Pubblicato il 28/04/26 da Luca Dedei

Kuloniku: Bowl Up! – Recensione

Un ramen coccoloso, per favore!
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In quel della città di Kuloniku, ha riaperto uno storico ristorante di ramen e polpette! Il nuovo proprietario sei tu, nipote della leggendaria cuoca che ha portato il Bakuso alle stelle, e ora bisogna prenderne le redini e riportare la baracca allo splendore di un tempo, competendo ardentemente con gli altri ristoranti della città. Queste sono le premesse di Kuloniku: Bowl Up! un coloratissimo simulatore di cucina con piccoli elementi visual novel sviluppato da Gambir Studio.

Kuloniku: Bowl Up! – In cucina per il Bakuso!

Il gameplay del titolo si alterna tra due sezioni: quella principale di lavoro in cucina e una secondaria di riposo e uscite.

Dietro al bancone si dimostra esattamente quello che ci si aspetta, ogni cliente che arriverà durante la giornata avrà la propria comanda specifica, che noi dovremo rispettare stando attenti sia agli ingredienti che al tempo in cui prepareremo il piatto, cercando di essere più fedeli possibile all’ordine ma anche di consegnarlo il più velocemente possibile in modo tale da rendere contento il cliente, ricevere una mancia più alta e aumentare la nostra reputazione.

Pian piano che andremo avanti nel gioco non solo sbloccheremo più ingredienti e più utensili, come il tagliere, la padella per friggere e i drink, ma le comande diventeranno sempre più complesse e specifiche, arrivando non solo a chiedere ordini personalizzati, ma anche richieste di sapori molto specifici o ordini assurdi come un piatto che segue una ricetta composta da sole polpette ma con la specifica di non utilizzare la carne… Insomma, la normale vita di un cuoco.

Fortunatamente non dobbiamo essere troppo fiscali, per esempio possiamo lasciare la padella accesa o scegliere l’ordine degli ingredienti a nostra scelta senza alcun tipo di penalità, lasciando così la difficoltà del gioco unicamente intorno alla scelta degli ingredienti giusti nel tempo corretto, di fatto garantendo una perfetta gestione di dettagli buoni che rendono il gioco simpatico da vedere e giocare, omettendo quelli che lo renderebbero meno divertente in favore del realismo, e un buon livello di difficoltà che sale proseguendo nella storia arrivando a dare momenti tosti senza diventare troppo caotico o frustrante.

Per spezzare poi un po’ la monotonia, non solo avremo tantissmi clienti unici e diversi, ma ci saranno anche due tipi di attività extra specifiche: i festival, dove seguendo un tema nelle giornate di sabato (come per esempio ogni piatto deve avere almeno due ingredienti di carne o di verdure, ogni piatto deve essere mediamente piccante, salato o dolce, e cosi via) è possibile ottenere delle ricompense bonus, e i MeatBall Brawl, delle competizioni dirette con i gestori di altri locali e che fa da elemento cardine del gameplay e della trama di Kuloniku: Bowl Up!.

In queste competizioni avremo tempo illimitato ma azioni limitate, nelle quali dovremmo seguire le preferenze e direttive del tavolo dei giudici e contemporaneamente quelle del pubblico, per avere un punteggio e una valutazione più alta del nostro avversario. Inoltre, la preparazione degli ingredienti in questa modalità coinvolgerà il superamento di alcuni minigame simpatici, per differenziarsi dalla normale sezione di cucina, e vincere questi MeatBall Brawl ci permetterà di avere ricompense specifiche, aumentare il nostro livello di reputazione e, superando quelli di trama, salire nel ranking dei ristoranti della città. Più avanti nel gioco si sbloccheranno le abilità partner grazie alle nostre amicizie con i personaggi principali, cosa carina per dare un senso di proseguimento, ma che dopo una leggera analisi si tratta (almeno per quelle iniziali) della stessa abilità che si attiva in momenti diversi della partita a seconda di chi scegliete come partner.

Kuloniku: Bowl Up! – Una colorata cittadina

Andando oltre al gameplay, quello che attira subito all’occhio nella presentazione di Kuloniku: Bowl Up! è la sua estetica cartoon dai personaggi molto carini e, già solo dalle illustrazioni, in grado di far trasparire chiaramente la propria personalità. Tutto ciò viene riportato molto bene anche in gioco, con modelli semplici e colorati molto fedeli alle immagini promozionali.

Ogni oggetto, luogo e personaggio è in grado di portare perfettamente i toni leggeri che vuole dare il titolo, con moltissimi dialoghi tra i vari ordini e la seconda parte del gioco, ovvero quella circa Visual Novel.

Dico circa perché alla fine non si tratta di un effettiva visual novel ricca di scelte e bivi di storia, ma semplicemente il titolo ha scelto di dare ai dialoghi nello stile estetico di questo genere dei giochi, con molte linee di dialogo e i personaggi situati sopra la box di testo in delle conversazioni che sprizzano come detto prima, molta personalità e che portano avanti una trama molto carina di competizione tra ristoranti con i vari proprietari dalle tante sfaccettature diverse, e con due plot twist di cui uno inserito molto bene come segmento finale di storia e un altro un po’ strano che sembra quasi fuori luogo (grazie al cielo non horror…) con quello che vuole essere un gioco basato sulla cucina, e che accompagna la storia venendo tirato fuori ogni tanto quasi a caso, anche se fortunatamente questo lo porta a non rimanere fine a sè stesso.

Oltre a ciò avremo la possibilità di aumentare il nostro rapporto di amicizia con i quattro personaggi secondari (tecnicamente cinque, ma quest’ultima salirà in automatico con la trama) chiacchierando con loro dopo la chiusura e facendo delle uscite durante i giorni di riposo. Queste azioni porteranno non solo a scoprire le loro interessanti storie e motivazioni, ma ci darà come ricompensa alcuni bonus, come nuovi prodotti al negozio di Ume, o nuove ricette aumentando l’amicizia con Cassie, nonché il miglioramento di alcune meccaniche.

Parlando poi delle due ragazze sopracitate, il negozio di Ume ci permetterà di fare diversi upgrade alla nostra cucina per darci dei bonus e migliorare la nostra prestazione lavorativa (personalizzabili nel caso si volesse, ma senza alcun bonus effettivo se non per l’estetica del ristorante), ma anche di comprare ingredienti che utilizzeremo non solo nelle comande personalizzate ma anche per creare nuove ricette, tramite dei leggeri minigiochi che, fortunatamente, aumentano di difficoltà man mano che sbloccheremo quelle più avanzate.

Conclusioni

Kuloniku: Bowl Up! si dimostra essere un gioco da un lato molto rilassante, un cosiddetto cozy game, con la possibilità di abilitare una cozy mode per togliere i limiti di tempo se si volesse, ma anche in grado di fornire una buona sfida, se accettata. Un titolo molto leggero e divertente da leggere e scoprire, ricco di molti dettagli di gameplay e di estetica, con personaggi molto simpatici e dall’ottimo design.

Gli unici punti in cui scivola un poco è la ripetitività nei dialoghi non di trama, come quelli dei clienti durante il giorno o quelli serali per aumentare il livello di rapporto di amicizia, che tendono a ripetersi molto presto, portando queste letture a venire facilmente saltate e dunque le azioni fatte solo per il progresso e non per curiosità. Infine, verso gli ultimi segmenti di gioco, finiremo di avere modo di spendere i nostri soldi (avendo comprato tutto molto prima della fine) e dunque si perde completamente lo scopo delle giornate lavorative, che possono essere saltate per andare subito agli eventi di trama quando possibile, diventando invece tediose quando non potremo farlo, come dopo una giornata libera.

In generale, un gioco molto consigliato per gli amanti dei giochi leggeri: né troppo complesso ma nemmeno troppo semplice nelle sue meccaniche, dalla media durata di trama di circa 10 ore ma che può essere portato avanti anche semplicemente continuando a cucinare o provando a sbloccare tutte le personalizzazioni possibili.

E se siete ancora curiosi e volete saperne di più prima di decidere sul vostro futuro acquisto, potete dare un’occhiata alle prime ore di gameplay in azione tramite la sessione di gioco fatta in diretta dal sottoscritto, disponibile nel video youtube qua sotto!

  • Ottima estetica
  • Personaggi divertenti e interessanti
  • Buona gestione della difficoltà e progresso

 

  • Dialoghi non principali ripetitivi

Kimer - Biografia

Eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente.

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