. Gli ambienti come già detto a volte possono risultare davvero claustrofobici e impressionanti, vuoi anche per l’accostamento al colore rosso dell’Hiss che si pone come forte elemento di contrasto all’interno degli ambienti, e della piramide rovesciata, un elemento ridondante all’interno del titolo.

Ogni zona è estremamente diversa dalla precedente

L’aspetto tecnico

Ma c’è qualche incertezza nei movimenti di Jesse Faden, con animazioni a volte imperfette. Ciò non va a pesare però sulla godibilità del titolo, il modello risulta comunque ben animato. Sul fronte prestazionale il gioco si comporta ottimamente su PC: il gioco regge i 70 fps stabili con tutte le impostazioni al massimo in full HD sulla mia 2070ti, eccezion fatta per i dettagli degli oggetti a distanza che ho dovuto portare a medio. Impostando quest’ultima voce al massimo teneva il gioco sui 65 frame, ma nelle fasi più concitate o nelle zone più aperte si verificavano dei fastidiosi framedrop leggermente sotto i 60 che andavano a rendere meno fluida l’esperienza.

Non ho avuto modo di provare Control con altre configurazioni e risoluzioni, ma c’è sicuramente modo di spingere il gioco ad alte prestazioni anche su risoluzioni maggiori, complice anche l’implementazione del DLSS 2.0 che già su Death Stranding (sempre recensito da me) faceva faville senza gravare troppo sulle prestazioni della scheda video.

Si gira parecchio all’interno dell’edificio

Control rappresenta un ottimo videogioco, e questa versione con tutti i dlc uscita un anno dopo l’originale rappresenta un’ottima occasione per provarlo. Se avete già apprezzato la narrativa di Alan Wake sapete più o meno a cosa andare incontro e se può incontrare i vostri gusti, ma la presenza di un combat system e delle fasi di shooting per nulla “semplificate” e che richiedono una buona dose di tattica e ragionamento rendono il titolo davvero divertente e per nulla monotono: Control non si fa certo trascinare solo dalla trama, il gameplay coinvolgente e vario terrà incollati allo schermo per tutta l’avventura, con l’apice raggiunto indubbiamente nelle sfide al Jukebox.

  • Interattività, Comparto tecnico

 

  • Qualche problema con il modello

Carisma20 - Biografia

Videogiocatore critico fin dai 4 anni, che non è mai stato abbandonato dal metallo. \m/