Oggi, 28 aprile 2026, debutta finalmente Aphelion, l’ultimo lavoro di Don’t Nod uscito su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S (disponibile tra l’altro anche su Game Pass). È un progetto ambizioso, nato nientemeno che dalla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per offrirci una visione “grounded” e realistica di come potrebbe essere l’esplorazione spaziale nel prossimo futuro.
Ma com’è viaggiare ai confini del sistema solare? Ecco il mio verdetto.
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Benvenuti (e dispersi) nel 2060
La premessa è di quelle forti: nel 2060 la Terra è ormai inabitabile e l’umanità punta tutto sulla missione Hope-01 diretta verso Persefone, il nono pianeta. Vestiamo i panni degli astronauti ESA Ariane e Thomas, che dopo un atterraggio d’emergenza si ritrovano separati su questo mondo di ghiaccio.
L’atmosfera è incredibile e il feeling di sopravvivenza in un ambiente ostile e sconosciuto è reso benissimo. Tuttavia, nonostante le premesse epiche, il viaggio presenta qualche turbolenza.
Gameplay: Tra parkour, indagini e un po’ di noia
Il gioco ci offre una doppia prospettiva: le fasi di Ariane sono incentrate sul parkour e sul movimento dinamico, usando rampini e scivolate, mentre Thomas si occupa di investigazione e ricerca risorse. C’è anche una componente stealth per evitare una minaccia aliena ignota.
Il problema? Dopo le prime due ore, la struttura diventa un po’ ripetitiva. Che si tratti di scalare una parete o di usare il “Pathfinder” per trovare l’obiettivo successivo, la sensazione di sfida è quasi assente. Tutto scorre in modo molto guidato e avrei preferito qualche imprevisto in più che mi mettesse davvero in difficoltà, invece di sentirmi quasi sempre con il “pilota automatico” inserito.
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Una storia che si prende i suoi tempi
La trama è il cuore pulsante dell’esperienza e si concentra molto sul legame tra i due protagonisti. L’avventura dura circa 8-10 ore, un tempo onesto per un titolo di questo tipo.
Devo dire però che la narrazione è decisamente lenta. Il gioco si sofferma molto sui silenzi e sulla contemplazione, il che è affascinante ma rallenta il ritmo generale. Inoltre, sebbene la storia sia scritta con la solita cura di Don’t Nod, il finale risulta purtroppo un po’ scontato. Arrivati alla conclusione, si ha la sensazione di aver già intuito come sarebbe andata a finire molto prima dei titoli di coda.
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Musica: Hans Zimmer vive su Persefone?
Un plauso va alla colonna sonora firmata dal pluripremiato Amine Bouhafa. Le musiche sono estremamente evocative e perfette per descrivere la solitudine dello spazio profondo.
C’è però un “ma”: l’ispirazione a Hans Zimmer (e in particolare a Interstellar) è talmente forte da risultare quasi eccessiva. In certi momenti i temi sembrano così simili che ti aspetti di veder comparire un buco nero da un momento all’altro. Bellissima musica, senza dubbio, ma un tocco di originalità in più l’avrebbe resa davvero memorabile.
In conclusione
Aphelion è un’esperienza cinematografica affascinante che piacerà a chi cerca una fantascienza realistica e rilassata. È un bel vedere e un bel sentire, ma se cercate un gameplay profondo o una trama imprevedibile, potreste restare un po’ delusi.
Se volete provarlo, lo trovate da oggi a circa 30-35€ (o incluso nell’abbonamento Game Pass), quindi il rischio è minimo!
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